La verità nascosta > Recensione
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La verità nascosta - Recensione

Inviato il da Francesco Lomuscio
Nel neanche troppo lontano 2000, Robert"Ritorno al futuro"Zemeckis firmò un riuscito thriller di stampo hitchcockiano che, intitolato Le verità nascoste, vedeva Michelle Pfeiffer impegnata a indagare sul passato del marito, interpretato da Harrison Ford, dal momento in cui si ritrovava tormentata dal fantasma di una ragazza bionda.
Trattandosi, quindi, di una vicenda coniugale ad alta tensione legata alla tematica del tradimento, è forse proprio per questo che Moviemax ha deciso di lanciare in Italia La cara oculta - primo film colombiano-spagnolo realizzato in collaborazione con 20th Century Fox - ribattezzandolo La verità nascosta.
Secondo lungometraggio diretto dall'Andi Baiz già responsabile del Satanás che rappresentò la Colombia nella corsa per il Premio Oscar al miglior film straniero nel 2008, parte dalla figura dell'attraente direttore dell'Orchestra Filarmonica di Bogotá Adrián alias Quim Gutiérrez, il quale, sposato con Belén, con le fattezze di Clara Lago, trova conforto tra le braccia della bellissima cameriera Fabiana, cui concede anima e corpo Martina García, dopo che la moglie, dubbiosa sulla sua fedeltà, scompare misteriosamente, senza lasciare traccia.
Due donne allo specchio
La verità nascosta - recensione - Cinema Infatti, i circa 95 minuti di visione si strutturano su due differenti parti: la prima raccontata attraverso una spesso nuda Fabiana, la cui passione per Adrián aumenta sempre più, la seconda tramite gli occhi di Belén, una volta che ci viene mostrato il motivo della sua sparizione.
E, mentre l'insieme, esplorando il desiderio malato che alberga in ognuno di noi di possedere la persona che ci è sentimentalmente accanto, tenta fotogramma dopo fotogramma di comunicare come sia impossibile amare quando ci si scontra con la nostra natura terrena, non è solo il citato film di Zemeckis a tornare alla memoria, in quanto il cinefilo più preparato potrebbe riconoscere diversi referenti (si pensi solo a Panic room di David Fincher).
Ma il tutto, immerso nei cupi toni della contrastata fotografia per mano di Josep M. Civit, non prende avvio in maniera molto convincente, riservando un primo tempo che, non privo di ridicole reazioni manifestate dalla protagonista (accentuate anche dal mediocre doppiaggio italiano), rischia più volte di cadere nella morsa della fiacchezza.
E' nel secondo che la sceneggiatura, nonostante qualche difetto, gioca le sue carte migliori, accentuando il suo reale intento di interessante allegoria su celluloide che, legata ai meccanismi della mente, alla preoccupazione per il desiderio sessuale e al subconscio, enfatizza il dolore provato a causa dell'essere traditi e il menefreghismo di chi, invece, porta via all'altro l'amore.
Quindi, con il senso di claustrofobia quasi onnipresente e una regia che non dimentica neppure ricercate simbologie (la chiave, lo specchio), nulla di particolarmente eccezionale, ma può valere almeno una visione.
“Una prima stesura della sceneggiatura scritta dallo spagnolo Hatem Khraiche Ruiz-Zorrilla giunse tra le mie mani quando stavo lavorando al mio primo film, Satanás in Spagna. La sceneggiatura aveva un’anima meravigliosa, tuttavia era ancora una bozza. Mi diedi l’obiettivo di riscriverla in un anno e mezzo, cercando di dare più forza ai personaggi e spostando l’ambientazione in Colombia. In questo modo la feci mia integrando anche le mie inquietudini e preoccupazioni”.
Così Andi Baiz racconta la genesi della sua opera seconda, primo film colombiano-spagnolo a debuttare in maniera importante in Spagna, con 285 copie, riscuotendo notevole successo.
Opera seconda che inizia come una ghost story per poi rivelarsi un thriller che esplora i limiti dell’amore, della gelosia e del tradimento sfruttando un protagonista maschile e due donne, le quali incarnano i due diversi punti di vista dei circa 95 minuti di visione; piuttosto noiosi nel corso della prima parte, ma che si riscattano durante la tesa seconda, grazie anche all’importanza che finisce per assumere il lato metaforico dell’insieme.
VOTOGLOBALE6

La verità nascosta

Uscita nelle sale Italiane: 10/02/2012
Distributore: Moviemax
Genere: Thriller
Regia: Andi Baiz
Interpreti: Quim Gutierrez, Martina Garcia, Clara Lago
Sceneggiatura: Andrés Baiz, Hatem Khraiche
Nazione: Colombia-Spagna
Durata: 95 min
Produttore: Avalon, Cactus Flower, Dynamo, Fox International Productions (FIP)
Sito Ufficiale: Link
La verità nascosta
10 voti
5,9
ND.
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