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Saw V - Recensione
Inviato il 03/12/2008 da Vito Sugameli
La morte puo' stroncare una vita ma non interrompe il messaggio promosso nell'arco di un'esistenza. Gigsaw (Tobin Bell) è morto, ma le sue torture non hanno smesso di giustiziare vittime inconsapevoli. Tutti dobbiamo pagare le nostre colpe e l'enigmista ha trovato il metodo. Il passaggio di testimone è naturale e ragionato: a discapito di qualsiasi deduzione, Gigsaw non ha lavorato in solitudine per tutti questi anni così adesso è Mark Hoffman (Costas Mandylor) a vestire il ruolo del sadico giustiziere morale. Quando, pero', il suo segreto inizia a vacillare, tramerà un piano per eliminare tutti quelli che costituiscono una minaccia. In cima alla lista c'è agente Strahm (Scott Patterson), il quale inizia personalmente a indagare su Hoffman scoprendo più di quanto potesse immaginare.
La serie fenomeno che ha raccolto nei cinema worldwide 550 milioni totali e 24 milioni in home video, grazie al quinto capitolo torna a professare la sua etica malsana volta a valorizzare il dono della vita. Diretto da David Hackl e sempre sceneggiato da Patrick Melton e Marcus Dunstan - già autori di Saw IV - l'enigmista continua a rielaborare temi quali vendetta e perdono per trasformarli in materiale utile per i suoi giochi perversi.
Che diavolo sta succedendo? Dove sono?
Saw la direzione
Gli appassionati hanno visto i nomi dei creatori (James Wann e Leigh Whannell) allontanarsi dal progetto già dal secondo capitolo. Ultimato lo script del terzo, dal successivo hanno quasi esclusivamente supervisionato il lavoro in veste di produttori esecutivi lasciando la loro creatura in mano al regista Darren Lynn Bousman. Questo fino a Saw IV. Il quinto capitolo segna infatti l'esordio cinematografico di David Hackl. Non un nome qualunque che si affaccia per la prima volta al terribile marchio lanciato dagli amici di corso Wann/Whannell, ma uno scenografo prima, e direttore della seconda unità dopo, supervisore del marchio da Saw II in poi. Una personalità, insomma, che ha seguito lo sviluppo della serie da dietro le quinte con curiosità e dedizione sin dagli esordi. Prendendo in mano le redini di un fenomeno cinematografico che ha superato in notorietà e incassi l'intera saga di Venerdì 13 in soli 4 anni, Hackl non poteva attendere debutto migliore.
Ad accompagnare le vittime al risveglio è sempre la solita frase. A cambiare, invece, sono le trappole: più violente, disturbanti e sempre meno originali. La sottotrama che vede interagire un gruppo di persone accomunate da un tragico evento propone un tema riscaldato a cui gli sceneggiatori si sono incollati per instillare una pseudo riflessione sulla vita. Il risultato non va oltre la sicurezza oggettiva di un lavoro modesto, specie quando notiamo una certa difficoltà d'espressione del messaggio scatenante. Tobin Bell, curioso a dirsi, appare più da morto che da vivo, pronto a condividere e spiegare all'umanità il suo credo. Purtroppo gli attori di contorno risultano piatti e poco espressivi, a conferma che sia Bell il principale motivo di interesse.
La serie, pur sostando nella categoria del torture porn, questa volta abbraccia uno stile misterioso da thriller vecchio stampo. Niente colpo di scena spiazzante né torture infinite: a presenziare saranno i soliti flashback, un'accattivante caccia all'uomo e una direzione registica frenetica; omaggio a Bousman. La trama appare ancora molto intricata e certi vuoti narrativi, appositamente lasciati tali, fungeranno, probabilmente, da spunto per le pellicole successive. La sceneggiatura fatica quindi nel ricercare una coerenza logica che unisca, e al contempo mantenga integri i film precedenti, tanto che le avversità non sembrano escludere niente e nessuno.
La morale filosofica ha decisamente toccato il fondo nel quarto capitolo svelando il mistero dell'enigmista e raccogliendo delle banalità confermatesi deleterie per lo sviluppo del progetto. In questo caso il livello non scende oltre la soglia dell'indecenza, ma la prevedibilità mista a stanchezza del plot non fanno altro che confermare una tesi col tempo sempre più concreta: al di là del successo scaturito dall'alta affluenza di appassionati nelle sale cinematografiche, il potenziale del marchio si è drasticamente esaurito dopo il primo capitolo.
 
Hackl dirige con plateale servilismo nei confronti di Bousman un torture porn legato indissolubilmente ai capitoli precedenti. Tale legame seriale è uno dei motivi che rendono la pellicola un pezzo importante nell'intricato puzzle generale, ma standardizzato (e incomprensibile) se preso singolarmente. Inoltre più si fa ampio il margine risolutivo e più banale risulta la soluzione. Piegato al successo e furbo: Saw V non aggiunge nulla di originale alla saga se non uno sviluppo più rigoroso, tanta violenza e un finale meno aperto. Parte dell'enigma sembra essere risolto eppure abbiamo come l'impressione che non sia finita qui.
VOTOGLOBALE5
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Saw V

Saw V - recensione - CinemaClicca per Ingrandire Distributore: 01 Distribution
Genere: Horror / Thriller
Regia: David Hackl
Interpreti: Julie Benz; Scott Patterson; Meagan Good; Shawnee Smith
Sceneggiatura: Patrick Melton; Marcus Dunstan
Nazione: USA
Data Uscita ITA: 05/12/2008
Saw V
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ND.
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