Scontro tra Titani > Recensione
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Scontro tra Titani - Recensione

Inviato il da Stefano Camaioni
L'esperienza ha insegnato al grande cinema che girare un film dai toni epici, specie attingendo ad una cultura rispettata come quella della mitologia greca, è un'impresa difficilissima dato il rischio di perdere mordente durante lo svolgimento. Per ogni film riuscito, si contano innumerevoli fallimenti e fondi gettati al vento come se fosse concesso alla grandi produzioni sbagliare così tanto.
Allo stesso tempo poi, le stesure delle sceneggiature appaiono spesso accattivanti e così anche dei grandi attori si avvicinano ai progetti, per ritrovarsi a dare il proprio contributo ad un film buono giusto per la televisione.
Il mito di Perseo si predispone perfettamente ad un riadattamento cinematografico (molto) liberamente ispirato.
Nel 1981, il regista americano Desmond Davis gira Scontro di titani, un film interessante che riscuote un incredibile successo di pubblico grazie delle sue atmosfere epicheggianti, ricche di umanità e di ottimi effetti speciali (ad opera del leggendario Ray Harryhausen che, con questo lungometraggio, chiude la sua pluridecennale carriera).
Divenuto praticamente un film di culto, l'originale Clash of the Titans ha spinto la Warner a riproporre un classico del cinema contemporaneo, impiegando nuovi attori, nuovi mezzi ed un nuovo modo di concepire la grande produzione cinematografica.
Vecchia storia
Scontro tra Titani - recensione - Cinema Antica Grecia: gli uomini, stanchi dei soprusi perpetrati dagli dei, decidono di liberarsi consci che, da quando Zeus li ha creati, sono proprio loro ad alimentare il potere degli dei offrendo amore e rispetto. Ade, in collera da tempo immemorabile con il fratello Zeus, coglie l'occasione per impossessarsi del ruolo che non è riuscito ad ottenere: sedersi a dominio dell'Olimpo.
Convice così Zeus a liberare il Kraken, un mostro leggendario e dall'indescrivibile potenza che tiene segregato e pronto a distruggere tutto. Contemporaneamente il giovane Perseo, un umile pescatore, legato da un incommensurabile affetto alla propria famiglia adottiva, vede tutto quello che ha strappatogli via dalla furia di Ade, al quale giura vendetta. Perseo non sa ancora di essere un semidio, figlio di Zeus, e che il suo destino è quello di riportare l'ordine in un mondo ormai abbandonato a se stesso, sconfiggendo Ade ed abbattendo la furia distruttiva dell'invincibile Kraken.
Ritrovato in mare dai soldati che hanno scatenato la furia di Zeus abbattendo una sua statua, il giovane viene mandato a chiedere aiuto alle orribili parche l'aiuto per sconfiggere il gigante marino.
Epico.?
Scontro tra Titani - recensione - Cinema Per quanto possano affascinare i toni epicheggianti adottati dal film, Scontro tra Titani parte fin da subito con una marcia in meno: per quanto realistica l'animazione, è inevitabile considerare grottesca l'intera realizzazione.
La pretesa di dare luce ad un progetto fatto da grandi attori ed eccellenti effetti speciali senza altro a fare da palliativo alla semplice promessa si rivela una scelta discutibile.
Se già dal principio la scelta di Sam Worthington come attore protagonista poteva apparire interessante, andandosi poi a rivelare piuttosto discutibile basta proguire ancora oltre per trovare in Ade (interpretato da un ottimo - come sempre - Ralph Fiennes) qualcosa di così finto che neppure un'interpretazione coi fiocchi è riuscito a mascherare. Questo perchè la computer grafica ed il lavoro di post produzione sono così invasivi da farne apparire quasi fastidiosa la visione.
Il motore della pellicola è l'attesa per l'epico scontro tra il giovane Perseo (che più che a un pescatore somiglia ad un Marines in carriera, un Jake Sully senza sedia a rotelle) ed il terribile Kraken, descritto dalla voce narrante come una bestia immonda ed invincibile. Tra mille peripezie ed una macedonia di mitologia greca (che potrebbe anche risultare piacevole se solo meglio utilizzata), Perseo si dimena attraverso le sue disavventure e la dolorosa consapevolezza di essere un Dio, proprio come Ade, rensponsabile della morte della sua famiglia.
Visivamente il film fa acqua da tutte le parti: la fotografia, negli ambienti aperti eccessivamente fredda e luminosa, ricorda più le atmosfere di un frigorifero piuttosto che quelle della costa Greca. Anche la regia è troppo dinamica per dare, appunto, il respiro epico che pretende. Laterrier è un buon regista d'azione (e con Hulk aveva già dato prova di ciò), ma pare più che evidente che toni di questo genere non si addicono minimamente al suo modo di intendere e fare cinema. Il paradosso è che ad apparire così poco realistici non sono tanto i personaggi costruiti in computer grafica, quanto quelli già esistenti e ritoccati poi in post (Zeus luminosissimo, Ade troppo ovattato). Oltretutto anche le ambientazioni più tetre non appaiono così spaventose e non danno assolutamente il senso di inquietudine che intendono trasmettere.
Pare che lo stile e la luminosità delle armature dei personaggi siano dovute al culto che Laterrier ha per la serie giapponese I cavalieri dello zodiaco, al punto da affidare proprio al loro autore, Masami Kurumada, la cura di alcuni poster promozionali del film.

Scontro tra Titani

Uscita nelle sale Italiane: 16/04/2010
Uscita nelle sale USA: 26/03/2010
Distributore: Warner Italia
Genere: Fantastico
Regia: Louis Leterrier
Interpreti: Sam Worthington, Gemma Arterton, Liam Neeson
Sceneggiatura: Phil Hay, Matt Manfredi
Nazione: Usa
Produttore: Richard D. Zanuck
Scontro tra Titani
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5,5
ND.
INCASSO ITALIA: 7.496.572 €
Aggiornato al 09/05/2010
INCASSO USA: 157.808.000 $
Aggiornato al 09/05/2010
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Silver89
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