The Expendables - Sylvester Stallone > Speciale
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The Expendables - Sylvester Stallone - Speciale

Inviato il 02/12/2009 da Francesco Lomuscio
La dura nascita di un mito
A causa di complicazioni che non permisero alla madre di portare a termine un parto naturale, il piccolo Sylvester venne prelevato dai medici tramite l’uso del forcipe, il quale gli recise un nervo facciale provocandogli una lieve paralisi del lato sinistro del volto. Inoltre, da una seconda relazione, la donna ha avuto la figlia Toni Ann.
Chi poteva essere il protagonista della terza e ultima parte dello speciale dedicato all'imminente The expendables se non Sylvester Gardenzio Stallone, regista e interprete del progetto d'azione cui hanno preso parte i già trattati Jason Statham e Jet Li?
Nato il 6 luglio del 1946 a New York dall'unione tra Jacqueline Labofish e Frank Stallone, barbiere di origine italiana figlio di un emigrato pugliese che si chiamava Silvestro, è proprio al nonno che il futuro Rambo deve il suo nome.
La sua lunga carriera cinematografica, però, cominciò soltanto dopo oltre due decenni tutt'altro che felici, durante i quali si è trovato alle prese con i problemi di alcolismo della madre, causa del successivo divorzio, una lunga serie di insuccessi scolastici, in mezzo ai diversi trasferimenti che hanno visto coinvolto anche il fratello Frank Stallone (poi divenuto cantante e attore), e l'ottenimento di una borsa di studio vinta per meriti sportivi che gli consentì di iscriversi alla University of Miami nella facoltà di Arte Drammatica.
E fu dopo aver abbandonato il corso che, nel 1969, tornò a New York, dove, ormai deciso a lavorare nel mondo della celluloide, partecipò a piccole produzioni off-Broadway e collaborò alla stesura di testi e dialoghi per copioni cinematografici.
Fino alla sua prima apparizione sullo schermo in The party at Kitty and Stud's (1970) di Morton Lewis, porno-soft poi ridistribuito con il titolo Italian stallion in seguito al successo ottenuto dal personaggio del pugile Rocky e circolato dalle nostre parti come Italian stallion-Porno proibito.
Uno Stallone alle prime armi!
I Mercenari - The Expendables - speciale - Cinema Pellicola cui fecero seguito la vicenda d'amore e terrorismo Fuga senza scampo (1970) di Robert Allen Schnitzer, anche conosciuta come Rebel, e due partecipazioni non accreditate al film comico Il dittatore dello Stato libero di Bananas (1971) di Woody Allen e al thriller Una squillo per l'ispettore Klute (1971) di Alan J. Pakula, interpretato da Donald Sutherland e Jane Fonda.
Era quindi ormai avviata quella destinata a trasformarsi nella fantastica avventura hollywoodiana di colui che, oltre ad interpretare sequenze eliminate di Mandingo (1975) di Richard Fleischer e a concedere la propria voce al soldato Weaver nel lungometraggio d'animazione ‘Z' la formica (1998), ha preso parte a diverse serie televisive quali Il tenente Kojak, Sulle strade della California e Las Vegas.
Avventura cinematografica che, insieme al fantascientifico Anno 2000-La corsa della morte (1975) di Paul Bartel, cui abbiamo già accennato nella prima delle tre parti che compongono questo speciale, vide tra i suoi tasselli principali Brooklyn graffiti alias Happy days-La banda dei fiori di pesco (1974) di Martin Davidson e Stephen Verona, nel quale il buon Sylvester non solo recitò accanto all'Henry"Fonzie"Winkler del telefilm Happy days, ma si occupò anche della scrittura dei dialoghi.
Tutti elaborati facenti parte della serie di titoli pre-successo comprendente la commedia Il prigioniero della seconda strada (1975) di Melvin Frank, nella quale ricoprì il piccolissimo ruolo di un borseggiatore, Quella sporca ultima notte (1975) di Steve Carver, che lo vide nei panni di una guardia del corpo di Al Capone alias Ben Gazzara, e Marlowe, il poliziotto privato (1975) di Dick Richards, con Robert Mitchum protagonista.
Il successo in pugno
I Mercenari - The Expendables - speciale - Cinema E fu il 24 marzo del 1975 che Stallone, tornato a casa dopo aver assistito a un incontro di pugilato tra il campione del mondo in carica Muhammad Alì e il semisconosciuto Chuck Wepner, trovò l'ispirazione per scrivere in tre giorni la storia di un ragazzo italo-americano cresciuto nella periferia di Philadelphia che trova fortuna nella boxe.
La storia che, come ormai tutti sappiamo, si trasformò nel fortunatissimo lungometraggio Rocky (1976) di John G. Avildsen, il cui protagonista Rocky Balboa, incarnato in maniera efficace dallo stesso Sylvester (d'altra parte, la vicenda presenta toni vagamente autobiografici), voleva essere inizialmente affidato dai produttori a nomi noti quali Burt Reynolds, James Caan e Ryan O'Neal.
Quindi, prima di concedere anima e corpo al capo sindacale Johnny Kovak in F.I.S.T. (1980) di Norman Jewison e nel medesimo anno in cui prese parte allo sfortunato Cannonball (1976) del già citato Paul Bartel, incentrato su una corsa automobilistica fuorilegge, l'attore italo-americano si ritrovò nella propria filmografia il lavoro che finì per aprirgli definitivamente le porte del grande successo, vincitore dei premi Oscar per il miglior film, la miglior regia e il miglior montaggio.
Il lavoro che, ovviamente, non tardò a generare continuazioni, a partire da Rocky II (1979), nel quale il protagonista arriva a vincere il campionato del mondo dei pesi massimi.
Un secondo capitolo diretto dallo stesso Stallone, che nel frattempo aveva esordito dietro la macchina da presa con il drammatico Taverna Paradiso (1978), come pure il riuscito Rocky III (1982), con il wrestler Hulk Hogan e il Mr. T del telefilm A-Team a fare da avversari di turno, l'abbondantemente ridicolo Rocky IV (1985), con Dolph Lundgren quale rivale sovietico in aria di metafora relativa alla Guerra Fredda, e il pessimo Rocky V (1990), co-diretto da Avildsen e in cui Balboa affronta un giovane sbandato allenato proprio da lui.
Cinque tasselli volti a raccontare l'evoluzione di quello che è sicuramente il personaggio più amato dal suo creatore, il quale lo ha poi riportato sullo schermo, vedovo e deformato dai pugni, nel nostalgico (e quasi remake del capostipite) Rocky Balboa (2006) per fargli sfidare Mason"The Line"Dixon, interpretato dal vero campione dei pesi mediomassimi Antonio Tarver.
Il mio nome è Rambo, John Rambo
I Mercenari - The Expendables - speciale - Cinema Ma, se la figura di Rocky ha definitivamente portato a conoscenza del grande pubblico il volto di colui che gli affezionati chiamano con il diminutivo Sly, il film che più ne ha messe in evidenza le muscolose qualità fisiche, fino a trasformarlo, insieme al contemporaneo Arnold Schwarzenegger, nel simbolo del cosiddetto machismo reaganiano anni Ottanta, è Rambo (1982) di Ted Kotcheff, tratto da un romanzo di David Morrell e a cui prese parte dopo I falchi della notte (1981) di Bruce Malmuth e il calcistico Fuga per la vittoria (1981) di John Huston.
Come Rocky, anche Rambo, che raccontò del reduce del Vietnam del titolo impegnato a scatenare una vera e propria guerra contro un dispotico sceriffo con le fattezze di Brian Dennehy, ebbe diversi seguiti.
A partire dal discreto Rambo II-La vendetta (1985) di George Pan Cosmatos che, sceneggiato anche da James"Terminator"Cameron, vide il ritorno dell'eroe protagonista in Vietnam con la missione di trovare prove dell'esistenza di prigionieri statunitensi nei campi militari.
Per poi passare a Rambo III (1988), esordio alla regia per il direttore della fotografia Peter MacDonald, che, ambientato in Afghanistan, rimane di sicuro l'episodio meno riuscito della serie.
Serie su cui Stallone, inaspettatamente, ha rimesso mano vent'anni dopo l'ultima apparizione rambiana dirigendo e interpretando l'ottimo John Rambo (2008), violentissimo e perfino ultra-gore massacro attuato nella zona del fiume Salween per trarre in salvo dei missionari finiti prigionieri in un campo militare birmano.
Massacro che non sembra aver detto l'ultima parola sulle sue avventure, visto che è già stato più volte annunciato un Rambo V: The savage hunt, che dovrebbe vedere luce nel 2011.
Sly lo scatenato
I Mercenari - The Expendables - speciale - Cinema Quindi, complice il successo riscosso dai vari Rocky e Rambo, la cinematografia d'azione degli anni Ottanta non poté fare a meno di sfruttarne il protagonista, nel frattempo dedicatosi alla regia di Stayin' alive (1983), sequel de La febbre del sabato sera (1977) di John Badham, al fine di fargli incarnare sullo schermo altri personaggi atti a soddisfare la sete di giustizia del pubblico dell'epoca.
Infatti, esclusa la commedia musicale Nick Lo scatenato (1984) di Bob Clark, trovammo il caro vecchio Sly soltanto alle prese con soggetti volti a fargli sfoggiare i possenti bicipiti da picchia-cattivi.
Prima in Cobra (1986), diretto dal succitato George Pan Cosmatos e incentrato sull'agente di polizia Marion Cobretti, il cui compito è quello di proteggere la modella Ingrid (Brigitte Nielsen, allora compagna dell'attore), testimone di un omicidio.
Poi in Over the top (1987) di Menahem Golan, con disgraziato camionista che cerca i soldi per mantenere il figlio partecipando a tornei di braccio di ferro.
Infine nel guardabile dramma carcerario Sorvegliato speciale (1989) di John Flynn e in Tango & Cash (1989) di Andrei Konchalovsky (ma in realtà terminato da Albert Magnoli), affiancato dal mitico Kurt Russell di 1997: Fuga da New York (1981).
Serie di titoli all'insegna di scazzottate e pallottole volanti interrotta dalla deludente parentesi brillante rappresentata da Oscar-Un fidanzato per due figlie (1991) di John Landis, con la nostra Ornella Muti, e Fermati, o mamma spara! (1992) di Roger Spottiswoode.
Per poi riprendere con il tutt'altro che malvagio Cliffhanger-L'ultima sfida (1993) di Renny Harlin, con rapinatori e ostaggi tra le montagne rocciose innevate, e Demolition man (1993) di Marco Brambilla, ambientato in una futuristica Los Angeles con un cattivo Wesley Snipes e la cui uscita venne accompagnata dalle scandalose fotografie del protagonista integralmente nudo.

Lo special continua a pagina 2!

I Mercenari - The Expendables

Uscita nelle sale Italiane: 01/09/2010
Uscita nelle sale USA: 20/08/2010
Distributore: 01 Distribution
Genere: Azione
Regia: Sylvester Stallone
Interpreti: Sylvester Stallone, Jet Li, Mickey Rourke, Dolph Lundgren, Eric Roberts, Randy Couture, Steve Austin, David Zayas, Giselle Itié, Terry Crews
Sceneggiatura: Sylvester Stallone, Dave Callaham
Nazione: USA
Durata: 109 min
Produttore: Kevin King, Avi Lerner, John Thompson
Sito Ufficiale: Link
INCASSO ITALIA: 2.368.467 €
Aggiornato al 12/09/2010
INCASSO USA: 98.490.000 $
Aggiornato al 12/09/2010
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