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The Hunting Party - Recensione

Inviato il da Maurizio Encari
"Solo le parti più ridicole di questa storia sono vere" avverte una scritta nei titoli di testa. E, come inizio, non è niente male. The Hunting Party, nuovo film di Richard Shephard, già regista del recente (almeno in Italia) The Matador, è infatti ispirato a una storia vera. Il tutto si basa su un articolo del giornale Esquire sui criminali di guerra, mai ritrovati, del conflitto serbo-bosniaco. Era fin troppo facile creare un'opera carica di retorica, trappola in cui però Shephard non cade, proponendo un perfetto equilibrio tra dramma e azione, pareggiando i momenti comici ad altri di estrema tensione emotiva. Merito anche di un cast veramente in forma, da un redivivo Richard Gere a un intenso Terrence Howard, fino al giovane e promettente Jesse Eisenberg.
The Hunting Party - recensione - Cinema Simon Hunt (Richard Gere) era un tempo uno dei più grandi giornalisti di guerra, sempre in giro per il mondo nei luoghi più impervi a filmare i massacri insieme al suo cameraman Duck (Terrence Howard). La sua carriera subì però un tracollo quando, durante un servizio in diretta dai Balcani, in seguito a un massacro di musulmani perpetrato dagli uomini della Volpe (il criminale di guerra più ricercato della Serbia), Simon diede di matto davanti a milioni di spettatori americani. Licenziato dalla sua emittente, finisce così a barcamenarsi tra piccoli e squallidi servizi per piccole tv via cavo, mentre Duck paradossalmente viene promosso ai più alti ranghi dell'azienda televisiva.
Qualche anno dopo Duck deve girare un servizio proprio in Bosnia, e il destino lo farà rincontrare proprio con Simon, che gli assicura uno scoop sensazionale: egli saprebbe infatti dove si trova il nascondiglio della Volpe, ormai ricercato dalla Nato e dalla Cia, con una taglia di 5 milioni di dollari. Affiancati dal giovane e inesperto Benjamin (Jesse Eisenberg) i tre si mettono così sulle tracce del pericoloso criminale, correndo però svariati pericoli nella loro ricerca. Grazie alle informazioni di un soldato della Nato, Boris (Mark Ivanir), arriveranno sempre più vicini alla verità, ma sarà veramente quella che vogliono trovare?
The Hunting Party - recensione - Cinema Pur essendo un forte atto d'accusa contro istituzioni come la Nato e la Cia, accusate di taciti accordi coi criminali di guerra, la pellicola non usa facili moralismi, e pur capendo fin da subito l'idea politica che si è voluta imprimere, questa non appare mai forzata ed esasperata, permettendo alla pellicola di essere fruibile a tutti. Incalzante e coinvolgente, diretta nel suo arrivare puntuale nelle situazioni, con una regia abile a miscelare nel migliore dei modi le varie componenti della pellicola. L'azione garantisce sempre una buona dose di tensione, così come svariati flashback portano a tratti alla commozione, ricordando il passato tragico dei protagonisti. L'uso della voce fuori campo, molte volte espediente facile e scomodo nella narrazione, è qui invece più che consona alle vicende su schermo, merito anche di una colonna sonora, seppur mai invadente, di grande impatto emotivo.
Merito di una sceneggiatura forte e potente, e di una bella storia che, considerando le sue tragiche radici in una realtà tanto tormentata quanto paradossale, conferisce al film un sapore di denuncia, sincero e mai strumentalizzato. Lo stesso regista ha dichiarato "Ciò che mi ha spinto a scrivere e dirigere 'The Hunting Party' è stato l'umorismo macabro di molti reporter di guerra, la forza elettrizzante e drammatica di una storia vera e gli aspetti oscuri e al contempo comici della caccia internazionale ai criminali di guerra." In questa frase è concentrato tutto il significato più profondo di The Hunting Party. Il personaggio di Gere è infatti un vero catalizzatore di pubblico, la sua follia allo stesso tempo macabra e ironica è il centro focale cui gira tutto intorno.
La caratterizzazione degli altri personaggi è altrettanto eccellente: dal buon Duck, ormai rammollito dalla ricchezza e dal piacere, ma che Simon riporterà alla vera vita (come dice a inizio film : "L'adrenalina che ti sale quando ti trovi tra la vita e la morte, è qualcosa cui non si può rinunciare, come una dipendenza simile a quella della droga"), al novello Benjamin, il quale subirà una maturazione che lo porterà da semplice pivello giornalista a crescere e diventare un uomo.
Buona la fotografia di David Tattersall, complici anche gli splendidi paesaggi boschivi del luogo, e i caratteristici villaggi, cui gli abitanti donano un senso folkloristico di grande fascino.
Curiosa poi, e anche volutamente virante alla presa in giro dei classici macho supereroi a stelle e strisce, l'inserimento di diverse scene prese direttamente da Rombo di Tuono, con Chuck Norris che stermina centinaia di nemici.
E' proprio in questa sua sfacciataggine genuina che la pellicola da il meglio di sè: cerca di aprire le coscienze su un problema serio e ancora non risolto, ma senza voler imporre a tutti i costi un'univoca idea, anzi rendendo il tutto talmente cinematografico da essere una visione piacevole e coinvolgente. Sta poi a chi guarda interpretarne il messaggio.
Pur trattando una tematica aspra e difficile come quella del conflitto serbo-bosniaco, e dei conseguenti criminali di guerra ancora ricercati, The Hunting Party è un'avventura con sfumature da commedia e da thriller, capace di tenere incollati allo schermo per tutti i suoi 100 minuti. Un ottimo cast, veramente in forma, e una regia solida e avvincente, propongono un film in grado sia di divertire che di far pensare. Un'accoppiata molto rara al giorno d'oggi.
VOTOGLOBALE7

The Hunting Party

The Hunting Party - Cinema
Genere: Non disponibile
The Hunting Party
7 voti
6,9
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