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RECENSIONE UTENTE: Avatar (Cinema)
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Inviata da Flap | Inserita il 17/01/2010
Di fronte alle prima immagini di Avatar pensi di essere balzato avanti nel tempo. E non per via delle astronavi, ma per la qualità visiva di un 3D profondo come non mai. Di colpo siamo impreparati. Di colpo ci rendiamo conto che l'evoluzione tecnologica non procede gradualmente, ma per strappi e salti repentini. Si è colti da una vertigine intellettuale. Questo film appartiene al prossimo decennio e noi siamo ancora impigliati in questo. Accadde con Star Wars ei lontani anni Settanta, avviene oggi con Avatar. Opere che precedono i tempi.
Bella storia ( il 3D).
I paragoni con le pietre miliari riescono facili, con questo film. Eccone un altro. Se Quarto Potere di Orson Wells fornisce il migliore esempio di come si usa la profondità di campo nel 'cinema bidimensionale', Avatar insegna che non basta mostrare due quinte sfalsate per poter parlare di 3D. Qui la profondità è declinata con perfetto nitore dal primissimo piano al campo lunghissimo e ogni oggetto in movimento possiede la sua corporeità , la sua tangibilità , quale che sia la sua distanza dalla camera. Si veda la scena dell'uscita dal sonno criogenico: un lungo condotto a gravità zero in cui galleggiano numerosi marines, tutti 'reali' quanto gli spettatori seduti nelle file davanti a te. La trama è banale quanto ci si aspetta che sia, ma sviluppata con una maestria esponenziale. Una sceneggiatura senza falle, che trasporta lungo un percorso emotivo calibrato in ogni dettaglio. Sorprende che tanta premeditazione arrivi a emozionare, ma di fatto è quello che succede. Questo perché Avatar, al pari di Star Wars, attinge a topoi mitologici e strutture narrative che appartengono al nostro sostrato antropologico. Possono non essere originali, ma è intorno ad essi che costruiamo le nostre storie da millenni. Ma c'è dell'altro: la nostra coscienza sporca
Evviva, siamo rovinati!
Avatar è, i fin dei conti, un film di guerra. Tanto quanto lo era Balla coi Lupi, s'intende, cioè con l'innesto di tematiche filosofiche, che lo riscattano dalla condizione di mero spettacolo pirotecnico. Racconta uno scontro di civiltà e di valori manifestamente allegorico. Nel conflitto fra i terrestri militaristi e i 'buoni selvaggi' alieni - uno stereotipo duro a morire - c'è tutta la profonda crisi che stiamo vivendo noi abitanti di un pianeta sull'orlo della catastrofe (a chi ancora non è convinto, si consiglia la lettura di Piano B 3.0 di Lester Brown). In questo senso è un'opera due volte d'avanguardia e induce a riflettere su quale grado di disprezzo siamo ormai capaci di indirizzare verso il nostro modello di sviluppo, non senza ragione. Mi pare che si possa trarre soprattutto questa considerazione da un tale capolavoro dell'entertainment. Sul piano dell'immedesimazione (il modo in cui rappresentiamo noi stessi, in cui da sempre mediante le narrazioni costruiamo la nostra immagine simbolica - cioè i nostri avatar) siamo giunti a detestare così tanto noi stessi da dare ai nostri desideri frustrati la forma di alieni dalle pelle blu. In questo film i cattivi siamo noi. Inutile cercare una vaga forma di redenzione nell'umanità del protagonista e dei suoi pochi alleati. L'unica salvezza è abbandonare le spoglie terrestri, una rinascita 'dalle radici' (illuminante in tal senso l'epilogo). I film non sempre lanciano messaggi, e di sicuro non è questo l'intento di Cameron. Ma è impossibile non notare che il forte contenuto ecologista si abbina a una condanna senza appello ei confronti degli umani in quanto specie. Siamo spacciati e applaudiamo, forse giustamente, alla fine di un film che celebra il nostro rimorso collettivo.
COMMENTO FINALE
Avatar è da vedere a occhi aperti, cioè con la consapevolezza che se la trama è segnata da una ricercata banalità di fondo, è nell'intreccio che vanno stanati i preziosismi, nel modo in cui tutto questo ammasso di luoghi comuni è sapientemente dipanato. E qui siamo ai vertici della capacità di intrattenere il pubblico: senza un secondo di noia e cali di interesse. Dal punto di vista visivo, c'è tutto quello che avete sognato di vedere dall'infanzia all'età adulta, con una qualità visiva allo stato dell'arte. Non vi cambierà la vita, ma sul cinema futuro avrà una sicura influenza.
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