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Age of Empires: Mythologies > Recensione
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Age of Empires: Mythologies - Recensione

Inviato il da Luca Forte
Age of Empires, vero e proprio baluardo del Gaming su Pc, eterno metro di paragone -assieme a Command & Conquer- di qualsiasi strategico moderno, ha già da tempo sperimentato nuovi sentieri, cercando di offrirsi alla numerosa platea di Console Gamer. Dopo un malriuscito tentativo di sbarcare su Playstation 2, fu il Nintendo DS ad ospitare "The Age of Kings", supposto remake del secondo episodio. Il successo moderato dell'iniziativa (datata 2006) non ha arrestato la "colonizzazione", che prosegue con Mythologies. Nel secondo episodio pensato appositamente per la fortunata console a due schermi, Age of Empires perde però una delle caratteristiche portanti che hanno contribuito ad affermarlo come uno degli esempi più complessi e raffinati di giochi strategici.
Sul Ds, probabilmente per garantire una generale "portabilità" della struttura di gioco, il titolo si trasforma in uno strategico a turni, alla Advance Wars, pur rimanendo fedele alla serie ed alle sue caratteristiche principali.
Essenzialmente in Age of Empire: Mytholigies il nostro compito sarà quello di prendere il controllo di una delle 3 civiltà a disposizione (greci, egizi e nordici), e guidarla attraverso le ere, gestendo le loro risorse in modo da bilanciare potenza militare con progresso scientifico e fervore religioso.
In uno strategico come Age of Empire: Mythologies è importante stabilire il controllo di risorse quali oro e cibo, oltre che ingraziarsi gli dei per ottenere il loro favore. Saranno proprio questi tre parametri a stabilire il costo di unità militari, civili, edifici e tecnologie. Se il cibo sarà necessario per addestrare nuovi soldati o cittadini, il favore verrà utilizzato attraverso i templi per ottenere le unità eroiche o i poteri divini. L'ultimo parametro da tenere in considerazione è la popolazione. Essa può aumentare di 5 unità grazie alla costruzione di nuovi centri città o al passaggio d'era, e determina il numero totale di unità che si potranno comandare.
Ricavare le materie sarà possibile solo in presenza del grano o di una vena aurifera, su cui i cittadini potranno costruire rispettivamente un mulino o una miniera. Questa modalità varrà per tutti e tre i popoli, quello che varia è il modo in cui essi guadagnano il favore degli dei. I combattivi uomini del nord lo faranno attraverso le battaglie, gli egizi tramite la costruzione di obelischi da parte dei loro eroi ed i greci attraverso templi ed altari.
Nelle tre campagne a disposizione, una per ogni civiltà, impareremo a conoscere ed utilizzare al meglio le caratteristiche peculiari di ogni popolo ed il rapporto di forza che esiste tra le diverse unità. Queste conoscenze ci saranno utili durante le tante modalità multiplayer o i diversi scenari che avremo a disposizione.
Il popolo nordico, duro e spietato, fonda tutta la sua forza sull'economicità delle truppe e la loro relativa potenza d'attacco. All'opposto (anche dal punto di vista climatico) troviamo gli egizi, maestri della difesa e delle tecniche da lancio. A metà strada vi sono i versatili greci, popolo dalle unità costose ma potenti, e capace di possedere ben due eroi in età antica.
Capire i punti di forza dei vari popoli ed erigere un sistema economico sufficientemente valido ed adatto a sostenere le perdite militari delle battaglie riveste un ruolo primario all'interno del gioco, dato che nonostante la cura degli aspetti economici, la componente militare rimane l'attività più frequente. Come già accennato ogni unità sarà contraddistinta da una tipologia (umani, eroi e miti) e una classe (fanteria leggera, pesante, da lancio, cavalleria e unità d'assedio). Se nel caso della tipologia il sistema funziona in pieno stile carta forbici sasso (umani->eroi->miti->umani) per quanto riguarda la relazione tra le classi il sistema si complica, andando a ricalcare il rapporto di forza reale, con la fanteria leggera efficace contro la cavalleria, ma debole se schierata contro la fanteria pesante o le armi da lancio, la cavalleria devastante contro unità da assedio e da lancio etc.. La combinazione tra tutte queste possibilità crea un sistema molto variegato che permette al giocatore di sbizzarrirsi nel trovare la strategia migliore per affrontare gli scontri. I combattimenti verranno visualizzati sullo schermo superiore, sul quale si potrà seguire con una breve animazione l'esito della battaglia.
Un ultimo fattore che determina la forza di un'unità è rappresentato dalle reliquie, dei veri e propri power up nascosti negli scenari, da assegnare alle proprie unità eroiche per donare loro una forza superiore.
Nonostante tutto possedere l'esercito più potente non sarà una condizione necessaria o sufficiente per ottenere la vittoria, anche se avere il predominio militare potrebbe facilitare di molto la situazione. Saper usare con criterio i poteri divini (devastanti capacità degli dei, da ottenere con l'uso dei templi ed utilizzabili una volta sola) o i poteri eroici (ricaricabili in pochi turni e personali per ogni unità eroica) potrebbe volgere in un batter d'occhio l'esito di qualsiasi battaglia. Considerando oltretutto che la vittoria è conseguibile non solo attraverso la conquista e la distruzione della civiltà avversaria, ma anche tramite punti ottenibili attraverso l'occupazione dei templi, emerge quanto il sistema messo a punto da Griptonite sia piuttosto complesso e renda la formula di gioco sempre varia ed avvincente.
Age of Empires: Mythologies - recensione - NDS Graficamente il gioco THQ è molto funzionale. Sulla schermo inferiore troveremo la visualizzazione isometrica dello scenario, molto chiara ed efficace, mentre sullo schermo superiore si alterneranno le informazioni utili al giocatore, come la mappa, le caratteristiche specifiche di ogni unità e le animazioni degli scontri. Forse queste ultime avrebbero potuto essere realizzate in maniera più incisiva o con un numero superiore di frame, ma anche così sono più che adatte al loro scopo.
Il sistema di controllo si adatta magnificamente all'utilizzo del pennino, di gran lunga il metodo più comodo, anche a causa della visuale isometrica che ogni tanto imbroglia con la croce direzionale. L'unico piccola appunto si potrebbe fare al sistema di menù -un po' legnoso- che richiede sempre due o tre passaggi prima di compiere un'azione, ma che di sicuro limita l'incidenza di errori di distrazione o d'imprecisione del puntatore.
Le musiche sono varie e ben confezionate, capaci di dare quel tocco di epicità agli scontri, mentre gli effetti sonori sono piuttosto ordinari.
La longevità è invece il punto di forza di Age of Empire: Mythologies: tre campagne single player, diversi scenari a se stanti, multiplayer locale ed online. Ci sono davvero tante opzioni per poter tener occupati i giocatori a lungo in attesa del prossimo episodio. Inoltre un sistema di ricompense, in pieno stile Achievements, contribuisce a spingere l'utente a provare tutte le modalità di gioco e le sue opzioni.
Age of Empire: Mythologies è uno dei migliori strategici a disposizione della console Nintendo. La varietà di modalità di gioco, la complessità del gameplay e il buon comparto tecnico sono caratteristiche che concorrono a renderlo un gioco appetibile a tutti gli amanti del genere, che dopo Advance Wars, Final Fantasy Tactics e Fire Emblem hanno avuto ben poco con cui gioire.
VOTOGLOBALE8

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Age of Empires: Mythologies

Disponibile per: NDS
Genere: Strategico
Distributore: THQ
Pegi: 12+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Age of Empires: Mythologies
7
7.5
9
7
31 voti
6.9
ND.
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