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Blue Dragon Plus - Recensione

Inviato il da Francesco "Gazpacho" Dagostino
Potrebbe essere un'interessante nuovo trend quello lanciato da Square-Enix con Revenant Wings.
Per quanto discutibile, non è priva di fondamento la teoria del sequel RTS se a lanciarsi nella mischia troviamo anche, dopo il poco convincente sequel di Seiken Densetsu, il figlio storpio di Sakaguchi Blue Dragon, tentativo di detronizzare Dragon Quest (con Final Fantasy ci pensa l'altrettanto assonante Lost Odyssey) poco riuscito in esclusiva per Xbox 360.
Quello che arriva su DS è un seguito vero e proprio del gioco, questa volta in salsa strategica.
Dove Vahn e compagni pirati dovevano lanciarsi all'esplorazione delle altitudini sconosciute di Ivalice, Shu e il suo gruppo di guerrieri ombra dovranno però scendere nelle profondità della terra. Guardacaso due destini opposti, guidati da un unico pennino.
Mystwalker si fa accompagnare in questa nuova avventura da un nuovo, prezioso compagno con cui condivide il pedigree: Brownie Brown, che si occupa in quest'incarnazione portatile dell'aspetto cosmetico del titolo.
Mondo di cubi
Blue Dragon Plus - recensione - NDS La storia di Blue Dragon Plus riprende poco dopo il finale del fratello maggiore per la console Microsoft.
Il mondo è andato distrutto, completamente aperto e diviso in tanti cubi fluttuanti nello spazio scaturiti dalle sue profondità. Malgrado questo la sconfitta del perfido e insignificante Nene ha ha fatto prosperare la pace, e l'umanità è riuscita a riorganizzarsi, non dimenticando nel frattempo di tentare di comprendere l'eredità degli antichi e la mutazione del globo.
Re Jibral è persino riuscito a ricostruire Tszabo, riprogrammandolo e portandolo dalla parte dei "buoni".
Ma, si sa, nel mondo dei giochi di ruolo, i malvagi piani per rovesciare i periodi di tranquillità sono sempre dietro l'angolo. E da uno dei cubi vicini Neo Gibral, i nostri vedono comparire una gigantesca ombra di drago a tre teste, rossa come il sangue. Ed è proprio da una spedizione in compagnia del pingue androide per verificare l'entità di questa apparizione che Shu e compagni scoprono di non aver affatto fatto fuori Nene.
Il perfido antico riporta Tszabo alla normalità (malvagità), e fugge via, ma i nostri eroi non hanno il tempo di organizzarsi per una contromossa che subito un ulteriore problemino viene a galla. Dalle profondità del cubo da cui è scaturita l'ombra rossa, stanno risalendo mecha esplosivi che sembrano avere le intenzioni di distruggere un pò tutto.
Tanti elementi buttati nel calderone e tante minacce da affrontare non potevano che portare come conseguenza un aumento esponenziale del cast. Dimenticate la scialbezza dell'episodio next-gen in cui i personaggi caratterizzati erano, diciamocelo, non più di una decina, i due schermi del portatile nintendo vedono più che raddoppiare il cast, che presenterà alcune ovvie aggiunte (Jibral, Fushira), prevedibili voltagabbana ma anche nuovi protagonisti.
Inutile dire che la capacità di evocare ombre, nemmeno senza troppe giustificazioni, smetterà improvvisamente di essere una cosa così esclusiva.
La qualità del dramma resta piattina e prevedibile, ma anche chi ha giocato Blue Dragon senza apprezzarlo particolarmente non potrà che restare quantomeno incuriosito dalle sufficienti vicende di questo seguito, impreziosite dall'assenza del doppiaggio italiano, o in qualunque altra lingua, grazie a cui evitare di perdere sangue dai padiglioni oculari per via dell'irritante Marumaro.
Amiamo i paradossi.
Piccoli draghi crescono
Molto meno pretenzioso di Revenant Wings, Blue Dragon rimane più fedele alle sue radici RPG e rinuncia alla rappresentazione di battaglie di larga scala, concentrandosi su mappe grandi, ben articolate e popolate da un numero contenuto di nemici, che dovremo affrontare con un contingente piuttosto modesto, che raramente va oltre le dieci unità.
La cosa che Blue Dragon fa bene, sbandierandolo immediatamente e senza troppi problemi, è crare situazioni in cui bisogna usare la testa. Mentre nel concorrente Square-Enix è sufficiente vomitare di continuo le proprie truppe contro il nemico, nella fatica Mistwalker occorerà dosare con attenzione gli scontri, concentrandosi sui punti di forza e le debolezze di ogni singolo personaggio.
Ottimamente bilanciato, il cast è composto da membri molto settorializzati, specie nelle prime fasi di gioco. Kluke fa la maga, e quindi è utile sopratutto nel caso in cui ci sia da uccidere un gran numero di nemici non troppo resistenti tutti assieme, ma è indifesa ed inutile negli scontri diretti, Jibral è invece un attaccante specializzato nelle skill difensive. Shu attacca più unità vicine, Marumaro è un devastante frontman. Zola è veloce e agile, perfetta per muoversi da un lato all'altro dello schermo in poco tempo raccogliendo tesori ed aprendo scrigni.
I programmatori si sono divertiti ad infarcire il progredire del gioco di situazioni in cui saremo costretti a separare a più riprese i protagonisti, creando tanti piccoli party che si muoveranno lungo la mappa di gioco come su un boardgame, con tanto di possibilità di passare il turno, di cercare tesori nella propria casella, o di fermarsi a fare un pò di shopping.
Ben curata è anche la parte di gestione del gruppo: proprio come nel RPG omonimo, Blue Dragon Plus presenta una curatissima sezione di equipaggiamento. Ogni character è dotato di vari slot per orecchini, guanti, bracciali e quant'altro, utili tanto a modificare le varie statistiche (forza, difesa magica, etc) quanto a fornire resistenze agli attacchi elementali o agli status alterati e via dicendo.
Ogni personaggio è anche dotato di slot da riempire con le abilità di classe apprese con i vari level up e gli item curativi e offensivi raccolti.
Siamo dunque svariati gradini sopra gli altri titoli analoghi visti su DS, anche se l'esperienza di customizzazione e fruizione delle diversità del team è parzialmente rovinata da un'interfaccia di comando troppo macchinosa: l'obbligo di usare il pennino per tutto diventa ben presto seccante, specie a causa della progettazione poco intuitiva dei menu e delle risposte non proprio precise sullo schermo, che diventano a volte drammatiche nelle fasi di combattimento, complice un sistema di pathfinding non esattamente efficiente.

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Blue Dragon Plus

Disponibile per: NDS
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: FeelPlus
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Inglese
Data di Pubblicazione: 03/04/09
Blue Dragon Plus
7
6
7.5
6.5
23 voti
5.6
ND.
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