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Dark Void Zero - Recensione

Inviato il da Giovanni Biasi
Desistere dallo sviluppo di Dark Void, ormai più di vent’anni fa, è stato il discriminante che ha portato Capcom a traghettare il progetto verso lidi portatili più moderni, più specificatamente verso il servizio di digital download del DSi: se infatti, a quanto pare per problemi di diffusione del Nintendo’s Players Choice 10 (una versione coin-op a due schermi del NES), la casa giapponese aveva abbandonato completamente i lavori sul gioco, il titolo oggi rinasce e sbarca sui due schermi del Nintendo DSi, forte della fama del dispositivo e soprattutto della voglia di old-school che imperversa feroce in questo periodo.
Vecchia scuola
Dark Void Zero - recensione - NDS Dark Void Zero (questo il nuovo nome del gioco), sorretto da una trama piuttosto semplice ma del tutto funzionale al genere di appartenenza, è un action/platform totalmente imperniato sull’esplorazione di un mondo minacciato dalle Sentinelle, malvagi alieni che bramano la conquista della Terra.
Rispettando la forte componente old-school che il titolo vuole mettere in primo piano, non è difficile riscontrare numerosi retaggi di analoghi prodotti del tempo: basterebbe nominare saghe del calibro di Metroid o MegaMan per inquadrare al meglio la formula proposta in questa nuova (?) fatica di Other Ocean Interactive. La meccanica del gioco ci vede impegnati, nei panni dell’umano Rusty, a scorrazzare in giro per le location armati solo di qualche fucile (uno alla volta) e del fido jetpack con cui librarsi in aria, durante lo scorrere (rigorosamente laterale) del mondo di gioco. Riprendendo il sopracitato Metroid, è interessante notare l’intenso ruolo che il backtracking riveste nel corso dell’avventura: in modo non troppo dissimile dalle gesta della Cacciatrice, infatti, sarà un susseguirsi di “trova la chiave-apri la porta prima inaccessibile-trova la chiave” a fare da leitmotiv, supportato da una longevità tale da allontanare ogni pericolo di noia o ripetitività. Il titolo, infatti, con una durata piuttosto breve ed un solo mondo esplorabile, non permette in alcun modo di salvare la partita, costringendo il giocatore a goderne tutto d’un fiato (o, per i meno tenaci, mettendo in standby il DSi) col solo supporto di qualche checkpoint sparso qua e là.
Ma a contraltare ad una longevità settata decisamente verso il basso, ci pensa un livello di difficoltà tendente all’opposto, che nonostante offra tre livelli di scelta differenti, siamo sicuri darà in ogni caso del filo da torcere al giocatore che si cimenta nell’impresa (specialmente se non particolarmente avvezzo ai titoli del genere).
Per quanto riguarda i controlli, saranno solo due tasti (oltre ad un D-Pad molto preciso) quelli che potremo usare durante l’intero corso dell’avventura: il pulsante A servirà per saltare, mentre B sarà adibito all’attacco.
L’approccio a questo Dark Void Zero, alla luce di quello che vuole proporre, deve essere quindi visto come una corsa contro il tempo e contro i punti, atta a scalare una classifica finale che lo rende più arcade di quello che, vista la console di appartenenza, si potrebbe pensare.
8
Vista l’intensa impronta 8-bit che caratterizza il titolo, si pone ora il problema - dettato da norme editoriali - di giudicarne i lati tecnici secondo criteri numerici. Specialmente per quanto riguarda la veste grafica, poi, ci tocca improvvisarci recensori anni ’80, e si faccia ben attenzione al fatto che l’Otto che capeggia alla voce “Grafica e tecnica” sia stato calcolato secondo i criteri del tempo, senza avanzare alcun paragone con i prodotti moderni.
Dark Void Zero, tecnicamente e non, è a tutti gli effetti un tripudio di 8-bit: a partire dallo stile grafico, forzatamente semplice ma non per questo privo di dettagli, fino ad arrivare ai temi sonori che ci accompagneranno durante l’avventura, tutti incalzanti e ben amalgamati al contesto, è impossibile non notare i caratteristici aspetti di quello stile che farà tanto emozionare i nostalgici e quelli che, con i giochi del genere, ci sono cresciuti.
Parlando della resa visiva nello specifico, il prodotto di Capcom non ha ovviamente nulla a che vedere con i lavori odierni: l’engine grafico risente pesantemente dei limiti a cui erano soggette le produzioni del tempo, e se da un lato, quello dei puristi, tale fattore sarà visto come graditissimo tuffo nel passato, dall’altro non potrà che deludere per una necessaria pochezza di fondo, specialmente chi in un gioco pone il lato tecnico al di sopra degli altri.
Sostanzialmente diverso è, invece, il discorso per quanto riguarda l’ispirazione puramente stilistica e concettuale del titolo: la mappa, per quanto non molto ampia, si distingue per una discreta complessità e per il sapiente uso che fa del backtracking, celando non pochi segreti e passaggi nascosti che ricordano da vicino - ancora - le infinite esplorazioni di Samus Aran, ovviamente ridimensionate a dovere secondo ciò che il gioco vuole proporre.
Dark Void Zero è un tuffo nel passato, un titolo che regala quelle emozioni perse via con l’avvento della tridimensionalità, un esperimento che ha origine negli anni ‘80 e che fa del suo intenso gusto retrò il suo punto di forza.
Statene alla larga se siete disperatamente alla ricerca di un titolo dal sapore moderno e se vi aspettate un uso massiccio dell’hardware del DS, sia in termini grafici che sonori. Nel caso in cui, invece, accettaste di buon grado le peculiarità tipicamente old-school del titolo, ci sentiamo di consigliarlo senza riserve, soprattutto a chi ha un impellente bisogno di un’endovena di 8-bit, che abbia lo stesso, buonissimo gusto che avrebbe avuto venticinque anni fa.
VOTOGLOBALE8

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Dark Void Zero

Disponibile per: NDS | PC | iPhone
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Other Ocean Interactive
Distributore: Distribuzione digitale
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione: 05/03/2010
Dark Void Zero
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8
41 voti
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ND.
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