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Dokapon Journey > Recensione
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Dokapon Journey - Recensione

Inviato il da Gabriele Caruolo
Lo scorso autunno Atlus aveva piacevolmente sorpreso critica e pubblico d’oltre oceano presentando su Wii un titolo bizzarro ed alquanto audace: Dokapon Kingdom. L’idea di base era quella di unire elementi classici del genere RPG a quelli dei party game, con tanto di tabellone e lancio di dadi in stile Mario Party. Il gioco di dimostrò efficace soprattutto per l'estrema semplicità ed immediatezza del concept ludico: si trattava sempre e solo di tirare un dado, muoversi sul tabellone ed affrontare un classico combattimento a turni in puro stile GDR. La possibilità di divertirsi in lunghe sessioni con i propri amici ha convinto molti videogamer americani ad acquistare il titolo e goderselo in compagnia nelle serate meno goliardiche, sfruttando naturale “socievolezza” stimolata dalla candida console Nintendo in un gioco di società che non dovesse necessariamente tirare in ballo il fitness. Ora Dokapon sbarca, sempre in suolo americano, anche su NDS, dove - potenzialmente- la stessa formula spensierata potrebbe trovare terreno fertile, sfruttando magari la connettività assicurata dalla console. Ma la versione portatile di questo originale titolo Atlus sarà davvero all’altezza della sua controparte su Wii?
Tira il dado e lancia l'incantesimo
Dokapon Journey - recensione - NDS La struttura di Dokapon Journey (questo il titolo della produzione) è praticamente identica a quella già vista nel capitolo per Wii: dovremo impersonare un eroe scelto fra una delle classi a disposizione, muoverlo sul tabellone del reame di Dokapon, combattere nemici, liberare città, acquistare magie ed equipaggiamenti e, ovviamente, salire di livello e potenziare le proprie statistiche. A livello narrativo non c’è praticamente nulla da segnalare: il Re di Dokapon darà in sposa sua figlia al guerriero più valoroso, ed in qualsiasi modalità di gioco scegliamo il fine è sempre lo stesso: la mano (?!?) della pulzella. Il testo a schermo è ovviamente limitato al minimo indispensabile, ed è presente solo per introdurre l’inizio di ogni partita. Le modalità di gioco sono principalmente tre in single player: il classico story mode diviso in otto capitoli, il greed mode (dove dovremo raggranellare in breve una quantità di monete superiore a quella indicata), ed il battle mode, dove si sfidano direttamente gli altri avversari. A sua volta questa modalità ha tre sotto categorie: Collect a Thon (dovremo raccogliere delle sfere magiche e riportarle alla principessa in un determinato lasso di tempo), Liberation Race (dove vince chi libera più città) e, infine, il classico e sempre piacevole Death Match (dove dovremo sconfiggere gli altri giocatori in un duello all’ultimo sangue). E' possibile anche giocare in modalità multiplayer con più cartucce, anche se in realtà il gioco di gruppo funziona bene anche giocando con un unico DS in più persone. Del resto, qualsiasi modalità scegliamo (e quindi anche quella, dispendiosissima, multi-card), è sempre presente una forte turnazione con conseguenti pause e intervalli nel ritmo di gioco. A livello di gameplay Dokapon Journey non aggiunge proprio nulla rispetto alla sua versione su console casalinga, anzi porta con sé alcuni aspetti poco convincenti e abbastanza obsoleti, che già all'epoca dell'uscita del capostipite avevano lasciato un po' d'amaro in bocca. Come già anticipato le meccaniche alla base mescolano elementi dei party game e degli RPG: all’inizio di ogni turno dovremo tirare un dado per muoverci, sperando di capitare in una delle caselle fortunate del tabellone. Se troveremo un forziere riceveremo un oggetto casuale, mentre negli “spazi evento” combatteremo con un mostro o incontreremo dei PNG; infine, potremo finire in una città assediata dalle forze del male e tentare di liberarla. Immancabili sul tabellone anche i negozi di armi e di incantesimi dove, come di consueto, potremo spendere i nostri preziosi risparmi per ottenere potenziamenti nel nostro equipaggiamento, che aumenteranno le statistiche del nostro personaggio. A nostra disposizione avremo diverse classi tra cui scegliere. La novità di questa edizione è che ogni classe maschile ha la sua controparte femminile: saranno disponibili il combattente e l’amazzone, il bandito e la spia, il mago e la strega, il paladino e la valchiria. Una volta scelta la classe e dato il nome al nostro personaggio dovremo disporre i punti abilità tra le varie statistiche (attacco, difesa, magia, velocità e punti ferita). Come si può intuire Dokapon Journey non è un titolo molto profondo dal punto di vista ruolistico: moltissimi sono gli equipaggiamenti e diverse le magie che potremo acquistare durante la nostra avventura, ma alla fine le statistiche e le abilità a nostra disposizione non sono così varie, e si fatica addirittura a distinguere la differenza tra le classi. Tutto il gioco è soggetto ad una frammentazione eccessiva, dovuta alle assurde modalità di turnazione: gli stessi combattimenti prevedono una sola fase di attacco e di difesa per ogni turno turno. Questo significa che molto spesso iniziata una battaglia la porterete al termine il turno successivo, dovendo aspettare che tutti gli altri giocatori abbiano mosso il proprio personaggio sul tabellone. Anche la struttura dello scontro è assolutamente monotona: all’inizio del “match” c’è una prima fase preliminare dove, scegliendo una carta, si decide chi ha l'iniziativa (la probabilità di pescare la carta più alta è legata alla statistica velocità). Nella fase di attacco avremo a disposizione quattro opzioni di scelta: l’attacco potente (che può essere evitato facilmente ma che infligge pesanti danni), l’attacco normale, l’attacco magico (che varia a seconda della magia che decidiamo di equipaggiare), ed una abilità speciale che varia a seconda della classe. Nella fase difensiva si ripete un quartetto di opzioni piuttosto classiche, come assai standardizzate appaiono quelle legate alla fase offensiva. Il giocatore, dunque, non solo è costretto a sopportare numerosissimi tempi morti, ma anche quando è chiamato all'azione non trova certo fasi di gioco particolarmente intense ed emozionanti. Fra l'altro, se anche qualcuno volesse limitare lo scialo corposo di minuti necessario per portare a termine una partita (magari per dedicarsi ad uno spensierato minigioco ruolistico vecchio stile), si troverebbe impossibilitato: non è data infatti la libertà di giocare da soli sul tabellone. Come minimo bisognerà affrontare tre avventurieri, ed ogni giocatore può essere controllato da un essere umano o dall'IA (ad onor del vero molto competitiva). Come potete quindi immaginare la progressione di ogni match risulta molto lenta e monotona. L’esperienza ludica racchiusa in Dokapon Journey non è per niente entusiasmante, fin troppo semplicistica a livello ruolistico, noiosa, ripetitiva ed incredibilmente lenta. Il punto a favore del titolo Atlus è la possibilità di coinvolgere i vostri amici, ma sfortunatamente è molto difficile trovare persone disposte ad aspettare diversi minuti per schiacciare un paio di tasti alla volta.
(Too) Old Style
Dokapon Journey - recensione - NDS Se a livello di Gameplay qualche appassionato della saga o qualche amante sfegatato dei GDR può soprassedere sui rilevanti difetti della produzione Atlus, davvero nessun giocatore dotato di buon senso può rimanere indifferente di fronte alla povertà del comparto tecnico. A livello grafico si è fatto un notevole passo indietro rispetto agli standard odierni: il tabellone bidimensionale è poco definito, la scena è “vivacizzata” da animazioni davvero poverissime, e tutte le situazioni visive proposte non hanno alcuna “verve tecnica”. Anche dal punto di vista artistico il gioco appare deludente: il tratto è chiaramente scanzonato e leggero, ma ben presto ci accorgeremo che i personaggi portati sulla scena non sono affatto caratteristici, totalmente privi di mordente. Scarna e ripetitiva, la componente “scenografica” non riesce a risollevare la situazione: si limita a recuperare (consapevolmente) i clichè ruolistici più abusati, fallendo nel tentativo di scherzare con essi o di infondergli un carattere deciso e brillante.
L’uso del touch screen è praticamente superfluo per gran parte del tempo: il pennino ci aiuta solo nelle sezioni di compravendita e può rimanere riposto per tutta la durata dei combattimenti. Sting Studios non ha sfruttato minimamente le opportunità offerte dallo schermo tattile per provare a ravvivare le azioni di combattimento e per rendere meno lento e ripetitivo il prodotto. Neanche a livello sonoro Dokapon Jouney riesce a raggiungere la sufficienza: le musiche sono trite e poco orecchiabili, e gli effetti campionati in maniera poco consona alle discrete capacità di riproduzione acustica della console. Nel complesso la produzione Atlus delude completamente a livello tecnico; sarà per via dello stretto budget a disposizione del team, ma l'aspetto grafico e sonoro di Dokapon Journey è chiaramente al di sotto degli standard, e senz'anima.
Se avete provato ed amato il primo capitolo per Wii allora forse questa versione per DS potrebbe anche appassionarvi. Sfortunatamente dobbiamo avvertirvi che non c’è davvero niente di nuovo a livello di gameplay, anzi l’esperienza videoludica è ancora più monotona, lenta e ripetitiva. Il compito principale è quello di avanzare, uccidere nemici e liberare città, interrotti nel proprio personalissimo viaggio dalle estenuanti attese di una turnazione mal bilanciata. Per terminare una sessione di gioco c’è bisogno di una grande pazienza e di un'immensa passione per i GDR. Potrete provare a coinvolgere i vostri amici per sentirvi meno soli e per cercare maggior divertimento (ma state attenti a non perderli, se ne avete pochi). L’appeal di Journey è insomma gioco è davvero basso: a fronte delle tante e valide produzioni del genere sulla scena DS è davvero uno spreco dedicarsi a questo titolo. Se proprio volete divertirvi in compagnia con un GDR, il nuovo Final Fantasy: Echoes of Time, uscito di recente, offre di certo un'alternativa più pregnante. Si conti per altri che a livello tecnico i guai non si contano: il basso budget a disposizione dei programmatori ha portato alla realizzazione di un comparto tecnico superato, povero graficamente ed artisticamente. Anche chi ha apprezzato il vecchio Dokapon Kingdom, insomma, potrebbe non accettare i numerosi compromessi necessari per riuscire a superare la sfida di Atlus.
VOTOGLOBALE4.5

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Dokapon Journey

Disponibile per: NDS
Dokapon Journey - NDS
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Atlus
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Inglese
Dokapon Journey
4
4
5
5
13 voti
5.4
ND.
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