Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift > Recensione
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Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift - Recensione

Inviato il da Francesco "Gazpacho" Dagostino
Che l'handheald Nintendo sia divenuta la piattaforma preferita da Square Enix sembra ormai una certezza.
Basta guardare la softeca dell'appassionato di giochi di ruolo medio, in cui sicuramente già torreggiano svariati esponenti della serie di punta Square, ovvero Final Fantasy.
E di mese in mese, tra spin-off e remake, sembra che la sfilza di titoli legati al mondo dei chocobo sia destinata ad aumentare ancora inesorabilmente.
Per la gioia degli amanti della strategia, rinfoltire la già numerosa schiera tocca questa volta al terzo capitolo dell'incarnazione tattica di Final Fantasy: Final Fantasy Tactics A2 - Grimoire of the Rift.
Dietro quest'altisonante nome si cela il terzo esponente della branca Ivalice Alliance della serie, che negli scorsi mesi ci ha già regalato il piacevole Revenant Wings, sempre per Nintendo DS, ed il remake del primissimo Final Fantasy Tactics, War of the Lions, per PSP.
Caratteristica comune degli alleati di Ivalice, è sempre bene ripeterlo, è la condivisione dell'ambientazione salita alla ribalta con Final Fantasy XII, ma concepita idealmente già sul finire degli anni novanta da Final Fantasy Tactics e Vagrant Story e concretizzatasi come la conosciamo originariamente su Game Boy Advance, con Final Fantasy Tactics Advance.
Proprio questo titolo è la base su cui si poggia Grimoire of the Rifts, proponendosi come una versione riveduta e corretta di quello che fu uno strategico senza dubbio controverso e preservandone quasi tutte le caratteristiche e l'ideologia di fondo.
Luso Clemens gioca a fare l'eroe
Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift - recensione - NDS Protagonista della storia è Luso Clemens, uno studentello ribelle che, novello Marche, finisce risucchiato in un libro misterioso rinvenuto nella biblioteca della scuola.
Ripresa conoscenza si ritrova nel bel mezzo di un campo di battaglia, durante lo scontro tra un mostro ed un clan capeggiato da Cid, un bizzarro essere umanoide che si vedrà costretto ad accettare Luso nel proprio gruppo per garantirgli la supervisione di un Judge, un giudice in grado di prevenire la morte dei suoi protetti.

La premessa, per molti versi simile a quella del Tactics Advance (ma anche a "La Storia Infinita"), sembrerebbe essere il preludio per una vicenda certo già vista, ma sicuramente ricca di personaggi ed eventi interessanti proprio come accadeva con il predecessore.
Purtroppo così non è, e ben presto ci si rende conto di quanto la sceneggiatura sia confusa e debole, intrappolata tra echi delle cupe atmosfere della storia di Ramza e le fiabesche scorribande di Marche, Ritz e compagnia.
Incapace di far coesistere temi così diversi, la main quest di Luso passa ben presto in secondo piano, tra protagonisti piatti ed antagonisti privi di personalità o moventi di sorta.
Non aiuta il fatto che il gioco sia forzatamente inserito nella linea temporale di Final Fantasy XII, piazzandosi ufficialmente come seguito di Revenant Wings, ma al tempo stesso anche in quella del primo Tactics Advance, generando non poche perplessità, che Square ha deciso di risolvere ignorando completamente l'episodio GBA, e puntando tutto sui volti noti provenienti da PS2. Vaan e Penelo non saranno gli unici a rubare la scena a Luso, mentre per i giovani abitanti di St.Ivalice non ci sarà altro spazio se non qualche riferimento ultra nascosto o sfuggenti cameo.

Salva il comparto narrativo un numero spropositato di missioni secondarie, spesso legate in piccoli archi, che riescono con brevi storielle ad introdurre temi e personaggi davvero interessanti. Le vicende di ognuna di queste brevi catene di quest sono così ben fatte che avrebbero meritato più spazio, un'integrazione migliore con la storyline principale, o addirittura, in alcuni casi, un titolo appositamente dedicato.
Fuorilegge ad Ivalice?
Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift - recensione - NDS Fedele alla serie è il gameplay di base, che prevede scontri su campi di battaglia ricchi di dislivelli e coperture tra due squadre di personaggi. Il movimento delle pedine è gestito a turni irregolari dalla velocità di ognuna e dal "peso" di ogni azione. Muoversi, lanciare una magia, attaccare: ogni scelta determinerà la velocità con cui i personaggi potranno ottenere il turno successivo.
Gli obiettivi di ogni missione sono piuttosto variegati, e spaziano dall'annientamento totale dei nemici alla protezione di un unità, o ancora al rinvenimento di oggetti nascosti entro un dato numero di turni.
La varietà è inoltre garantita dalla presenza dei Judge, che al contrario del titolo precedente giocano ora un ruolo studiato a dovere, in grado unicamente di arricchire il gameplay.
In ogni partita dovremo tecnicamente osservare e rispettare una legge. Giocare nei limiti della legalità ci garantirà un clan bonus (ovvero un potenziamento delle nostre unità, che si traduce in semplici boost alle statistiche, guadagno di esperienza aggiuntiva, casting time delle magie ridotto e così via) e ci proteggerà dalla "morte permanente". Ogni personaggio caduto in battaglia, infatti, potrà essere resuscitato utilizzando gli incantesimi e oggetti del caso. Infine, a fine battaglia ci verranno assegnati degli oggetti bonus (assolutamente accessori, e non indispensabili per sbloccare nuove quest o equipaggiamenti).
Ovviamente, contravvenendo alla singola direttiva del giudice, perderemo questi benefici, e i combattimenti si faranno ben più ardui.
Le leggi possono imporci di non usare magie di fuoco, non danneggiare una determinata classe di personaggi o non utilizzare abilità curative. Nella stragrande maggioranza dei casi, ogni missione ci imporrà di osservare una regola in grado di rendere più interessante la partita. Immaginate ad esempio di giocare un livello in cui dovrete sconfiggere il capo di una banda di ladri, che per l'occasione si è alleato con dei Nu Mou alchimisti. In questo caso, il giudice interverrà imponendo al giocatore di non danneggiare Nu Mou, rendendo la partita estremamente più strategica, ed obbligandoci a trovare il modo più difficile per sconfiggere esclusivamente il nostro obiettivo.
Si tratta solo di un esempio, e sebbene nella maggiorparte dei casi i nostri compiti si sposeranno alla perfezione con la legge di turno, potrebbe accadere di imbattersi in una quest apparentemente troppo difficile per essere risolta senza sporcarsi le mani. In questo caso, basterà giocare ignorando il Judge, stringendo i denti e ricordandosi che dopotutto Final Fantasy non è Fire Emblem, e che anche se non potremo resuscitare i compagni caduti, alla fine della missione saranno di nuovo immediatamente pronti a tornare a combattere al nostro fianco.

Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift

Disponibile per: NDS
Genere: Rpg Giapponese
Sviluppatore: Square-Enix
Distributore: Halifax
Pegi: 12+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
NDS: 27/06/2008   
Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift
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ND.
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