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Giochi DS al Wii Play Toghether - Speciale

Inviato il 30/07/2006 da Piero "w4nderlust" Molino
Durante il Wii play toghether di Roma abbiamo avuto la possibilità di testare in prima persona le demo già presentate all'e3 di vari giochi Nintendo che arriveranno sugli schermi dei nostri DS nei prossimi mesi. Complessivamente la qualità dei titoli e la varietà degli stessi è davvero impressionante, tanto da rendere la line-up DS sicuramente la più interessante e completa. Di seguito troverete le impressioni di gioco delle demo dei vari titoli presentati.
The Legend Of Zelda: Phantom Hourglass
I livelli di gioco testati erano incompleti, ma sono stati sufficienti per avere una chiara idea delle potenzialità del titolo. La prima cosa che salta all'occhio è certamente la grafica: Link in cell shading (così come tutti gli altri personaggi) è realizzato ottimamente, con animazioni disneyane, come ci aveva abituato Wind Waker, mentre le ambientazioni sono molto ricche di particolari, dense di oggetti e molto affascinanti come design. La visuale dall'alto aiuta la qualità visiva complessiva e permette di mascherare delle texture degli ambienti non propriamente eccelse, ma ci si accorge di ciò solo in occasioni particolari, quali il raccoglimento di oggetti o particolari interazioni con essi. Gli effetti grafici quali fumo, bagliori, scintille sono molto evocativi e danno il loro contributo a mantenere viva quella poesia grafica che solo uno Zelda riesce a ricreare su uno schermo. Passata la sorpresa per la magnificenza grafica ci si rende conto dell'incredibile comodità del nuovo sistema di controllo, che sfrutta unicamente il touch screen. Premendo su di esso, Link seguirà la direzione indicatagli, "cliccando" su di un nemico Link lo colpirà con la spada, mentre premendo più volte consecutive con il pennino, il protagonista realizzerà degli attacchi in sequenza. Tutte le interazioni gli oggetti si svolgono con l'utilizzo del pennino, così come l'uso dell'inventario (con armi e oggetti richiamabili attraverso comode icone). Per far riprendere Link da colpi particolarmente forti basterà scuoterlo, mentre per fargli utilizzare il boomerang bisognerà tracciare il percorso che si vorrà fargli seguire. In definitiva il sistema di controllo è eccellente, estremamente comodo ed incredibilmente intuitivo e preciso. Per quel che riguarda la struttura dei livelli, il tutto ricorda da vicino gli episodi per GameBoy della serie, con l'aggiunta di una vastità smisurata, che permette di inserire nei quadri enigmi più complessi e con molte più variabili da considerare. In conclusione Zelda Phantom Hourglass, malgrado il pesante nome che porta e le conseguenti altissime aspettative, stupisce il giocatore fin da subito. Se la lunghezza del titolo dovesse essere adeguata ed il level design dovesse attestarsi su alti livelli lungo tutto il corso del gioco, potremmo trovarci tra le mani la punta di diamante del parco titoli DS.
Mario Hoops 3-on-3
Grande sorpresa di questo evento Nintendo è stato certamente il gioco di basket con Mario protagonista. C'era qualche dubbio sulle possibilità che un sistema di controllo fondamentalmente basato sul touch screen potesse risultare abbastanza preciso e reattivo da essere utilizzato in un titolo sportivo, ma sono bastati un breve tutorial e pochi minuti di gioco a fugare ogni dubbio: il sistema di controllo è una gioia per il tatto e una ventata di aria fresca per un genere, quello dei giochi sportivi, che è ormai da anni ancorato su dei canoni che sembrano infrangibili. Il giocatore si muove con il D-pad, mentre il tiro è effettuabile disegnando una striscia verso l'alto sullo schermo. I passaggi si effettuano con linee in direzione dei nostri compagni, toccando velocemente aumenterà il ritmo di palleggio, disegnando cerchi si effettueranno dribling, mentre mantenendo premuto il touch screen si effettua la difesa. Tutto questo ad un ritmo di gioco molto elevato che, unito una grafica strepitosa (molto probabilmente il meglio visto finora su DS, merito di Square-Enix) con tanti poligoni, tanti effetti, animazoni splendide e colori molto intensi, un sacco di power up e tiri speciali, fa sì che con tutta probabilità questo titolo risulterà essere la maggiore sorpresa della prossima stagione videoludica.
Starfox Command
Questo nuovo capitolo della famosa saga animal-fantascientifica di casa Nintendo si presenta sugli schermi del DS con una missione: rinvigorire il brand in parte affossato da due episodi su gamecube probabilmente non all'altezza dei fasti della saga su 16 e 64 bit (seppur il sottoscritto ritenga Starfox Assault uno dei titoli Gamecube più sottovalutati in assoluto NdR). Per farlo, il titolo si presenta con un rinnovato sistema di gioco: abbandonando sezioni a piedi e sezioni con carri armati, il gameplay si concentra sui momenti di volo, ricalcando in questo i primi due capitoli della serie, rompendo però quelli che erano i binari che costringevano il giocatore ad un percorso precostituito da portare a termine. In Starfox Command, infatti, i combattimenti avvengono in degli spazi aperti all'interno dei quali ci troveremo a fronteggiare i nemici che avremo deciso di assaltare. Questo poiché ogni sessione di combattimento è preceduta da una sezione tattica che consisterà nello schierare le nostre truppe su di una mappa e tracciarne le traiettorie che le navicelle dovranno seguire nel corso del turno. Se esse dovessero incrociarsi con le traiettorie nemiche o il movimento delle nostre navi dovesse finire su di una base nemica, avrà luogo lo scontro. L'aggiunta di un aspetto tattico a turni aiuta molto la varietà del gioco. Per quel che riguarda la realizzazione tecnica, veramente notevole è la pulizia a video del titolo: le texture sono molto definite e gli scenari ben modellati (anche se nella demo provata non molto vari, ma confidiamo in una maggiore diversificazione nella realizzazione finale). Inoltre la fluidità che il motore del gioco riesce a garantire è invidiabile, a fronte però di una velocità non troppo elevata, che speriamo verrà aumentata per restituire una maggiore sensazione di volo. I comandi invece, gestiti tramite pennino e tasti dorsali, sono estremamente precisi e comodi e garantiscono una notevole profondità di gioco. La demo purtroppo era abbastanza limitata, ma riteniamo che il titolo finale potrà regalare molto divertimento ai fan della serie e riuscirà ad attirare molti nuovi giocatori.
Elite Beat Agents
Chiunque abbia giocato ad Osu! Tatakae! Ouendan! conosce già le meccaniche di questo gioco, che altro non è se non una versione alternativa occidentale del succitato titolo (in realtà avremo a che fare con nuovi personaggi, nuove storie e nuove canzoni, potremmo quasi dire che in effetti questo gioco sia un seguito di Ouendan). Abbiamo a che fare con un rythm game in cui si impersonano degli agenti segreti che dovranno aiutare una serie di personaggi ad adempiere alle loro faccende quotidiane, e lo faranno a suon di musica e balletti. Il nostro compito sarà andare a tempo con i cerchi colorati che compaiono sul touch screen e premerli al momento giusto (con qualche variante quali strisce da seguire e ruote da far girare). I 2 stage provati nella demo erano rassicuranti: la meccanica è invariata, i personaggi, anche se magari non carismatici come quelli di Ouendan!, sembrano convincenti e divertenti con le loro movenze meno marziali e più "alla Michael Jackson", le canzoni sembrano scelte con criterio e le storie sembrano divertenti e pazzoidi come sempre. L'unica differenza dal punto di vista tecnico con il predecessore sono le animazioni 3D leggermente più fluide e curate, per il resto ritroviamo tutto quello a cui siamo abituati (unitamente a dei colori un po' più ottimizzati per lo schermo del DS Lite in modo da non risultare troppo fosforescenti). Chi ha amato Ouendan! probabilmente amerà questo titolo, mentre tutti quelli che non hanno avuto la fortuna di giocarlo per via dell'uscita unicamente giapponese, si accorgeranno di quanto sia divertente la meccanica e del perché chiunque provi questo gioco non può più farne a meno.

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