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Nintendo DSi XL - Speciale

Inviato il 04/03/2010 da Davide Acs
Se esiste un campo che in cui da sempre è indiscussa la supremazia di Nintendo, è il mercato dei portatili. I numeri registrati dal 1989, anno di uscita del mitico Game Boy in bianco e nero (anche se sembrava tendente al verdognolo) sono assolutamente mostruosi, e parlano da soli: oltre 300 milioni di pezzi tra il primo modello, il GBAdvance ed il Ds, che proprio in questo periodo è stato festeggiato dalla dirigenza della casa giapponese come la console portatile più venduta di tutti i tempi. Se a questo aggiungiamo che nel periodo difficile del Nintendo 64 prima, e del GameCube dopo, le finanze della casa di Mario sono state salvate principalmente dagli introiti derivati dalla sezione in oggetto, possiamo farci un’idea dell’importantissimo spazio che deve avere nella testa di Miyamoto e co. l’intero mondo dell’hadheld.
Le vendite costanti negli anni sono state mantenute anche grazie all’uscita di svariate versioni che hanno di volta in volta migliorato diversi aspetti delle console originali; basti ricordare il GB a colori, il GBA con schermo retroilluminato ma soprattutto l’ultimo DSi uscito da noi in primavera, che ha integrato diversi servizi aggiuntivi, tra cui quello relativo ai contenuti scaricabili DSiWare, un browser internet a portata di mano, la presenza di una fotocamera. Insomma un apprezzabile intento verso la strada della multimedialità molto in voga in questi anni.
Considerando che l’ultimo restyling della console a due schermi risale originariamente a poco più di un anno fa, la dichiarazione del 29 ottobre riguardo un’ulteriore variante, soprannominata Dsi XL, deve aver insospettito più di una persona: chissà quali altre meraviglie sarebbero arrivate a giustificare l’immissione sul mercato in così poco tempo. Ma la versione XL è davvero un modello pieno di novità? Sveliamo insieme l’arcano grazie al recente acquisto.
Primo Impatto
Aperta la custodia, in linea con lo stile sobrio ed elegante introdotto in questi anni da Nintendo, accomunabile ad alcune scelte grafiche non lontane da una casa come la Apple e distante anni luce dall’aspetto “giocoso” che caratterizzava la ditta di Kyoto nella scorsa generazione, veniamo subito accolti da un nuovo modello di pennino, messo prepotentemente in bella vista. Già lo Stylus ci introduce al concetto di “extra-large” che -come vedremo- rappresenta il cardine stesso di questa versione del Ds. La penna è molto simile ad una stilografica, con tanto di cappuccio, che permette una migliore presa ed una sensazione di stabilità aumentata in modo esponenziale rispetto al vecchio modello.
Arrivati finalmente al sistema stesso, posizionato sotto le consuete istruzioni, ci ritroviamo davanti alla nuova coppia di schermi, portati a ben 4,2 pollici dai 3,25 del Dsi. Credeteci: l’impressione avuta, per impatto e visione, non è stata molto dissimile dalla prima volta che abbiamo provato la Psp (che ricordiamo monta un lcd da 4,3 e 3,8 su modello Go!).
Acceso il portatile, dopo averlo messo sotto carica (ricordiamo che la prova è stata eseguita con un sistema giapponese, a voltaggio differente dal nostro, pertanto chiunque sia interessato all’acquisto non volendo aspettare primavera per l’uscita ufficiale è obbligato a procurarsi un apposito adattatore) veniamo accolti dall’interfaccia presente nel modello “liscio”. A questo proposito è importante sottolineare come questo restyling non vada a sostituire il Dsi, ma ad affiancarlo: i 2 modelli sono assolutamente identici come caratteristiche e funzionalità. Ma andiamo con ordine e torniamo alla caratteristica rilevante, cioè la risposta ed il valore degli schermi ingranditi, testati in alcuni titoli.
Prova su strada
Nintendo DSi XL - speciale - NDS Abbiamo scelto tre titoli differenti sia come genere che come stile grafico, con cui provare il DsiXL, per poterci fare una più che veritiera opinione al riguardo.
La prima scelta è ricaduta sul nuovissimo Spirit Tracks, uscito proprio in questo periodo e pertanto adatto alla prova, grazie alla sua realizzazione a poligoni ed al sistema di controllo unicamente affidato allo stilo. Diciamo subito che l’ampiezza maggiore dello spazio visivo, già dalla schermata introduttiva che si estende ad entrambi gli schermi, lascia assolutamente sorpresi, specialmente con accanto un modello normale o addirittura un vecchio “Lite”, che per dimensioni viene quasi doppiato da questa versione. Anche da una posizione laterale i nuovi lcd paiono migliorati rispetto ai precedenti, grazie ad un angolo di visione ampliato e ad una resa cromatica ottimizzata.
In un titolo come questo, dove bisogna riuscire a fare attenzioni ad ogni particolare presente, avere a disposizione schermi spaziosi è sicuramente un vantaggio; ad esempio durante gli spostamenti sul treno, l’individuazione di elementi nemici e non risulta più semplice e meno confusionaria, e per un titolo che richiede sessioni abbastanza prolungate come Zelda alla lunga anche l’affaticamento della vista ne giova sostanzialmente.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle prestazioni del Ds stesso, che sappiamo non essere mai stato un mostro di potenza, né come complessità poligonale né come risoluzione dei pannelli. Essendo rimaste le caratteristiche tali e quali al primo tipo, datato 2004 (risoluzione 256x192), non si tratta di una soluzione propriamente al top, e naturalmente in 4,2 pollici tutti questi difetti appaiono accentuati, risultando in un’immagine più sgranata e “spigolosa”.
Molto comodo il nuovo pennino, che si adatta perfettamente e che non ha fatto in nessun modo rimpiangere il vecchio modello (comunque incluso anche nel DsiXL per coloro che lo preferiscono). I comandi sono assolutamente precisi e non c’è da temere per il peso maggiore: per tutta la durata di Spirit Tracks, circa 30 ore, non è mai capitato di avvertire il benché minimo accenno di stanchezza alla mano.
Il secondo gioco selezionato è stato Castlevania Order of Ecclesia, che si concentra su di una realizzazione grafica a sprite bidimensionali ed all’uso della crocetta e dei tasti.
Se il filmato d’introduzione è apparso penalizzato dal problema risoluzione precedentemente citato, l’impatto con le tavole disegnata dagli abili programmatori Konami trova nei nuovi schermi il suo reale spazio e valore: in questa occasione i miglioramenti avuti sono senza dubbio importanti, visto che le molte animazioni dei tanti personaggi, dalla splendida protagonista ai fantastici Boss, vengono finalmente valorizzate in modo opportuno, permettendo di gustarsi anche una miriade di particolari che prima erano sfuggiti. Un risultato che si avvicina a quando Circle of the Moon, episodio della serie del 2001, penalizzato dai toni scuri e dalla scarsa luminosità del primo GbA, venne rigiocato sul modello “Sp”, retroilluminato.
Per quanto riguarda i controlli, Nintendo ha scelto di non ingrandire né la croce direzionale ne i tasti, ma anche se il chassis ha subito un aumento di dimensioni ciò non inficia sulla comodità, risultando in comandi sempre piacevoli nell’utilizzo come in precedenza.

Nintendo DSi XL

Nintendo DSi XL - NDS