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Rabbids go Home > Recensione
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Rabbids go Home - Recensione

Inviato il da Davide Acs
Dall’uscita della Wii nel dicembre 2006, all’avvicinarsi del periodo natalizio arriva puntuale l’appuntamento con un nuovo episodio di quella serie che a tutti gli effetti sembra essere la nuova “mascotte” della casa francese. Stiamo parlando delle avventure dei simpaticissimi Rabbids che, se all’inizio potevano contare sull’appoggio di un personaggio carismatico come Rayman, quest’anno sono pronti a fare il grande salto come protagonisti assoluti di ben due distinti giochi, entrambi ad appannaggio delle console Nintendo, molto distanti tra loro per genere ed ambedue degni di interesse.
Se per l’ammiraglia di casa “N” Ubisoft ha scelto un inusuale gioco di piattaforme (premiato con un altisonante 8 su queste stesse pagine), per questa versione DS si è scelto di guardare a titoli come Eets (presente su Live arcade) o al vecchio Lemmings, cioè a puzzle game in cui ogni “quadro” o livello rappresenta una sfida a se, e che vede il giocatore nell’intento di aiutare i simpatici conigli ad arrivare al “Goal” (in questo caso un curioso water nel cui le buffe creature vanno a rintanarsi). E credeteci se diciamo che forse l’aspetto meglio riuscito dell’intero pacchetto è proprio rappresentato dal dissacrante humour che pervade l’intera avventura, e che ormai rappresenta senza dubbio un marchio di fabbrica per tutti i giochi con protagonisti i Rabbids.
La storia che fa da sfondo a questa assurda avventura (o meglio il pretesto che vede coinvolti questi buffi animali), ci viene presentata attraverso un piacevolissimo filmato introduttivo: durante una serata di luna piena, quest’ultima viene scambiata dai conigli per un enorme lampione inesauribile, e visto il divertimento che i nostri Rabbids provano nello “scottarsi” sedendosi sopra i lumi notturni, decidono di dover raggiungere in qualche modo il nostro povero satellite, così da poterne usufruire per loro divertimento. L’unico modo che riescono a pensare per poter arrivare a questo importante obiettivo è quello di costruire una montagna di oggetti, rigorosamente “presi in prestito”  dagli esseri umani, in modo da utilizzarla a modi scala. Come vedete la casa francese mette subito in chiaro lo spirito con il quale bisogna affrontare questo titolo, capace comunque di regalare profondità e divertimento.
Gameplay
Acceso il portatile a due schermi, al giocatore viene chiesto di scegliere tra alcuni opzioni. Lo story mode, ossia la principale modalità di gioco, composta da ben 150 stage suddivisi in diverse ambientazioni principali, ci vede, come dicevamo, con il fine ultimo di permettere, per mezzo di svariati items a disposizione nella parte inferiore dello schermo, al coniglio in esame di attraversare il livello. “Caricando”, al contempo, il maggior numero possibile di oggetti presenti nel quadro, ed arrivando sano e salvo alla toilette. In questa tipologia di titoli, il giocatore non ha il controllo di un personaggio specifico, ma è una sorta di volontà esterna capace di interagire con l’ambiente circostante. Meglio fare qualche esempio chiarificatore, per chi non conoscesse Lemmings o Mini Mario. Uno dei primissimi stage vede un Rabbid (sopra un carrello della spesa) percorrere un traliccio, salvo poi cadere in un burrone per la sua sconsiderata tendenza a procedere con un costante moto rettilineo. Sta al giocatore posizionare una trave capace di coprire il buco, permettendo il raggiungimento del traguardo. Questo è uno dei primissimi ostacoli messi a disposizione dal titolo; via via procedendo si rimane piacevolmente stupiti dalla spassosità degli stage, da superare grazie ad un ricco e strano “arsenale” di oggetti, particolarmente bizzarri (si va da guantoni a molla che spingono il coniglio in aria, per permettere salti altrimenti impossibili, a palle da bowling e televisori che ipnotizzano). Tutti i livelli sono preceduti da siparietti animati molto divertenti. che spiegano in dettaglio l’utilizzo dei vari Item.
Ogni livello ha il suo numero prefissato di oggetti dati al giocatore, pertanto non si rischia di rimanere “bloccati” se non per un’effettiva incapacità momentanea nel capire la risoluzione dello stage. Grazie alla possibilità di ricominciare il livello in qualsiasi momento, è solo questione di qualche tentativo prima che si riesca a passare indenni la gran parte dei livelli. Inoltre, una volta completato un quadro, ci viene mostrata una schermata con il tempo impiegato per superarlo, il numero di oggetti recuperati e le altre statistiche: un modo per spronare chi gioca a rivisitare gli stage già ultimati, trovando semmai il metodo più veloce e più vantaggioso per attraversarli.
Alla fine della decina di stage che compongono ogni “mondo”, al giocatore viene chiesto di ammassare tutti gli oggetti presi dai Rabbids nel corso dei livelli, in modo da costruire la torre necessaria al raggiungimento della fatidica luna: in queste sessioni, per mezzo del pennino, bisogna tracciare sullo schermo inferiore delle linee che servono a bloccare i diversi arnesi lanciati dai conigli, per fare in modo che ricadano in appositi spazi. Nulla di trascendentale, ma una simpatica variante alla meccanica principale, capace di spezzarne il ritmo.
Continuando con le opzioni disponibili, quella denominata Challenge (sfide) dà la possibilità, una volta sbloccata, di cimentarsi in quattro tipologie diverse di gioco, ognuna composta da 20 prove (varianti dalla modalità principale). Le sfide sono in grado di prolungare il divertimento, ma la longevità si estendo soprattutto grazie alla possibilità di creare i propri puzzle, attraverso l’opzione “Build a level” (crea un livello). Si tratta di un semplice tool che, un po’ come succedeva nella metodologia di creazione arene di Super Smash Bros Brawl, permette in pochissimi istanti di avere a disposizione una serie praticamente infinita di livelli, grazie anche alla possibilità di scaricarne altri creati dai giocatori per mezzo della wi-fi connection. Questo rappresenta di certo un plusvalore notevole per Rabbids Go Home, aprendo una finestra di possibilità non indifferente, grazie all’estrema semplicità del sistema che permette la costruzione degli stage.
Aggiungiamo l’opzione multiplayer, che ci vede impegnati in sfide locali e non, per affermare definitivamente l’impegno profuso dai programmatori nel voler allargare il tempo di gioco ben oltre la modalità principale.
Stile Grafico Francese
Soffermandosi un po’ sul lato tecnico, il gioco Ubisoft risulta piacevole senza voler strafare, presentandoci un discreto 2d per quanto riguarda la sfondi e personaggi. Si tratta forse della scelta migliore per il portatile in questione, visti i non sempre esaltanti risultati ottenuti nelle rappresentazioni 3D. Tuttavia certe volte si ha la sensazione di trovarsi davanti un riutilizzo eccessivo di ambienti ed oggetti, specialmente se si sta affrontando una sessione abbastanza prolungata. La sensazione di Deja Vu interessa anche le animazioni, per quanto ben fatte e ricche di humour, che risultano abbastanza ripetitive. Molto piacevoli risultano invece i vari filmati presenti, a cominciare dalla spassosissima introduzione per passare ai tanti siparietti che condiscono il procedere della storia: un mix di disegni, schizzi, filmati che paiono fatti con la plastilina. Insomma sotto questo aspetto il lavoro dei grafici risulta davvero ben fatto.
Non altrettanto ispirato invece il comparto sonoro, con poca varietà nella scelta delle melodie ed effetti poco incisivi: il solo “waahh” dei conigli arriva a stuzzicare un poco le orecchie dell’ascoltatore, per un generale impianto sonoro a tratti davvero limitato, ben lontano dalla ricercatezza riscontrata nella controparte casalinga. È di certo l’aspetto meno curato dell’intero titolo, specialmente avendo ben presente cosa possa fare il chip sonoro del Ds se sfruttato a dovere (Castlevania Order of Ecclesia, Chrono Trigger e molti altri esempi).
Titolo per Tutti?
Certamente bisogna riconoscere allo sviluppatore la capacità di aver compreso il bacino d’utenza del portatile che ospita Rabbids Go Home, titolo perfetto per giocatori appartenenti alle più diverse categorie. Il genere di appartenenza non esige nessun “addestramento” ludico particolare, ed è pertanto fruibile da più persone. Anche i comandi affidati al pennino sono semplici da padroneggiare, ed il ritmo calmo si sposa perfettamente con sessioni sia veloci, sia prolungate. Il problema che potrebbe sorgere alla fine è solamente una certa ripetitività di fondo, che potrebbe scoraggiare chiunque si sia prefissato il completamento dei numerosissimi stage disponibili.
Terminiamo citando la possibilità, ad esclusivo appannaggio dei possessori di Nintendo DSi, di scattare una foto aggiungendoci effetti particolari legati ai conigli protagonisti; in vero poca cosa ma almeno capace di strappare un ulteriore sorriso.
Il grande merito di Ubisoft è quello di aver sviluppato un gioco “perfetto” per il portatile di casa Nintendo, usufruibile da tutti senza distinzione, divertente sia per veloci partite, sia per chiunque voglia metterci impegno e costanza, grazie alle numerose sfide proposte e alla grande possibilità offerta dalla modalità di creazione livelli. Fa piacere anche constatare come la casa francese abbia scelto di non rincorrere la versione casalinga in favore di una trasposizione assolutamente personalizzata attorno le capacità del Ds. Dispiace però constatare una certa trascuratezza per elementi tecnici come grafica e sonoro, nonché un velo di ripetitività nelle sfide proposte, che se assenti avrebbero certamente innalzato la produzione da “titolo consigliato” a “must have” obbligato.
VOTOGLOBALE7

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Rabbids go Home

Disponibile per: Wii | NDS
Genere: Avventura
Sviluppatore: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 03/11/09
Rabbids go Home
6
7
8.5
7
53 voti
7.6
ND.
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