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Steal Princess - Recensione

Inviato il da Maykol "Zart" Robuschi
Atlus è una casa di sviluppo e produzione recentemente riscoperta dal pubblico europeo grazie alla saga di Shin Megami Tensei e spin-off vari. Grazie al rinnovato successo dell'universo della serie Megaten, la Software House ha potuto godere di una seconda giovinezza, forte di una fanbase agguerrita quasi quanto quella creatasi attorno all'universo Squarenixiano e al suo trittico Final Fantasy - Dragon Quest - Kingdom Hearts. Fra i brand che Atlus può vantare sotto la propria firma, veri e propri manifesti della scena ruolistica underground, come la saga di “Etrian Odyssey”, ma anche titoli indirizzati a casual gamers di nuova generazione, come la nota serie di “Trauma Center”. In mezzo a questi noti brand di richiamo ormai consolidatisi nell'opinione pubblica come titoli di qualità, spunta quello che potremmo definire senza tanti preamboli una parentesi infelice delle scelte di Atlus di in quanto a sviluppo e localizzazione. Stiamo parlando di Steal Princess, titolo sviluppato da Climax Entertainment e - frettolosamente - localizzato di recente dalla casa di Jack Frost per l'audience statunitense, capace di riportarci alla mente vecchi classici 8bit e farceli rimpiangere come mai prima. Ma andiamo con ordine.
“Only I can Succeed. Steal! Steal! Steal!”
Il gioco si apre con una sequenza non interattiva generata in tempo reale dal motore di gioco, in un connubio di sprite bidimensionali e ambienti 3D, mostrando le peripezie della nostra eroina dalla benda sull'occhio: Anise, ladra provetta dal passato misterioso, si è addentrata nel Demon Palace in cerca di tesori e reliquie preziose, ma proprio poco prima di riuscire a mettere le mani sull'oggetto bramato viene catapultata fuori dal palazzo finendo in un fiume sotterraneo. Persi i sensi, la ragazza si ritrova nell'abitazione della famiglia reale di Albyon, e scopre di essere stata riconosciuta dalla fata Kukri - spirito grazie al quale è riuscita a sopravvivere - come l'eroe delle leggende destinato a combattere il temibile Demon Lord, che sembra avere preso in ostaggio il principe del regno. Seppur riluttante, la giovane Anise accetta il proprio ruolo di eroe delle leggende - non prima di essere stata ricattata da Re Sigmund, che pare conoscere la sua vera identità di leggendaria ladra di tesori - e si incammina al fianco dello spiritello fatato verso l'avventura. Sebbene le cutscenes siano poche nell'economia del gioco - e spesso fuori luogo, data la natura di puzzle game del titolo - la storia è ben costruita. Si limita però a seguire i canoni classici della commedia fantasy nipponica, con un buon numero di comprimari senza però brillare per script - orribilmente tradotto - o caratterizzazione dei personaggi. Il vero cuore del gioco, infatti, risiede nel comparto prettamente ludico, o meglio, nel gameplay.
Steal Princess è un clone su handheld di nuova generazione del famosissimo classico NES “The Adventure of Lolo”, icona del videoludo arrivata alla ribalta grazie al proprio gameplay fresco e originale.
Esattamente come il classico NES, in Steal Princess il giocatore è chiamato a completare un numero di schemi predefinito per avanzare nella narrazione della storia, attraverso l'esplorazione di ciascuno di questi e il compimento della semplice routine “Cerca la chiave, apri la serratura, entra nella porta”. Ogni schema possiede tuttavia una timeline di completamento imprescindibile, e a seconda del variare del tempo impiegato per completare il livello è consegnata al giocatore una medaglia che va dal bronzo all'oro (capaci di sbloccare ulteriori livelli bonus), come ulteriore elemento di sfida. Ovviamente, ai fini del contesto narrativo, ogni schema di gioco è caratterizzato dalla presenza di gemme e preziosi nascosti nei corpi dei nemici o all'interno dell'ambientazione stessa, lasciando all'utente l'ingrato compito di decidere se puntare allo speedrun dei livelli o all'esplorazione di questi (con conseguente arricchimento della protagonista).
Ad ostacolare la nostra eroina non ci saranno solamente nemici dalle forme più varie, ma anche elementi come piattaforme sopraelevate, casse, pulsanti, strapiombi improvvisi e molto altro ancora, rendendo l'esplorazione del mondo di gioco sempre più difficoltosa e varia, man mano che si procede nei vari livelli.
Purtroppo il titolo non riesce minimamente nell'ingrato compito di divertire, a causa di una dinamica estremamente macchinosa e di un sistema di controllo poco ottimizzato. Se infatti l'idea alla base del gameplay appare semplice e di veloce intuizione, lo stesso non si può dire per le scelte di design del team Climax ad essa applicate. Un esempio lampante della scarsa considerazione per il gamedesign può essere ricercato nella dinamica di scontro con i nemici su schermo: essi sono divisi per tipologie e colore. Per affrontare determinati nemici è necessario sfoderare un'arma caratterizzata dallo stesso colore, rispettando però il divieto di portare con sé più di un oggetto per volta. E' possibile selezionare in tempo reale l'oggetto in dotazione alla protagonista - come detto prima, un oggetto per volta raccolto dall'ambiente e la frusta in dotazione di default - attraverso lo schermo inferiore del Nintendo DS (quando risponde all'input), ma non è possibile fermare l'azione, spesso viva e frenetica durante gli scontri: questo rende assurdamente complessa la "routine comportamentale" del videolplayer, costretto ad impazzire dietro un sistema davvero poco User friendly. Il sistema di controllo stesso è un vero e proprio ostacolo, in quanto la risposta del dpad, in una prospettiva di gioco isometrica, non è sicuramente delle migliori. Anche il movimento attraverso la pressione del touch screen risulta spesso deficitario e anch'esso lento nella risposta.
Il "battle system", in ogni caso, è quello tipico di un semplice hack 'n' slash senza tante pretese, non essendo il fulcro del gameplay; è l'esplorazione che contempla invece azioni più complesse, come l'ascesa verso piattaforme su piani più alti, da effettuarsi grazie alla fida frusta della protagonista, vero e proprio gadget multiuso. Peccato che queste semplici sessioni platform siano implementate malamente e con scarsi risultati (anche per i demeriti della telecamera, non ruotabile a piacimento). Fortunatamente il titolo mostra di sé il lato più dolce per quanto concerne il livello di difficoltà che, al di là della complessità degli enigmi, risulta quasi sempre medio-basso. Ad inframezzare i numerosi schemi di gioco vi sono poi le prima citate cutscenes narrative, forse un po' troppo lunghe se si considera la tipologia del titolo, capaci più di annoiare che di divertire coloro che ancora avranno il coraggio di avventurarsi nell'universo di Steal Princess dopo averne saggiato la pessima base ludica.
Tuttavia il titolo offre un'esperienza dotata di una buona longevità, nonostante essa sia resa poco appetibile dagli evidenti limiti di game design, offrendo la possibilità di percorrere più di 170 schemi in un'escalation di enigmi sempre più difficili e intricati. Ad aumentare quest'ultimo parametro, inoltre, vi è una feature decisamente interessante: un editor molto avanzato che dà la possibilità ai giocatori di creare una propria mappa da puzzle game e condividerla con gli amici tramite la Nintendo Wi-Fi Connection... peccato che questa feature sia solo sbloccabile dopo aver completato parte della main quest. Paradossalmente la caratteristica più interessante del gioco è anche la più frustrante da sbloccare.
“I'm not your hero! I'm just a thief”
Tecnicamente Steal Princess dimostra ancora una volta l'inesperienza del team Climax nell'ambito del portatile targato Nintendo DS. Tralasciando il comparto artistico dedicato agli artwork dei personaggi e al loro design, vero e proprio unico punto su quale non possiamo che rendere plauso ai grafici del titolo, Steal Princess è il prototipo di ciò che NON vorremmo MAI vedere in un gioco dalle meccaniche simili. Gli schemi sono caratterizzati da location a tema (25 schemi per tema + 2 bonus, da suddividere in settori quali “Prateria”, “Montagna”, “Tempio”, “Spiaggia”, “Vulcano” e “Demon Palace”): tuttavia tutte sono scarsamente caratterizzate, tanto da proporre lo stesso schema più di una volta semplicemente modificando l'ordine di alcuni elementi su schermo, come nemici o piattaforme. La visuale di gioco, come detto in precedenza, è isometrica, scelta che mal si sposa con le meccaniche platform sopra descritte: è quasi impossibile, infatti, calcolare la profondità di un salto, non potendo ruotare la telecamera di gioco. Gli sprite dei personaggi sono piccoli e animati da pochissimi frame, e se la protagonista, così come qualche mid-boss, possono salvarsi, la stragrande maggioranza dei nemici su schermo appare del tutto anonima e permeata da uno strano senso di staticità incredibilmente desolante. Gli stessi oggetti rintracciabili all'interno delle locazioni dovrebbero essere suddivisi per colore ai fini del gameplay, ma è quasi impossibile riconoscere il loro attributo cromatico, sottolineato in maniera quasi del tutto impercettibile. Non possiamo che annunciare con rammarico la totale bocciatura del comparto grafico, decisamente anacronistico e poco credibile in un titolo che si appresta ad uscire in pieno 2009. A dimostrazione di ciò, non possiamo che segnalare il topico video d'introduzione, talmente compresso da rendere quasi del tutto illeggibile ciò che appare scritto scritto per qualche secondo nella sequenza iniziale. Il comparto sonoro invece è nella media, accompagna con discrezione i livelli senza spiccare per qualità o quantità di tracce musicali, a parte il brano JPOP d'introduzione, dal ritmo estremamente “catchy” ed invitante. Gli effetti sonori campionati sono pochi ma funzional,i così come il doppiaggio giapponese, limitato ad alcune frasi dette dai protagonisti durante l'azione di gioco.
Steal Princess è un puzzle game dalle mille qualità, almeno sulla carta. Purtroppo paga il prezzo di una struttura ludica male ottimizzata e di una scarsa cura generale da parte della software house creatrice. Atlus porta in occidente un titolo di cui, francamente, si sentiva davvero poco la mancanza. Il prodotto verrà portato in Europa a settembre da Rising Star Games, per chi, ancora, volesse provare a vestire i panni della sfortunata protagonista monocola.
VOTOGLOBALE5.5

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Steal Princess

Disponibile per: NDS
Genere: Puzzle Game
Sviluppatore: Climax Entertainment
Lingua: Tutto in Inglese
Data di Pubblicazione: 25/09/09
Steal Princess
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5.5
6.5
6
32 voti
5.4
ND.
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