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Blade Runner - Recensione

Inviato il 27/02/2008 da Andrea Bedeschi
Blade Runner - recensione - Dvd Blade Runner. Due semplici parole. Dietro di esse un tassello imprescindibile di quel maestoso mosaico chiamato Storia del Cinema. Da quando le tecnologie digitali hanno fatto il loro prepotente ingresso nella vita di tutti i giorni, causando quel drastico cambiamento nella fruizione di un'opera mediale grazie alle possibilità di lettura non/sequenziale offerto dal loro intreccio impalpabile di Bit e Byte, gli amanti del cinema tout court hanno sempre lamentato l'assenza di un'edizione digitale decente del capolavoro di Ridley Scott, un regista che ha saputo tirare fuori dal cilindro almeno altri due capolavori totali come Alien e I Duellanti ed è stato capace di rilanciare con un'estetica grandeur di fango, sangue e CGI un genere in stato di encefalogramma piatto come il peplum con Il Gladiatore.
Il percorso artistico e commerciale di Blade Runner appartiene ormai all'annalistica hollywoodiana: tratto dal romanzo breve del vate della fantascienza Philip Kindred Dick intitolato Do Androids Dream of Electric Sheep? (scritto nel 1966 e pubblicato nel 1968) e riadattato con modifiche che ancora oggi fanno discutere gli esegeti dello scrittore di Chicago, è salito al rango di cult solo tempo dopo l'uscita nelle sale, nelle quali raccolse un bottino ben al di sotto delle aspettative.
Descrivere i motivi per i quali Blade Runner è uno di quei monumenti all'arte e all'ingeno umani capaci di trascendere i limiti della manifestazione contingente del genere cui appartengono, lo sci-fi movie in questo caso, meriterebbe la giusta dose di modestia nell'approccio critico ad un'opera talmente talmente densa di significati artistici e contenutistici troppo vasti per essere analizzati nello spazio di un articolo, nonché una disponibilità molto grande di tempo da parte tanto dell'autore del brano quanto del lettore del pezzo. L'epifania filmica del romanzo di Dick merita da sola un saggio di dimensioni bibliche (proprio come certi racconti dell'autore del romanzo): un film capace di fondere gli stilemi del film noir anni'40 e le umane paure legate alla fine dell'esistenza terrena, echi cartesiani e il senso di desolante solitudine di un quadro di Edward Hopper, i fumetti di Moebius e la paranoia originata dal corporativo e orwelliano controllo totale della società non è un avvenimento che fa parte della nostra quotidianità.
In questa sede, più che a un'attenta disamina dei significati e delle implicazioni ermeneutiche dello stesso, concentreremo la nostra attenzione sulla, finalmente, eccellente proposta Home Video commercializzata da Warner Bros. che, a livello contenutistico e tecnico, è un fulgido esempio di come andrebbero trattati certi capolavori della settima arte quando vengono esposti sugli scaffali delle videoteche e dei grandi magazzini, ma che, come vedremo, è afflitta da un problema alquanto grave che affronteremo poi.
Los Angeles, 2019.
Blade Runner - recensione - Dvd Anno 2019. In una cupa, piovosa e industrializzata Los Angeles, il cacciatore di replicanti Mick Deckard (Harrison Ford) ha il compito di "mandare in pensione" un gruppo di replicanti giunti sul pianeta terra, dove sono ormai dichiarati illegali in seguito alle rivolte accadute nelle colonie extra-terrestri. I quattro umanoidi, Roy Batty (Rutger Hauer), Leon Kowalski (Brion James), Zhora (Joanna Cassidy) e Pris (Daryl Hannah), appartengono alla classe Nexus-6, la più avanzata serie di replicanti prodotti dalla Tyrell. Sulle loro teste, oltre a Deckard, pende una temibile spada di Damocle: per prevenire lo sviluppo di emozioni proprie e l'insorgere di desideri d'indipendenza il loro ciclo vitale è di soli quattro anni. E'proprio per questo motivo che Roy Batty, il leader dei replicanti fuggiaschi, sviluppa un piano ben preciso: incontrare il proprio creatore, il Dr. Tyrell, ed ottenere un estensione alla loro aspettativa di vita. Deckard è sulle loro tracce, intenzionato ad eliminarli; tuttavia, l'incontro avvenuto con la bellissima assistente di Tyrell, Rachel (Sean Young), avrà serie ripercussioni sull'animo del bounty hunter. La ragazza, infatti, altro non è che un sofisticatissimo replicante convinto di essere umano: la certezza è acuita dal fatto che la sua coscienza è stata rafforzata con degli innesti di memoria della nipote di Tyrell.


Più Umano dell’umano.
Blade Runner - recensione - Dvd Le profonde implicazioni tematiche di Blade Runner, unite alla sofisticata cupezza visiva delle sue immagini, hanno sicuramente contribuito a far si che il lavoro di Ridley Scott, appena uscito nelle sale, si rivelasse un sostanziale flop a livello d'incassi. Nel 1982 le chanson de geste dei Cavalieri Jedi erano allo Zenith e l'enfant prodige di Hollywood stava conquistando le platee mondiali col suo E.T., un film che, paradossalmente, aveva un sottotesto cristologico tanto quanto Blade Runner, offerto però in una chiave molto più conciliante e digeribile. Il pubblico non era forse pronto per un action sci-fi capace di relazionarsi con questioni complesse, capaci di affiorare con forza a ogni nuova visione. Questo non ha impedito al lavoro del regista inglese di assumere, col passare degli anni, il ruolo che gli compete: quello di capolavoro.
Blade Runner dialoga con i generi cinematografici ed intesse una fitta tela fatta di forti rimandi filosofici ed artistici. Non c'è una singola inquadratura o battuta del film che non offra uno spunto, una chiave di lettura. Già a partire dalla prima sequenza, in cui il paesaggio cyberpunk di Los Angeles e la piramide della Tyrell Corporation si riflettono in un occhio, il leitmotif della storia diviene manifesto. Attingendo all'iconografia egizia dell'Occhio della Provvidenza (l'occhio che tutto vede, incastonato in un tronco di piramide), dell'occhio del creatore, il primo piano interpretativo del film è posto, e tutto può essere visto come una vivida allegoria dell'importanza della visione nelle umane sorti. Questa è un legame ribadito più volte nel corso del film e l'idea che gli occhi siano effettivamente lo specchio dell'anima viene abbracciata in toto da Ridley Scott. Il test Voight-Kampff, utilizzato per scoprire se un individuo sia o meno un replicante, va a ricercare delle reazioni empatiche, attraverso un esame oculare, il continuo appigliarsi al rapporto memoria/visione fatto dagli umanoidi; la fotografia di Leon, il rifiuto di Rachel di ammettere di essere un prodotto della Tyrell (e come potrebbe esserlo dato che RICORDA di aver visto, di aver vissuto le sue memorie passate), il celebre soliloquio di Roy Batty nel finale del film ("Io ne ho viste cose") evocano l'importanza dell'atto del vedere, dei ricordi e delle emozioni ad esso correlati, nella costituzione/costruzione di un essere umano (?). La prematura obsolescenza dei Nexus, mortifero marchio di fabbrica imposto dal loro Dio Creatore Dr. Tyrell, viene naturalmente avvertita con paura e timore dai replicanti, tanto che essi sviluppano una sorta di rigetto nei suoi confronti, aspirando, in modo prettamente umano, ad una vita più lunga capace di portare altre visioni/emozioni ed oltrepassando i confini della mera immanenza (il tema della lotta contro la mortalità imposta da Dio affiora anche nell'infinita partita a scacchi fra il "giocattolaio" Sebastian e Tyrell, basato sul leggendario Immortal Game del 1851). E in questa reiterata tenzone fra Creatore e Creatura Roy Batty assume delle sembianze polimorfe: dapprima è un Lucifero, un ribelle che vuole oltrepassare i limiti imposti da un padre avvertito come ostile e malvagio, ma poi, nel finale, si sacrifica per salvare la vita di Deckard assumendo, quindi, dei contorni cristologici accentuati dall'apparizione della colomba bianca.
Oltre alle tematiche che contrappongono trascendente ed immanente, Blade Runner dialoga sapientemente anche coi generi cinematografici, attingendo a vecchi stilemi narrativi e creandone di nuovi. Anche se in questo Final Cut non è presente il celeberrimo voice off (presente comunque in una delle versioni contenute nel terzo dvd della Ultimate Collection), le sfumature noir, accentuate tanto dal disilluso Deckard quanto dalla femme fatale Rachel, vengono cinematograficamente rivivificate e remixate tramite un impianto narrativo e visuale che, col passare degli anni, si è imposto come punto di riferimento non solo e non necessariamente per il genere sci-fi.
Unito ai timori legati all'eccessiva industrializzazione e agli eco/omicidi commessi dall'uomo (la notte regna sovrana nella piovosa Los Angeles del 2019), c'è un altro fattore chiaramente descritto nel film che potrebbe aver contribuito a sancire il (momentaneo) insuccesso commerciale della pellicola: la città degli angeli dipinta da Scott sembra ormai aver ceduto alle influenze estetico/urbanistiche provenienti dal paese del Sol Levante. Questo, nei primi anni ottanta, per il middle class man americano era uno spauracchio ben peggiore della prospettiva del dover avere un giorno a che fare con una mandria di inferociti replicanti e una notte perenne. Il pericolo giallo era alle porte e in anni in cui l'economia americana non reggeva il passo di quella nipponica, che si trovava nella fase di massima espansione, vedere una L.A. che aveva ceduto non tanto all'inquinamento, quanto alla penetrazione d'ideogrammi e ciotole di ramen era un colpo difficile da sopportare.
Ci siamo qui limitati ad offrire alcuni spunti intepretativi del film, più che delle chiavi di lettura esaustive. Come già affermato, la vastità di significati e le implicazioni capaci d'emergere dalle (re)visioni di un caposaldo dell'arte come Blade Runner sono talmente vaste che necessiterebbero di molto spazio e tempo. Ed anche ammettendo di possedere una buona quantità di entrambi, non possiamo avere la presunzione di sviscerare in modo soddisfacente un film che può essere riletto in modo diverso ogni singola volta che ci avviciniamo ad esso.
Ora che Warner ha commercializzato questo superbo Dvd, la palla passa alla sterminata platea di cinefili che per lungo tempo ha atteso di rivedere in modo appropriato l'affresco di Ridley Scott.




Blade Runner

Blade Runner - Dvd
Genere: Non disponibile
Sito Ufficiale: Link
Blade Runner
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ND.
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