Il maledetto United > Recensione
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Il maledetto United - Recensione

Inviato il da Maurizio Encari
Gli Extra del dvd
Commento del regista Tom Hooper, dell'attore Michael Sheen e del produttore Andy Harries
Scene eliminate
Il Clough-pensiero
Il campo perfetto - Dietro le quinte
Essere Brian Clough - Michael Sheen entra nel personaggio
Ricordando Brian
Lo sport che cambia - Il calcio negli Anni Settanta
Trailer vari
Il calcio e il cinema, un binomio non nuovo che recentemente ha visto due opere d'eccezione giungere sul grande schermo. Dopo l'interessante Il mio amico Eric firmato dal maestro Ken Loach, gennaio vede l'uscita anche in Italia de Il maledetto United, secondo film del regista Tom Hooper. Dopo l'esordio nel 2004 con Red Dust, protagonista Hilary Swank, Hooper si è affermato come autore televisivo, grazie alla miniserie Elizabeth I (per la quale ha ricevuto apprezzamenti anche dalla regina Elisabetta II) e alle serie Longford e John Adams. Per arrivare al timone della pellicola oggetto della recensione, ha dovuto attendere l'abbandono da parte di Stephen Frears (Le relazioni pericolose, The Queen - La regina), primo a interessarsi al progetto già nel 2006. Non è cambiato però il protagonista pensato dallo stesso Frears, che è rimasto Michael Sheen, attore ormai affermato a livello internazionale dopo Frost / Nixon e New Moon. Cambiata invece la scelta dell'antagonista, che in un primo momento doveva essere Kenneth Branagh. Per fortuna la scelta è caduta sul meno famoso ma sempre di grande bravura Colm Meaney (The pusher, Con air). Il maledetto United è comunque figlio di un lungo travaglio, che l'ha visto oggetto di forti critiche da parte della famiglia di Brian Clough (interpretato da Sheen), che hanno anche disertato la premiere e cercato di boicottarne l'uscita. Tratto dal libro di David Peace (edito in Italia da Il saggiatore), il film è costato 10 milioni di dollari ed è uscito a marzo 2009 in Inghilterra e ottobre negli States. Ora anche i calciofili e/o cinefili italiani possono esprimere un giudizio su una figura così interessante e controversa della storia calcistica britannica.
Giro di panchine
Il maledetto United - recensione - Dvd Nel 1974 la nazionale inglese fallisce la qualificazione ai mondiali, e l'allenatore Alf Ramsey viene sostituito dal coach del Leeds United, Don Revie (Colm Meaney). Suo successore sulla panchina dei Leeds è Brian Clough (Michael Sheen), da sempre grande rivale proprio di Revie. L'attrito tra i due allenatori risale a sette anni prima: nel 1967, Clough, aiutato dal fido assistente Peter Taylor (Timothy Spall), allenava il Derby County, piccola squadra della seconda divisione. Il sorteggio della coppa d'Inghilterra mette di fronte proprio Derby County e Leeds, e Clough è entusiasta all'idea di incontrare il suo idolo Revie. Ma questi non si rivela la persona che Clough sperava, e la partita finisce con una sonora vittoria dei Leeds, per di più condizionata da un gioco scorretto dei campioni in carica. Da questo momento l'unico obiettivo di Clough diventa quello di superare il "maestro", e cerca in tutti i modi di portare la squadra alla promozione nella massima serie. Con una serie di esosi acquisti, che lo mettono in forte contrasto col presidente della società, il giovane allenatore riesce nell'impresa e si prepara al nuovo campionato con in testa la sola idea di far meglio dell'odiato rivale. Ma nel futuro, quando si trova proprio sulla panchina di quella squadra tanto odiata, tutto il suo rancore gli si ritorce contro.
Da solo contro tutti
Il maledetto United - recensione - Dvd

Come da grande tradizione britannica, Il maledetto United è soprattutto un film d'attori. E' infatti la vibrante, magnetica prova di Michael Sheen il vero fulcro dell'opera. Se già nei panni di Frost l'interprete inglese aveva dimostrato la sua grande bravura, si rivela perfetto per entrare nei panni di Brian Clough, tra i più importanti uomini di calcio della storia inglese. Una figura sfacciata, arrogante ma determinata con ogni cellula del suo corpo a raggiungere il suo obiettivo, e a ristabilire la sua idea di giustizia. Per quanto i suoi atteggiamenti rimangano odiosi, estranei alla ragione, non si può non entrare in sintonia con il personaggio, carico di fascino e capace nonostante tutto di attirarsi un'insana simpatia da parte dello spettatore. Soprattutto perchè i rivali, in primis Don Revie e in seguito l'intera squadra del Leeds, nonostante l'innegabile abilità confermata anche dai successi ottenuti, vengono qui rappresentati come portatori di anti-sportività, negli atteggiamenti dentro e fuori dal campo. Clough, sia nel passato che nel presente della pellicola, si ritrova come moderno Don Chisciotte a lottare contro i mulini a vento, in un ambiente incapace di sostenere le sue ambizioni. E quando anche il suo unico amico, il leale Peter Taylor, non approva più i suoi comportamenti, Brian dovrà ripensare al suo modo di concepire il mondo del pallone. La scelta, oltre per le indubbie qualità recitative, è caduta su Sheen anche perchè l'attore è un più che discreto calciatore, nonostante le scene prettamente sportive siano ridotte all'osso. Lo svolgersi delle partite vive infatti di un'alternanza tra riprese girate per l'occasione e il rispolvero dei vecchi filmati storici della tv inglese. Le riprese girate per l'occasione hanno però il demerito di risultare fin troppo approssimative, e ben lontane dalla spettacolarità di classici come Fuga per la vittoria. Il continuo susseguirsi di passato e presente e delle situazioni che hanno visto incrociarsi i destini di Clough e Revie, rende più avvincente la trama e permette di scoprire gradualmente i segreti che circondano il loro contrastato rapporto, fino al faccia a faccia finale. Il maledetto United è il dramma morale di un uomo sullo sfondo dell'ambiente calcistico, e riesce appieno nel suo intento, appassionando ai suoi protagonisti dall'inizio alla fine, senza cali di tensione. L'atmosfera tesa è garantita da un ritmo incessante e dialoghi freschi e sprezzanti che messi in bocca a Sheen risultano avvincenti e accattivanti, delineando una figura difficile da dimenticare. E' lui il mattatore cui la regia di Hooper si affida totalmente e ciecamente, affiancandogli un cast in gran forma e dal perfetto equilibrio. Il personaggio di Spall si muove come la coscienza che cerca di far ragionare quella scheggia impazzita, cui l'attore di Birminghan è la spalla perfetta. Un'opera sul calcio ma anche su un'amicizia, che tra sconfitte e vittorie vede messa a dura prova la propria solidità. Non sempre i biopic riescono a rendere onore al proprio protagonista, questo pericolo è qui per fortuna scampato, e nonostante una forse eccessiva glorificazione di un, per quanto eccelso, "semplice" allenatore sportivo, il risultato si fa apprezzare ampiamente, rivelandosi inaspettatamente dedicato più ai cinefili che ai soli appassionati del "gioco più bello del mondo".

Brian Clough (un magistrale Michael Sheen) è l'indiscusso protagonista di questo biopic calcistico ambientato quasi quattro decadi fa. Un tempo diverso, un calcio diverso, un uomo in lotta contro tutto e tutti alla ricerca della consacrazione a miglior allenatore del campionato inglese. Intenso e appassionante, è l'interessante ritratto di una figura controversa e capace di dividere il pubblico. Ma a cui il tempo, unico tra i giudici, ha dato pienamente ragione. E questo film vive della sua gloria, rendendosi perfetto per gli amanti di un cinema di alto livello.
VOTOGLOBALE8

Il maledetto United

Uscita nelle sale Italiane: 22/01/2010
Distributore: Sony
Genere: Drammatico
Regia: Tom Hooper
Interpreti: Michael Sheen, Timothy Spall, Colm Meaney, Jim Broadbent, Joseph Dempsie
Sceneggiatura: Peter Morgan, David Peace
Nazione: UK, USA
Durata: 98 min
Produttore: BBC Films
Anno di uscita su supporto: 2010
Tracce Audio: Italiano Dolby Digital - 5.1 Inglese Dolby Digital - 5.1 Olandese Dolby Digital - 5.1
Sottotitoli: Arabo, Francese, Inglese, Italiano, Olandese
Extra: Presenti (cfr. articolo)
Il maledetto United
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