Terminator 2 Il Giorno del Giudizio > Recensione
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Terminator 2 Il Giorno del Giudizio - Recensione

Inviato il 08/07/2009 da Andrea Bedeschi
James Cameron non ama le mezze misure. Anzi. Ama solo l'oversize. E' uno di quei registi per i quali l'espressione "lager than life" calza davvero a pennello. Ogni suo film mette in moto una macchina produttiva colossale, capace di andare a raccogliere un impressionante consenso di pubblico (l'incasso più alto della storia del cinema resta sempre legato al suo Titanic) e di impressionare in maniera positiva la critica cinematografica. Eventi che non sempre si verificano contemporaneamente quando si parla di autori così strettamente interconnessi al sistema degli studi di Hollywood.
Nel 1991, Terminator 2 fu il primo film a superare la soglia dei cento milioni di dollari di budget diventando il film più costoso mai realizzato fino a quel momento. L'overflow d'effetti speciali, il cachet impressionante pagato ad Arnold Schwarzenegger per interpretare nuovamente il T-800 (si parla di una cifra compresa fra i 12 e i 15 milioni di dollari), contribuirono a far lievitare la spesa. Tuttavia, il patrimonio impiegato venne ampliamente recuperato grazie ad un incasso worldwide di 519 milioni di dollari. Il futuro governatore della California era all'apice della sua carriera e Cameron riceveva un'ulteriore spinta verso l'affermazione a guru "spendaccione" di Hollywood capace, però, di recuperare largamente i verdoni sborsati dalle banche finanziatrici delle major.
Per quanto strano possa sembrare, l'esistenza in home video di un simile pezzo di storia del cinema, è sempre stata piuttosto travagliata, a causa delle traversie avute dall'etichetta produttrice del film, Carolco Pictures di Mario Kassar e Andrew Vajna, fallita nel 1995 a causa dei tonfi al botteghino avuti dagli ultimi suoi film, Showgirls e Corsari su tutti. Alcune delle sue proprietà intellettuali sono state quindi vendute ad altre aziende. A tutt'oggi, la maggior parte dei diritti ausiliari delle produzioni Carolco, sono detenute dall'azienda francese Studio Canal+, facente parte del colosso Vivendi SA, proprietaria di "bruscolini" dell'entertainment come Canal+, Activision Blizzard nonché del 20% di Universal NBC.
Ciò si è tradotto con la pubblicazione in blu ray e in dvd gift edition, proprio da parte di Universal, del seminale lavoro di James Cameron, finalmente proposto in una veste esponenzialmente migliore, tanto sotto il profilo tecnico quanto quello contenutistico, della vetusta edizione in dvd proposta anni fa da Cecchi Gori Home Video.
T800 vs T1000
Terminator 2 Il Giorno del Giudizio - recensione - Blu-Ray Sono passati 11 anni da quando Skynet ha mandato indietro nel tempo, nel 1984, un Terminator modello T-800 programmato per uccidere Sarah Connor (Linda Hamilton) la madre del futuro capo della resistenza umana contro le macchine, John Connor (Edward Furlong in Terminator 2).
Nel 1995 John è ormai un adolescente che vive in affido ad una coppia, dato che sua madre Sarah è ricoverata presso l'ospedale psichiatrico Pescadero, a causa dei suoi continui messaggi d'allarme riguardanti Skynet e il futuro olocausto, naturalmente presi come dei folli vaneggiamenti dai medici.
I piani orditi dalla rete neurale non sembrano arrestarsi. Un nuovo modello di macchina, un T-1000 (Robert Patrick) costruito con una lega polimetallo mimetica che gli consente di mutare il suo aspetto, viene spedito nel 1995 con l'obbiettivo di uccidere John Connor. Ma lo stesso Connor, dal futuro, manda indietro nel tempo un T-800 (Arnold Schwarzenegger) riprogrammato con lo scopo di proteggerlo dal nuovo, temibile ed inarrestabile robot.
Quale dei due lo troverà prima?
I'll be back!
Terminator 2 Il Giorno del Giudizio - recensione - Blu-Ray Il cinema di James Cameron è cinema mostruoso nel senso più letterale e radicale del termine. E' un cinema che mostra, esibisce la sua eccezionalità produttivo/epistemologica senza alcuna paura, senza timori di sorta, elevando la sua matrice autoriale ben al di sopra dei budget stanziati per la realizzazione dei vari film. Questo nonostante esistano ancora dei loschi figuri pseudobolscevichi, tanto fra le fila della critica quanto dei cinefili, per i quali un alto profilo realizzativo esclude automaticamente la possibilità di essere aucteur. La realtà dei fatti chiaramente non è questa.
Il regista canadese con i suoi lavori sembra affacciarsi costantemente sulla fine del mondo. Pellicole che vivono sul ciglio del burrone. Possono essere le minacce dei terroristi del divertente (e divertito) True Lies o degli Aliens con acido nelle vene. Personaggi stretti nella morsa di una costante lotta che pone innanzi un presente inquietante e un futuro a tinte ancora più fosche sul quale, però, si può ancora agire. Il destino non è scritto.
Terminator 2. Lamiere, metallo che collidono e si scontrano. Macchine combattenti, insegna di un'idea che appoggia le proprie fondamenta nello scontro dualistico, talvolta paradossale, delle varie tematiche coinvolte. Paradosso che nasce innanzitutto dal rapporto fra l'uomo (Cameron) e la tecnologia (cinema). Qualcosa non va mai come dovrebbe andare nel vincolo fra uomo e macchina. Un ingranaggio si spezza sempre nel mentre, ponendo l'uomo in serio pericolo. Paradossale appunto che questa fascinazione venga esercitata attraverso delle dinamiche produttive capaci di settare ogni volta dei nuovi parametri d'eccellenza nell'utilizzo di nuove tecnologie di special effect.
Terminator 2 è stato il primo film a sforare la soglia dei cento milioni di dollari di budget e, anche per questo, esemplifica in maniera nitida il paradosso di cui sopra. Usa la più avanzata tecnologia per metterci in guardia da essa. Ma la pellicola si spinge oltre giungendo ad umanizzare attraverso un percorso esperienziale l'elemento artificiale. Il Terminator, contrariamente agli altri sintetici che siamo abituati a vedere al cinema (dai replicanti di Blade Runner al robottino pixar Wall*E), sono delle entità radicali. Fanno quello per cui sono stati programmati senza chiedersi il perché. Non hanno bisogno di porsi degli interrogativi sul senso della vita, sul sopraggiungere della morte come il Ray Batty di scottiana memoria. In tal senso, attualizza la figura tipica della tradizione ebraica del Golem, la creatura d'argilla che agisce in difesa del popolo ebraico, che però, come mostrato dal maestro del cinema espressionista tedesco Paul Wegener in Der Golem, wie er in die Welt kam può ribellarsi al suo creatore (Skynet si rivolta contro l'uomo, Skynet crea i Terminator, l'uomo riprogramma il Terminator che lotterà nel passato per evitare la nascita della rete neurale).
Ciò nonostante, all'interno di quei parametri di configurazione software, il Terminator presenta delle marcate doti d'adattabilità ambientale e comportamentale. Nel caso del personaggio interpretato dal granitico Schwarzenegger, esso giunge addirittura a diventare il miglior padre possibile per il giovane John, attraverso un progressivo percorso d'umanizzazione dell'artificiale giungendo, nuovo paradosso, a divenire un emblema d'istanze pacifiste ("I swear i will not kill anyone!"). Vita/Morte sono gli altri poli, gli altri binari su cui si muove il lavoro di James Cameron. Sarah Connor, come la Ellen Ripley di Alien, è un personaggio femminile estremamente duro, forte, spigoloso nel secondo capitolo della saga. Sempre come Ripley, è una moderna Cassandra annunciatrice di sventure recepite come deliranti farneticazioni ed è anch'ella una madre in lotta per la prosecuzione della specie. Se in Aliens a fronteggiarsi erano due figure femminili decise a far prevalere le ragioni della propria progenie (non importa se acquisita, come nel caso di Newt, o direttamente generata come i "cuccioli" della Mother Alien), in T2 il nemico ha le mutevoli fattezze mascoline di un T-1000 in lega polimetallo-mimetica per cui la battaglia fra l'istanza matriarcale, latrice di vita, e quella maschile, tendenzialmente deputata alla guerra e alla distruzione, diviene drastica. Dipinto esemplare, post-moderno e profetico delle paure collegate alla perenne mutazione del sé, il T-1000 altro non è che l'anfitrione delle contemporanee ossessioni sulla percezione delle minacce esterne di un nemico ormai de-territorializzato e privo di una personalità ben individuabile. Nell'era post-guerra fredda, la civiltà occidentale deve sostanzialmente avere paura di chi abita dentro i suoi rassicuranti (?) confini perché le trame del rischio vengono ordite all'interno, dal nostro anonimo prossimo. Non è un caso che il primo scontro fra le due macchine si svolga fra le mura di un grande magazzino, il Valhalla di quelli che l'etnologo ed antropologo francese Marc Augé definisce non-luoghi, zone del tutto prive di scopi identitari, relazionali o storiche.
Cameron costruisce la sua visione attraverso una sceneggiatura che non lascia scampo, non lascia un attimo di fiato allo spettatore, in cui ogni scena si concatena in maniera fluida in un crescendo d'adrenalina. Impossibile non citare la perfezione del suo alter-ego cinematografico di riferimento, quell'Arnold Schwarzenegger capace d'esternare grazie alla sua iperbolica corporatura l'idea di sfida al corpo che, artaudianamente verrebbe da dire, viene sottoposto alle più incredibili vessazioni tanto sul set (James Cameron impone dei ritmi di lavoro che definire massacranti è poco), quanto nella finzione della narrazione filmica. Preziosissimo ed inestimabile, nel processo di distruzione dei "corpi gloriosi" d'attore, il lavoro del Re degli effetti speciali Stan Winston, scomparso, purtroppo, il 15 giugno del 2008 dopo l'aggravarsi della sua condizione fisica (era da tempo malato di mieloma).
Terminator 2 è un film lager than life e come tale sarebbe troppo facile liquidarlo come se fosse un semplice prodotto dalla scintillante superficie, ma dai vacui contenuti.
Per trattare tematiche come quelle che abbiamo accennato all'interno di un blockbuster movie occorre avere quel polso, quella maestria tipica di un vero autore di cinema. E fortunatamente, si può essere tali anche avendo un notevole quantitativo di dollari da spendere nella produzione di un film.

L'articolo continua a pagina due con tutti i dettagli dell'edizione in Blu Ray!

Terminator 2 Il Giorno del Giudizio

Uscita nelle sale USA: 03/07/1991
Distributore: Universal Italia
Genere: Azione
Regia: James Cameron
Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Edward Furlong, Linda Hamilton, Robert Patrick
Sceneggiatura: James Cameron, William Wisher Jr.
Nazione: Usa
Durata: 136 min
Produttore: Carolco
Anno di uscita su supporto: 2009
Numero dischi: 1
Tipo Supporto: Blu-Ray
Regione: 2 (Europa, Jap)
Formato Video: 2.35:1
Tracce Audio: Italiano, Spagnolo 5.1 DTS HD, Ingglese 6.1 HD Master audio Lossless
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Olandese, Finlandese, Norvegese, Svedese, Danese, Messicano
Extra: Presenti (cfr. articolo)
Terminator 2 Il Giorno del Giudizio
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ND.
INCASSO USA: 204.843.345 $
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