One Piece Grand Battle Rush > Recensione
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One Piece Grand Battle Rush - Recensione

Inviato il 20/09/2005 da Tommaso "Reikenmaster" Casalini
One Piece Grand Battle Rush è l’ultimo esponente di una serie che vede i suoi natali su PsOne, proponendo una giocabilità semplice ed immediata, palesemente ispirata al mai abbastanza saccheggiato Super Smash Bros.
Il gioco in questione si propone come capitolo riassuntivo di una serie che, in passato, si era focalizzata su un punto preciso delle vicende narrate dal manga (o dall’anime, per coloro che seguono solo questo medesimo).
Ivi troviamo infatti una rosa di combattenti forse più ristretta, ma composta da tutti quei personaggi più importanti, forti, ed anche accattivanti che caratterizzano l’opera di Eiichiro Oda dalle origini sino ad oggi.
Tuttavia le citazioni alle varie vicende non mancano, e la cosa balza subito all’occhio; si pensi alla presenza di personaggi supplementari che giungono in aiuto del personaggio giocante quando opportunamente richiamati, oppure altre presenze specifiche nelle arene di battaglia, e che possono avere una influenza, seppur piccola, nello scontro.
Diventerò il Re dei pirati!
I programmatori della Gambarion (i medesimi, preme ricordarlo, di Jump Superstars) non si sono discostati troppo dallo schema di gioco esposto nella prima incarnazione della serie, apportando quelle aggiunte che possono giustificare una nuova uscita (nuovi personaggi a parte).
Gli stages che ospitano gli scontri sono ora percorribili nelle tre dimensioni. Non sono estremamente vasti, ma ciò non nuoce affatto; sono semplicemente funzionali affinché non si creino tempi morti nel gioco e l’azione non venga finemente spezzettata. Le arene, inoltre, presentano un discreto livello di interattività, che si esplica con tranelli propri dell’ambientazione (si pensi al mulinello di sabbia ad Alabasta), voragini e precipizi, profonde distese acquatiche, o personaggi che si intromettono nello scontro qualsivoglia sia la vittima. E’ possibile inoltre distruggere alcuni elementi del fondale.
Dal punto di vista grafico, parimenti, vi è stata una buona revisione rispetto al precedente episodio.
I discreti modelli poligonali dei combattenti (tali sono anche i personaggi di supporto e quelli che animano le arene) sono oggetto di un cell shading di onesta fattura, ricreando nel gioco qualche leggera somiglianza con l’anime.
Le animazioni sono fluide ed anche gli stages ben si presentano all’occhio del giocatore. Mai assenti invece problemi di compenetrazione tra poligoni, che si osserva sia tra personaggio ed elementi del fondale, e sia tra personaggio e personaggio, soprattutto dopo un ko, quando e possibile passare attraverso il corpo esausto dello sconfitto.
Nel compresso la grafica si rivela ben colorata ed accattivante, seppur dall’hardware del GameCube si possa pretendere molto di più. Eppure, un paio di pallide raffinatezze ci sono, come alcuni effetti di riflesso, o la neve che si sposta a seguito di una esplosione o di un’onda d’urto
Gom gom no storm!
La struttura sulla quale è costruito il gioco, come detto, ricalca a grandi linee il titolo Nintendo, senza però condividerne appieno la profondità.
Salta subito all’occhio la presenza di bauli e barili da infrangere, i quali contengono bonus dagli utilizzi più svariati: l’aumento della difesa (o dell’attacco, oppure ancora della velocità), l’incremento dell’energia vitale o della barra per effettuare le mosse speciali, o più semplicemente il mero ostacolar dell’avversario. Gli oggetti disponibili sono indubbiamente pochi e non sono che la punta dell’iceberg che Super Smash Bros offre ai giocatori.
Il sistema di controllo è di semplice assimilazione; One Piece Grand Battle è ben lontano dall’essere un picchiaduro tecnico e complesso, tuttavia offre un discreto numero di mosse e combo. I conoscitori del manga e dell’anime ritroveranno gran parte delle mosse (o addirittura tutte) che caratterizzano gli scontri su carta o sui fotogrammi del cartone.
A questo si aggiunge la possibilità di effettuare una mossa particolarmente potente che riprende addirittura una scena specifica della storia. Tale attacco consta di tre parti, e viene effettuato nella sua totalità in situazioni di particolare svantaggio.
In poche parole: la potenza della mossa è inversamente proporzionale all’energia vitale posseduta, e questo può comportare delle vittorie insperate in condizioni non troppo rosee.
Come detto, ci sono solamente i combattenti di maggior rilievo incontrati lungo le vicende: oltre alla ciurma di Rufy, troviamo Bugy, Arlong, Kriek, Kuro, Crocodile, insieme a personaggi come Smoker, Mister Two Von Clay, Gon Ener, Foxy e così via.
Si verifica immediatamente che ciascuno ha le peculiarità proprie viste nel fumetto: Usopp corre molto velocemente, ma arreca danni modesti. D’altro lato, Kriek ha una difesa elevata, ma una rapidità molto decrementata. Inoltre, ogni personaggio possiede dei compagni che può richiamare in suo ausilio durante lo scontro, ed il loro aiuto può rivelarsi estremamente prezioso.
Il gioco
Il titolo propone le classiche modalità: l’incontro singolo, il torneo (sino ad un massimo di 16 partecipanti), e la modalità principale con i soliti scontri sequenziali.
Per incrementare l’interesse del prodotto, Gambarion non ha reso disponibili subito tutti i personaggi, i quali andranno sbloccati man mano, taluni in modo più immediato, altri (come Shanks o Mihawk) con qualche sforzo in più.
I combattenti celati non sono gli unici extra disponibili: a questo si aggiungono collezioni di immagini o di carte, effetti sonori e brevissimi filmati. Aggiunte fondamentalmente inutili ai fini del gioco, ma che fanno tanto felici gli appassionati.
Si segnala anche la presenza di una modalità di allenamento e di tre minigiochi ispirati al Davy Back Fight, i quali si rivelano una aggiunta piacevole, ma in fin dei conti superflua.
E’ inutile girarci intorno: One Piece Grand Battle Combat Rush è il classico prodotto “carino” che accontenta gli appassionati del manga e rimane in un ombroso anonimato agli occhi degli altri giocatori. Gambarion continua a mantenere una struttura di gioco basata su bonus, modelli “deformed” dei personaggi, e bonarietà, che diverte, ma pone un quesito.
Ci si può domandare, infatti, per quale motivo Gambarion voglia mantenere uno stile così scanzonato e non apportare una serietà ed una compattezza maggiore alla struttura di gioco, senza passare a tecnicismi eccessivi, fondamenta di gioco che titoli come Naruto Gekitou Ninja Taisen hanno fatto proprie.
Vi sono altri difetti che minano la giocabilità: una intelligenza artificiale non perfetta, che porta i propri avversari a compiere azioni quantomeno bizzarre, come gettarsi di propria iniziativa in un burrone. E non si può non citare la mancata possibilità di voltarsi durante l’esecuzione di una combo, il che comporta una totale mancanza di difese qualora si manchi l’avversario. Per ultimo, una difficoltà non certo irresistibile, anche ad alti livelli.
Non si vuole molto a finire il gioco, e dopo non offre grandi spunti, se non sfide in multiplayer o la volontà di impersonare nuovamente il proprio combattente preferito.
Allo stato attuale vi è un titolo che ricrea le atmosfere del cartone in virtù di una veste grafica accattivante e di numerose mosse, ma che è inquinato da particolari extra che stonano un poco con le atmosfere del fumetto.
Consigliato agli appassionati.
VOTOGLOBALE7

One Piece Grand Battle Rush

Disponibile per: NGC | PS2
One Piece Grand Battle Rush - NGC
Tipo: ND.
Data di Pubblicazione:
NGC: 29/09/2005   
PS2: 29/09/2005   
One Piece Grand Battle Rush
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