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Wild Blood - Recensione

Inviato il da Alessandro "Neon" Mazzega
Il rapporto tra Gameloft è l'Unreal Engine è sempre stato travagliato: dopo l'annuncio di March of Heros, shooter bellico poi cancellato, sembrava che il rapporto con Unreal Technologies fosse definitivamente incrinato e che l'azienda, una delle più grandi ed importanti al mondo per quanto riguarda la produzione di titoli per il mercato mobile, volesse tornare ad utilizzare la propria tecnologia, nata ed evoluta anche attraverso il successo di prodotti quali N.O.V.A. e Dungeon Hunter.
La pubblicazione di Wild Blood, quindi, è giunta quasi come un fulmine a ciel sereno, soprattutto perché è passato pochissimo tempo tra l'annuncio e l'effettivo lancio sull'App Store di Apple e poiché i primi screenshot sono stati accompagnati dalla conferma che alla base del progetto c'era nuovamente l'Unreal Engine.
Il buzz generato sul web, quindi, ci ha spinto a voler provare subito il gioco, scoprendo un titolo sorprendente dal punto di vista grafico ma tutt'altro che all'altezza per quanto riguarda il gameplay.
Rivisitazione di un classico
Wild Blood, a dispetto del nome che non lo ricorda, si ispira al mito di Re Artù e narra le gesta del ritorno di Lancillotto ad Albion, regno dal quale era partito solo dopo aver conquistato Ginevra.
La scoperta del misfatto, quindi, fece infuriare il Re che, di conseguenza, si rivolse a Morgana senza rendersi conto che, dandole la possibilità di utilizzare i propri poteri magici, tutto il regno sarebbe poi caduto in disgrazia.
La magia occulta di Morgana, infatti, aprì le porte dell'inferno, facendo passare da quel mondo al nostro una moltitudine di esseri differenti, tutti con l'obiettivo di trovare Lancillotto ed ucciderlo, in modo da fargli pagare il suo affronto verso il regnante.

Il controllo al giocatore verrà quindi dato proprio al momento in cui il protagonista tornerà nel regno, rendendosi subito conto che ciò che Morgana ha evocato è ormai completamente fuori controllo, quindi dovrà cercare di entrare in contatto con i pochi alleati che gli sono rimasti, in modo da sconfiggere orde di demoni per riuscire a riportare la stabilità nella terra martoriata da un Re ormai uscito di senno.
La narrazione dell'antefatto e di molte cut scene sfrutta un insieme di tavole animate in stile fumetto che, però, tradiscono sin dai primi minuti una direzione artistica che ha ben poco di personale, ispirata ad altri classici del mondo dei videogiochi per console, senza però riuscire a risaltare con una propria personalità. Anche il doppiaggio non convince, soprattutto se messo a confronto con quello di alcune perle indie che proprio su un fattore ritenuto così fondamentale hanno basato gran parte del loro successo, come accaduto a Bastion.
Proprio la narrazione, poi, prova a ripercorrere ciò che Sony Santa Monica ha perseguito con God of War, riprendendo quindi un mito del passato e reinventadone le gesta, mantenendo però le figure pseudo storiche e riscrivendo solamente gli eventi e i momenti salienti; se nella serie per Playstation 3 e PSP l'operazione può dirsi di buon livello lo stesso non dimostra Wild Blood, con personaggi come Merlino che appaiono completamente snaturati e un protagonista che, purtroppo, non ha un briciolo di carisma.
Azione touch
Il primo impatto una volta preso il controllo di Lancillotto è quasi da MMO: lo stile richiama quello di molte produzioni online anche se, grazie all'Unreal Engine, gli scenari sono su ben altro livello, soprattutto dopo i primi scontri.
Tutto la prima ambientazione, che rappresenta il villaggio in cui Lancillotto viveva, ormai abbandonato, funge da tutorial, illustrando una tipologia di controlli ormai divenuta uno standard, benché tutt'altro che esente da problemi, per quanto riguarda gli action game su dispositivi full touch: uno stick virtuale appare sotto al pollice appena si tocca la metà sinistra dello schermo, permettendo di muovere il protagonista in tutte le direzioni, con un'animazione della corsa che, però, risulta tutt'altro che rapida, fattore che potrebbe indispettire chi vorrebbe un gameplay leggermente più rapido.
La sezione destra dello schermo, invece, è deputata ai pulsanti, sempre virtuali ovviamente, utili ad attaccare, schivare e utilizzare le abilità speciali offerte dall'arma impugnata in quel momento, da poter sostituire grazie ad una sua rappresentazione posta all'estremità superiore destra della schermata.
Il gameplay, quindi, si rifà a quello di molti altri action disponibili sul mercato, a base di attacchi, affondi e schivate, con alcune semplificazioni introdotte per semplificare la vita al giocatore, non facilitato da un sistema di controllo che non può far altro che sfruttare il touch screen, senza quindi il feedback tattile così importante nei titoli d'azione più frenetici.

Lancillotto, quindi, inanellerà combo su combo semplicemente toccando il tasto di attacco, voltandosi autonomamente verso il nemico più vicino con una sorta di effetto magnetico tutt'altro che naturale, con l'onere però di direzionare manualmente le schivate, fattore che renderà i combattimenti tutt'altro che immediati, soprattutto se non si potenzieranno adeguatamente le proprie armi, lasciandole ai livelli di danno base con i quali saranno necessari numerosi colpi anche per abbattere gli avversari meno pericolosi.
L'aggiunta di armi secondarie, tra le quali archi per chi attacchi a distanza, non fanno che complicare ancora l'equazione relativa al gameplay, che non riesce quindi ad appassionare nemmeno durante gli scontri contro giganteschi boss.
Unreal mostra i muscoli
E' dal punto di vista visivo, perciò, che Wild Blood mostra i suoi lati migliori: grazie al motore di Unreal Technologies il titolo di Gameloft disegna su schermo scenari ricchi e molto dettagliati, che danno il meglio sull'ultima generazione di iPad, quello dotato di display Retina.
Molto meno impressionanti, invece, il protagonista e i nemici, il primo a causa di un set di animazioni decisamente limitato, tra le quali va segnalata l'ormai abituale calcio ai forzieri per aprirli, mentre i secondi per uno stile tutt'altro che originale, tra scheletri in armatura e zombie scimmieschi che avanzano ingobbiti a quattro zampe.

Stabile il frame rate e soddisfacente, almeno in parte, la regia, che spesso si lascia andare ad angoli di ripresa arditi che, però, non riescono quasi mai a comunicare il giusto pathos al giocatore, con un effetto che trasmette la volontà del team di creare qualcosa di epico che, però, si scontra con la realtà dei fatti.
Sempre dal punto di vista meramente comunicativo, Wild Blood trasmette l'idea di essere un gioco oltremodo violento, sensazione confermata dal logo e dai menu di gioco ma che si dissipa rapidamente una volta presi in mano i controlli, in quanto il tasso di sangue e di animazioni estreme è tutt'altro che elevato, soprattutto rispetto ad altre produzioni della concorrenza.
Wild Blood è il tipico prodotto di Gameloft, con la marcia in più offerta dall’Unreal Engine.
Il format, infatti, riuscirà a convincere i giocatori dell’ultima ora, molto probabilmente abbagliati dalla qualità grafica, in grado di convincere molti a spendere gli oltre cinque Euro per l’acquisto grazie ad un singolo screenshot.
Gli appassionati, invece, scopriranno un titolo che ha poco da dire e che ha l’ormai comune e gravissimo difetto di non voler in alcun modo adeguare il proprio gameplay ad una fruizione completamente priva di controlli fisici.
Malgrado tutte le critiche che ormai, a distanza di mesi, si possono sollevare verso Infinity Blade, il titolo di Epic ha avuto il coraggio di creare qualcosa di nuovo, adeguato ai device sui quali è stato pubblicato, con tutte le limitazioni del caso; Wild Blood, invece, non ci prova nemmeno e propone uno stile di gioco che proviene dalle console fisse o dai portatili, senza alcuna volontà di adeguarsi agli schermi touch, con l’aggravante, quindi, di non riuscire ad imporre una personalità propria, fattori che non fanno altro che metterlo in cattiva luce presso un’utenza di appassionati che non è più disposta a scendere a compromessi su iPhone e iPad e preferisce un approccio fuori dagli schermi e differente dal solito, piuttosto che un gameplay ormai stantio, assolutamente incompatibile con l’assenza di leve analogiche e pulsanti, come confermato ormai da decine di altre produzioni, di major o indipendenti.
Finché Gameloft non si adeguerà, quindi, continuerà ad accaparrarsi il favore del pubblico meno avvezzo ai videogiochi, lasciando interdetti gli appassionati.
VOTOGLOBALE5
Alessandro "Neon" Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente ai videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di gaming in ambito mobile e aziendale. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Wild Blood

Disponibile per: iPhone | iPad
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Gameloft
Distributore: Gameloft
Link Download: Scarica Qui
Costo iPhone: http://a12€
Costo iPad: 5,49€
Lingua: Tutto in Inglese
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
Sito Ufficiale: Link
Wild Blood
9
4.5
6.5
5.5
7 voti
3.9
ND.
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