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IPad - Speciale

Inviato il 02/02/2010 da Francesco Di Loreto
L’attesa è febbricitante... da giorni non si parla d’altro e i rumor rimbalzano tra la rete e la televisione. Le pagine dei forum colme di utenti incuriositi e quelle delle più celebri testate giornalistiche mondiali fanno lievitare l’interesse collettivo di ora in ora. Le indiscrezioni si susseguono intervallate da parodistiche vignette aventi come protagonista un improbabile Steve Jobs camuffato da Mosè, intento a mostrare al mondo intero l’illuminazione divina tramutata in un tablet pc capace di far girare il sistema operativo di Apple.
Benché la casa di Cupertino non sia avvezza a far trapelare informazioni premature sui suoi device e abbia palesato più volte rimostranze anche verso i propri partner che osavano lasciarsi scappare indiscrezioni troppo dettagliate, sul nuovo prodotto “designed in California” si erano pronunciati ormai tutti. Si era già speculato su dimensioni, funzioni, prezzo, eventuali pregi e difetti; si aveva perfino un nome, iSlate, dato ancora per ufficiale a poche ore dal keynote di Jobs e successivamente smentito dopo una manciata di minuti dall’inizio della conferenza del CEO Apple.
Alle 19:00 (ora italiana) del 27 gennaio la mela morsicata apre il suo 2010 con una conferenza che, oltre ad introdurre l’oggetto tecnologico più atteso e chiacchierato degli ultimi anni, segna anche l’ufficiale ritorno del suo chief executive officer (il corrispettivo a stelle e strisce di un amministratore delegato, per intenderci) alla guida della macchina comunicativa che le gira attorno.
Il momento è finalmente giunto. Si comincia.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Keynote
iPad - speciale - Apple Ottenuto il silenzio in sala le note di Bob Dylan introducono sul palco come al solito, o meglio come non succedeva da un po’, Steve Jobs nel sua abituale “divisa” di jeans e pullover nero a collo alto. Un Jobs sciupato, evidentemente provato dalla malattia che l’ha tenuto lontano dai suoi utenti e seguaci nell’ultimo anno, che non sembra aver perso la spontaneità e la verve capaci di renderlo uno dei colossi della comunicazione di questo ventunesimo secolo.
Non c’è tempo da perdere in chiacchiere, è l’ora degli “update” e Jobs comincia immediatamente a snocciolare dati che faranno di sicuro contenti azionisti e fanboy. Apple è un’azienda che non conosce crisi, non al momento almeno, che colleziona record di vendite sia con i suoi prodotti hardware e software retail che con il digital delivery, grazie al quale, sotto forma dell’iTunes Store e dell’App Store, può vantare primati e traguardi da prima della classe.
I dati economici e di vendite elencati non sono molti, ma di indiscutibile impatto: 250 milioni di iPod venduti dal 2001, 284 negozi sparsi in tutto il mondo che hanno accolto 50 milioni di visitatori nel solo ultimo quarto del 2009, 140 mila applicazioni presenti nell’App Store e 3 miliardi di applicazioni scaricate dal medesimo store fanno di Apple una società da un valore stimato per 15,6 miliardi di dollari.
Scroscianti applausi investono un Jobs che, nonostante non abbia intenzione di osservare la propria compagnia sotto questa prospettiva, si dimostra stupefatto e appagato (e vorremmo ben vedere).
Si cominciano ad analizzare quali sono i reali motivi che hanno portato la mela di Cupertino così in alto, infondo sono gli stessi che li spingono ad introdurre sul mercato l’iPad; possiamo quindi utilizzarli come chiave di lettura per interpretare gli intenti di Apple, del suo nuovo device e, perché no, per far luce sulle funzioni che contageranno tutti gli altri prodotti della casa produttrice californiana che solitamente ben si interfacciano tra di loro e condividono feature e materiale multimediale con pochi click.
I riflettori sono rivolti su una parola chiave molto importante: “mobile”. E’ la trasportabilità, agli occhi di Jobs, che decreta l’immenso successo della sua compagnia accoppiata alla possibilità di connettersi alla rete in qualsiasi posto ci si trovi, in qualsiasi momento.
Anche l’internauta più distratto si sarà ormai accorto che c’è una cosa che accomuna i prodotti Apple più premiati dal pubblico, ovvero che siano facilmente trasportabili ed utilizzabili in luoghi diversi: gli iPhone, gli iPod e molti dei Mac sono “mobile devices” e devono a questa caratteristica il loro trionfo commerciale. La Apple è in effetti la più grande produttrice di dispositivi informatici portatili e ne consegue come possa vantare un giro di affari relativo al settore ben superiore a quello di colossi come Sony, Samsung e Nokia.
Ma veniamo a noi, a quello che ci interessa sul serio e che muove la kermesse mediatica degli ultimi giorni per cui ogni appassionato di tecnologia non sta più nella pelle: l’iPad.
L’iPad nasce con un preciso intento, quello di colmare un vuoto concettuale collocato tra i laptop e gli smartphone e per farlo bisogna, sempre secondo Apple, che questo vuoto venga spazzato via da un prodotto che dia il suo meglio in alcuni utilizzi specifici.
Per farsi carico di questo arduo compito un dispositivo che mira a creare questa nuova fascia di mercato deve permettere di navigare in internet, ricevere e mandare e-mail, gestire album fotografici, consentire di visualizzare e manipolare video, riprodurre la propria collezione di brani musicali, proporre un avvincente esperienza videoludica e un’intuitiva fruizione di eBooks. Il tutto con sguardo rivolto sempre al fattore più importante, la portatilità. Serve qualcosa che permetta di adempire a queste esigenze meglio di un laptop e di uno smartphone. Ma cosa?
Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono già dei prodotti che rispondono a questo domanda, da anni per giunta, e che si tratti dei netbook. Jobs però è lapidario a riguardo: “i netbook non sono meglio in niente! Sono lenti, hanno dei display di bassa qualità e fanno girare software per PC... sono unicamente dei laptop economici”. Esternazioni pesanti, d’impatto, ma più che condivisibili.
La risposta al quesito per Apple è difatti l’iPad: un tablet sottile, dal design elegante, ecologico, leggero, performante e con molti punti in comune con un iPhone... forse anche troppi.
Con le idee chiare sul perché nasca l’iPad, e soprattutto quali siano i suoi obiettivi, possiamo dedicarci ad una sua accurata disamina per capire cosa ha al suo interno e come si presenta agli utenti.
Caratteristiche Tecniche
iPad - speciale - Apple La prima caratteristica che salta all’occhio è lo schermo: un pannello IPS da 9,7”, multitouch retroilluminato a LED per una risoluzione di 1024x768 pixel a 132 ppi ed un rapporto delle dimensioni tra altezza e larghezza di 4:3. Dal materiale disponibile sulla rete e sul sito ufficiale Apple sembra vantare un’ottima qualità dell’immagine e la presenza del display con tecnologia IPS non ci fa dubitare che dal vivo la resa sia ancora migliore (immaginare di leggervi fumetti, magari a colori, o libri elettronici è un sogno ormai tramutatosi in realtà), ma qualcuno avrebbe preferito uno schermo wide... forse più di qualcuno ad essere sinceri, ma una simile scelta avrebbe potuto inficiare un appagante navigazione sul web o la lettura di libri elettronici a causa di pagine troppo strette.
Su questo promettente schermo è possibile navigare, lavorare, leggere e guardare video in HD H.264 fino a 720p a 30 frame al secondo.
La scocca posteriore è interamente in elegante e resistente alluminio e tutto l’iPad è privo di arsenico, mercurio, PVC e BFR. Ancora una volta a Cupertino dimostrano di avere a cuore il nostro ecosistema introducendo nel mercato un dispositivo a basso impatto ambientale e ad alta riciclabilità.
Lungo il suo perimetro troviamo il connettore dock, un ingresso jack da 3,5 mm, degli speaker integrati, un microfono e l’alloggiamento della micro-SIM (unicamente nel modello di punta con Wi-Fi e 3G), i comandi per la regolazione del volume e il tasto di accensione e spegnimento. Il tutto è perfettamente integrato nel tablet e nel suo design pulito e regolare.
Attorno allo schermo una comoda cornice nera lucida, forse di dimensioni fin troppo generose, consente di impugnare e maneggiare agevolmente l’iPad e, nella parte inferiore di questa cornice, troviamo il tasto Home con il quale abbiamo fatto conoscenza sull’ iPhone.
Il “motore” del gioiello tecnologico che Steve Jobs ci mostra per la prima volta a San Francisco è il nuovissimo Apple A4, anche lui in anteprima mondiale. La CPU ha una frequenza di 1 GHz ed è prodotta dalla stessa Apple; qualcuno ricorderà infatti che non molto tempo fa la casa di Cupertino acquistò la PA Semi, un’azienda produttrice di microprocessori che ha per l’appunto progettato e assemblato il nuovo l’A4 per l’occasione.
Il tablet sarà disponibile in tre modelli distinti per il taglio della memoria interna, rispettivamente da 16GB, 32GB o 64GB (per un prezzo di $ 499 per il modello base e che va a salire in base agli optional). Una batteria al litio promette di sorreggere le funzioni del dispositivo per una durata di 10 ore, nelle quali sarà possibile ascoltare musica, navigare sul web, guardare video o interagire con i propri documenti. Lo stesso Jobs ci rassicura che con l’iPad si potrà affrontare un volo aereo da San Francisco a Tokyo guardando video sul proprio tablet senza interruzioni. Accelerometro, sensore di luce ambientale, Wi-Fi e A-GPS di serie su tutti i modelli e 3G opzionale concludono la lista degli aspetti tecnici salienti.
Ora che abbiamo le idee chiare su cos’è l’iPad focalizziamo l’attenzione su ciò che davvero ci preme sapere: che cosa fa.

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iPad - Apple
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