Everyeye After - Twilight Princess > Rubrica
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Everyeye After - Twilight Princess - Rubrica

Inviato il 21/04/2010 da Redazione
Lista Episodi
Ecco l'elenco degli episodi:



- Prima Puntata: GoW & Assassin's Creed
- Seconda Puntata: MGS 4 e Super Mario Galaxy
- Terza Puntata: Folklore e GTA IV
- Quarta Puntata: Killzone 2 e The Darkness
Nuovo episodio per Everyeye After, la rubrica dedicata all'analisi retrospettiva dei maggiori titoli di questa generazione. Stavolta sarà uno solo il titolo analizzato, ma di quelli enormi. Storici. Epici. E controversi, tremendamente controversi. Tanto da richiedere una doppia analisi, quattro mani, infinite possibilità di veduta. Torniamo ad avvolgerci nel crepuscolo di The Legend Of Zelda: Twilight Princess.
Di nome e di fatto
Everyeye After - rubrica - videogioco Il giudizio da attribuire ad un qualsiasi episodio di Zelda è sempre pericolosamente legato a diversi fattori, molti di più di quanti siano richiesti per un gioco su cui non gravano onori ed oneri derivanti dalla pesantezza ereditaria di un nome così importante e dall'eco così profonda. Si tratterebbe, innanzitutto, di descrivere quelli che potrebbero considerarsi come fattori oggettivi (ma che del tutto oggettivi, effettivamente, non sono), come quelli prettamente tecnici come impatto grafico e sonoro; ed in secondo luogo di disegnare un panorama che tocchi elementi più facilmente inclini al gusto personale, come lo stile generale della produzione o le emozioni che derivano da una sessione di gameplay, indissolubilmente legate all'animo individuale. In questa sede ci prenderemo il diritto di prescindere dai primi fattori - dei quali potrete avere ampia descrizione nella recensione ufficiale di EveryEye - e descrivere in modo sinceramente soggettivo (come peraltro suggerito dalla doppia faccia di questo articolo) quelli che meno di tutti possono amalgamarsi ai gusti della critica e che più di tutti dipendono da sentimenti ed esperienze ludiche personali.
L'attesa creatasi dietro a Twilight Princess è stata di dimensioni colossali: dopo un episodio atipico come poteva essere The Wind Waker, le aspettative globali si sono indirizzate verso la speranza di quello che doveva rappresentare l'erede spirituale di Ocarina of Time, da molti - compreso chi scrive - ancora oggi ritenuta la migliore esperienza videoludica di sempre. Tali speranze, però, si sono trasformate col tempo, a gioco uscito, nella peggiore critica mossa a Twilight Princess, svantaggiato proprio dai continui rimandi all'illustre predecessore. Rimandi che, inutile negarlo, la stessa Nintendo non ha fatto che accentuare, rifugiandosi in un contesto sicuro e collaudato, ben distante da qualsivoglia forma di rischio o innovazione e strettamente collegato a quella che è l'idea comune di "Zelda", stavolta purtroppo un po' forzata ed accostata non troppo naturalmente a canonici binari piuttosto accentuati. Fanservice, lo chiameremmo.
Ma è innegabile che ogni Zelda abbia (debba avere?) il suo spirito proprio, senza stonature di contaminazioni poco compatibili dagli altri capitoli più celebri, ed è proprio qui che Twilight Princess non riesce a convincere: il mondo proposto, nonostante possa configurarsi come un discretamente riuscito mix di fantasy tolkieniano e favola zeldiana, non riesce a godere di vita propria, ma cerca di trarre ispirazione da più elementi provenienti da radici diverse, costituendo alla fine un'accozzaglia di idee non sempre convincenti. L'estrema somiglianza con Ocarina of Time, poi, non fa che sottolineare i ripetuti tentativi di emulazione del celebre episodio per Nintendo 64, e nonostante questo sia un fattore che non si dovrebbe prendere in considerazione in un giudizio del titolo che prescinda dagli altri episodi, risuona necessariamente sottoforma di déjà vu durante buona parte delle ore di gioco, rendendone la constatazione necessaria e non ignorabile.
Everyeye After - rubrica - videogioco Il mondo che ci troveremo ad esplorare in Twilight Princess è immenso, "spezzettato" ed altrettanto vuoto, come ironica parafrasi di una pesante mancanza di idee per niente affievolita dalla speranza di riproporre quelle emozioni provate all'uscita della Kokiri Forest, sottolineata dalla convinzione che sarebbe bastato un aumento del terreno di gioco parallelo alle potenzialità hardware. Parliamo di un vuoto che si ripercuote poi sulla caratterizzazione della maggior parte dei personaggi (a parte il superbo lavoro compiuto con Midna), afflitta dai più classici cliché narrativi, e che non risparmia neanche il profilo emozionale del protagonista, un Link dall'espressività forzata e poco convincente, che esce con le ossa rotte da un eventuale confronto con le emozioni riflesse dall'Eroe del Vento, in cui sentimenti a prima vista infantili si intrecciavano magistralmente con una storyline più adulta di quanto potrebbe sembrare.
E' difficile, in Twilight Princess, trovare elementi caratteristici. La trasformazione in lupo, che tanto avrebbe dovuto innovare e differenziare il gameplay, è segnata alla fine da una noia e ripetitività che trovano le loro radici proprio nella limitata funzione di questo nuovo approccio, immerso in un mondo crepuscolare fin troppo facilmente collegabile al passato e sintomo, ancora, della forzata sintesi di caratteristiche già pienamente vissute. La trama del gioco, invece, si attesta come uno dei punti di forza del titolo, apparendo ancora oggi come una delle più complesse che abbia mai conosciuto un episodio di Zelda. Peccato che, nonostante voglia presentarsi matura e completa, non sia equamente accompagnata da un accettabile numero di sidequest, davvero rare ed approssimative, caratterizzate dalla stessa superficialità riscontrabile nei vari villaggi del gioco ed in un borgo di Hyrule spento e privo di vita.
The Legend of Zelda: Twilight Princess può considerarsi un ottimo gioco solo se privato del nome che porta: l'eccessiva (ed oltremodo forzata) somiglianza con Ocarina of Time e la pressoché totale assenza di sperimentazione ed innovazione, sintetizzano il titolo come un'accozzaglia di episodici ritratti di ciò che è stato, ottenendo un risultato lontano da ciò che Zelda dev'essere e totalmente avulso dall'armonica metrica che da sempre caratterizza la serie, stavolta abbandonata a favore di un ottimo ma anonimo action RPG.

Giovanni "Oni-Link" Biasi

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