EyE Remember - Tomb Raider > Rubrica
28 Commenti
Aggiungi ai preferiti / Condividi
+2
Articolo utile? 6 voti
+0
     

EyE Remember - Tomb Raider - Rubrica

Inviato il 26/01/2012 da Andrea Vanon
Eye Remember è una rubrica che allunga lo sguardo sulle saghe storiche del videogame, ripercorrendone le tappe principali per raccontare il loro sviluppo e la loro eredità.

Nel 2012, in mezzo a tante attesissime novità, ci sarà spazio anche per qualche reboot di lusso, il più eclatante tra i quali è senz'altro il nuovo Tomb Raider. Eidos riprende in mano la sua iconica eroina, riportandola indietro nel tempo prima ancora che tutto iniziasse, quando il padre le faceva ancora da mentore e, tra una ferita e l'altra, lei non aveva ancora assunto il ruolo di super-archeologa con la quale tutti noi oggi la conosciamo.
Siccome parlare di Tomb Raider e di Lara Croft (parafrasata poi anche al cinema, ma senza successo, da una splendida Angelina Jolie) senza conoscere le sue origini videoludiche è quasi oltraggioso, noi di Everyeye abbiamo pensato ad una succulenta retrospettiva, per osservare -in pillole- quella che è stata l'evoluzione di una delle icone dei videogiochi più famosa al mondo.
Dal passato al presente andiamo dunque ad osservare come questo brand abbia cambiato il mondo degli action/adventure, ponendo le basi per capolavori come Uncharted.
Tomb Raider
Eye Remember - rubrica - videogioco Le avventure di Lara iniziano nel Novembre del 1996 quando, su già rodata home console Sony (la Playstation), viene pubblicato Tomb Raider. In verità l'esordio della procace archeologa avvenne cronologicamente qualche mese prima su Sega Saturn, in una versione del gioco per altro più fluida e tecnicamente superiore. La storia a tuttavia legato indissolubilmente il nome di Lara a quello della Playstation, nonostante nei territori europei la versione PsOne fosse arrivata per ultima, addirittura dopo la riedizione PC.
Comunque sia, in questo primissimo episodio Lara -già famosa archeologa/avventuriera- viene contattata ed ingaggiata da una misteriosa donna d'affari di nome Jacqueline Natla (nome da ricordare in quanto ricorrerà anche in capitoli successivi), che le chiede di recuperare un potente manufatto magico: lo Scion di Atlandide, la mitica città perduta. La nostra eroina, avventuratasi in Perù nelle rovine di Vilcabamba (preistorica città Inca), scoprirà di aver recuperato solo un frammento del manufatto, subito prima di venier attaccata dagli scagnozzi di Jacqueline mandati a recuperare il tesoro e a far tacere la testimone. La bella archeologa, salvatasi miracolosamente, si metterà alla ricerca dei pezzi mancanti, percorrendo mezzo Mondo, dalla Grecia all'Egitto; superando indicibili difficoltà e scontrandosi più volte con gli scagnozzi di Natla, che si scoprirà essere nientemeno che un membro del Sacro Triumvirato che governava Atlantide, ibernata dai compagni per via dei suoi abusi di potere. Lo scontro finale vedrà prevalere la nostra eroina in maniera rocambolesca ed andare per sempre distrutto il manufatto.
Il gameplay di Tomb Raider rappresenta una vera e propria rivoluzione nel mondo dei videogiochi, recuperando le velleità del platform gaming ed inserendole in maniera efficace in un mondo completamente tridimensionale. A Lara sono concesse animazioni complesse (passi laterali, rotolamenti, capriole...) che mai prima d'ora si erano viste in un gioco del genere, nonché la facoltà di nuotare ed immergersi per un determinato lasso di tempo. S'innesta così una complessa amalgama di puzzle solving e meticolosa esplorazione degli ampi livelli (suddivisi comunque in stanze); pratiche che, più d'una volta, richiederanno precise e complesse evoluzioni combinate. Ed è proprio quello dell'elevata difficoltà, spesso intersecato con evidenti problemi nella rilevazione delle collisioni, l'aspetto ai tempi più criticato di questo Tomb Raider che, non bastasse, presentava un sistema di salvataggio costituito da checkpoint forzati (i cristalli blu) molto distanti tra loro. L'anima action della produzione è, in questo caso, ancora sopita, con l'eroina alle prese quasi solamente con animali e creature, in scontri piuttosto basilari.
Graficamente la produzione stupisce soprattutto per la quantità di movenze della protagonista, che si muove con una fluidità fuori dal comune, e per il complesso level design dei livelli, che mette in continuazione a dura prova anche il miglior giocatore. Il quadro generale, per il resto, è ancora caratterizzato da un'elevata mole di elementi squadrati che oggi strapperebbero più d'un sorriso.
Tomb Raider II: Starring Lara Croft
Eye Remember - rubrica - videogioco Ad un anno esatto dal primo episodio, nel 1997, troviamo Lara sulle tracce dell'ennesimo manufatto leggendario: il Pugnale di Xian, che promette di trasformare in un Drago chi abbia il coraggio di conficcarselo nel petto. Giunta sin all'interno della Grande Muraglia, in Cina, la nostra eroina viene attaccata da un esmissario della mala che, pur di non rivelare le sue vere intenzioni, si suicida. Decisa a svelare prima di tutto ogni retroscena sull'attacco, l'archeologa desiste momentaneamente dalla ricerca per recarsi a Venezia, dove s'imbatte nella gang di Marco Bartoli (mandante stesso dell'aggressione), i cui sforzi e soprusi nei confronti della Repubblica Marinara sono interamente protesi al ritrovamento del suddetto manufatto, di cui si ritiene l'erede legittimo. Giunta alla villa del mafioso Lara incontra il monaco Chen, che le spiega quali manufatti sono necessari per entrare al sacro Tempio dello Xian prima di rimanere ucciso per mano dello stesso Bartoli. La nostra bella eroina riesce a fuggire innescando una corsa contro il tempo per recuperare i manufatti prima del temibile avversario, imbarcandosi ancora una volta in un'avventura che la vedrà esplorare i fondali marini alla ricera di un relitto liberamente ispirato all'Andrea Doria ed avviarsi poi in Tibet per ricevere l'aiuto dei fratelli (monastici) di Chen. Tra mille peripezie sarà comunque il perfido Marco a piantarsi all'ultimo momento il Pugnale nel petto, trasformandosi nella mistica creatura che Lara dovrà abbattere.
Questo secondo episodio ricalca quasi in toto le felici orme del primo, migliorandone alcuni aspetti. Lara sarà ad esempio in grado di appendersi ed arrampicarsi lungo sporgenze verticali, girarsi durante il salto in aria ed utilizzare i bengala per illuminare le zone più buie (risorsa indispensabile nella meticolosa ricerca dei segreti). L'aumento delle abilità va di pari passo con l'incremento di varietà, che vede i livelli di gioco aprirsi maggiormente anche verso l'esterno, e la nostra beniamina impegnata in qualche sessione di guida. Aumenta, in questa seconda incarnazione, anche la componente action, con la bella archeologa spesso coinvolta in scontri a fuoco (sempre più credibili) con esseri umani (dai comportamenti leggermente più complessi) piuttosto che belve selvaggie o mitologiche creature.
Migliorie "mirate" anche per quel che concerne il comparto tecnico, che vede l'implementazione dell'iconica treccia (nel prequel aveva creato qualche problema, venendo tagliata), una maggior varietà di costumi per Lara (ben quattro nel corso dell'avventura) ed un generale ammorbidimento della scena (e delle forme dell'eroina), che si va via via uniformando agli standard dell'epoca. A questo porposito va segnalato anche un arricchimento generale della scena, con luci dinamiche e -solo per PC- lo sfruttamento dell'accelerazione 3D tramite librerie Direct3D. Va specificato, infine, che questa seconda incarnazione prevede un nuovo sistema di salvataggi in qualsiasi istante, il che -al solito- porta i fan a criticare l'opera per l'eccessiva facilità.
Tomb Raider III: Adventures of Lara Croft
Eye Remember - rubrica - videogioco Con Tomb Raider III, nel 1998, si assiste ad una vera e propria svolta qualitativa nella saga, che andrà poi a porre le basi per il futuro. La trama ricalca, in realtà, le linee demarcative dell'ormai celeberrima archeologa: Lara, alla ricerca dell'ennesimo manufatto (la Pietra Infada - in India), s'imbatte prima in un ricercatore impazzito poi nel dott. Willard, capo della RX-Tech, compagnia petrolifera sulle traccie della pietra stessa. In maniera molto amichevole Willard spiega alla Croft le vere origini del manufatto, legato nientemeno che alla caduta sulla Terra di un meteorite ed alle scoperte genetiche di Charles Darwin. Ignara dei veri propositi del dottore la bella eroina si lascia ingaggiare per ritrovare i frammenti della Pietra, sparsi, ovviamente, in altrettante località del Mondo ed incastonati in altrettanti preziosi. S'inserisce, in questo terzo capitolo con ancor più vigore, una struttura "episodica" che porterà l'archeologa ad affrontare una minaccia diversa in ciascuna delle località visitate. In una sperduta isola del Pacifico del Sud dovrà vedersela con il capo di una tribù di cannibiali; a Londra si troverà di fronte Sophia Leigh, spietata donna d'affari proprietaria di un'industria cosmetica le cui fortune dipendono dal talismano con incastonato il frammento della Pietra. Infine, in Nevada, la nostra bella avventuriera si troverà intrappolata nientemeno che nell'Area 51, dove l'ultimo frammento è custodito (all'interno di un'areonave extraterrestre). Volata in Antartide (allo scavo principale di RX-Tech) dopo mille peripezie Lara scoprirà le vere intenzioni del dott Willard, assetato del reale potere della Pietra Infada, ossia quello di fare da catalizzatore per le energie anomale esponendo il DNA umano ad un'evoluzione innaturalmente rapida. Il tutto si risolverà in un combattimento epico, che vedrà mutare il dottore e far sudare all'archeologa le canoniche sette camicie.
Vista l'abbondanza di cliché i più consistenti miglioramenti non possono che esser legati al gameplay, che vede un'evoluzione a trecentossessanta gradi di quanto fino ad ora già non fosse il brand (con tanto di nuovo sistema di salvataggio tramite cristalli collezzionabili - che mette daccordo quasi tutti). Core Desing punta tutto sul level design, estraendo dal cilindro uno dei Tomb Raider più complessi di sempre: tra enigmi ambientali ed ostacoli da superare con balzi più che millimetrici il titolo presenta una varietà ludica moltiplicata (grazie anche alle strade secondarie per raggiungere lo stesso obiettivo) ed un tasso di sfida che mette alla prova anche i più pazienti. Già dai primi livelli c'imbatteremo in una serie di pericolosissime trappole, nonché in succulenti segreti da recuperare. Le abilità di Lara vedono un nuovo incremento (possibilità di procedere a carponi, di arrampicarsi su rampicanti anche su soffitti, scattare in corsa...) così come il suo arsenale bellico, anche se, ad onor del vero, l'azione "sparacchina" viene mantenuta su livelli piuttosto moderati, lasciando maggior spazio all'esplorazione dei fantastici ambienti.
Ad un gameplay sempre più vario ed espanso si aggiungono anche nuovi effetti grafici come effetti di fuoco e fumo volumetrici, agenti atmosferici, scintille da impatto dei proiettili contro i muri e, in generale, una qualità decisamente più elevata delle texture, che caratterizza in maniera credibile le numerose località visitate. Il titolo viene tuttavia criticato per una certa arretratezza (soprattutto nella modellazione poligonale) rispetto ai concorrenti dell'epoca, che non gli impedisce comunque di raggiungere la pazzesca cifra di 6 milioni di copie vendute.
Articoli Correlati: Eye Remember
Eye Remember - Assassin's Creed | Speciale
L'inesorabile avanzata dell'Assassino
Eye Remember - Grand Theft Auto | Speciale
L'evoluzione del crimine in una lunghissima retrospettiva
Eye Remember - Resident Evil | Speciale
Oltre quindici anni di massacro zombie
EyE Remember - Tomb Raider | Rubrica
Il mito di Lara Croft
EyE Remember - Hitman | Rubrica
La storia dell'assassino

Eye Remember

Eye Remember - videogioco