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Games Convention 2006 - Day One - Speciale

Inviato il 23/08/2006 da Francesco Fossetti
Day One.

Il centro congressi di Lipsia è invaso. Dal tumulto del giornalismo specializzato e non, dalle cineprese ingombranti dei tecnici video, dal suono squillante di qualche lingua che non sia più, soltanto, tedesco.
Everyeye non si ferma di fronte alle code insostenibili degli accrediti “Last Minute”, e muove veloce verso i primi padiglioni. Il suolo che qualche ora prima era nascosto dai tavolati e gli attrezzi dello “Work in Progress” oggi pullulava di vita, colmo dell’invadenza dei Badge e del diritto all’informazione. E la frenesia con cui gli attori della stampa ludica muovevano fra gli stand era fuori misura, esasperata dall’assurda limitazione imposta dall’organizzazione: solo due posti disponibili per ogni testata. E così il primo giorno della Game Convention, chiuso al pubblico dei “comuni giocatori”, è stato una maratona faticosa, un salto triplo fra le piccole conferenze dei publisher, un colpo di reni dilatato, fin dal primo minuto trascorso nella Hall 2.
Sony ha aperto il suo stand di prima mattina, disponibile per visite guidate che toccassero gli Hot Spot dell’esposizione. Le gentilissime Hostess che ci hanno accompagnato, tuttavia, hanno trovato difficoltà ad esporre in Inglese. E la grande barriera di Lipsia si infrange sull’eventuale rilievo internazionale della fiera: il punto di riferimento dell’Home Entertainment europeo non può essere organizzato ad uso e consumo dei locali, scritto e descritto in un idioma che di internazionale ha ben poco. Ed invece press kit, relatori, cartelloni e menù In-Game mostrano una devozione alla bandiera tedesca che, siamo sicuri, non solo noi ha indispettito. L’unica apertura da parte di Nintendo (del resto è un’azienda controcorrente), il cui evento è stato tradotto in inglese e diffuso attraverso provvidenziali auricolari. E tuttavia anche nel caso della grande N si devono muovere riserve: il piccolo “show” autocelebrativo era organizzato appositamente per incuriosire ed affascinare l’utenza tedesca, a cui sono stati dati in pasto ospiti sconosciuti oltre il confine della Germania.
Ma tant’è: in qualche modo si sopravvive, cercando di parlare in privato con i pochi che hanno competenze tecniche ed espositive, fotografando per costruire un coverage più completo possibile.
A tal proposito mi permetto una piccola pausa, in cui ringrazio sentitamente tutti i ragazzi della redazione che non seguono l’evento direttamente. E’ solo per merito del loro lavoro che l’aggiornamento di Everyeye resta costante e competitivo.
Perché a Lipsia, come accennavamo, si corre. Dopo Sony (con le novità della PSP rosa dotata di Eyetoy e GPS), dopo Nintendo (con il fugace annuncio di Mario Strikers Charged), tocca a PES 6. Giocato ed osservato per lungo tempo nello stand Konami, il capolavoro di KCet ha meno segreti. Sorvolando per il momento sulla qualità del gioco, promettiamo la pubblicazione di un Hands On entro breve tempo.
Non c’è tempo di riprendere fiato: Konami apre le danze visive con la sua rolling demo. Fra le tante, l’azienda giapponese sembra l’unica ad aver portato ospiti illustri. Ma non è il producer di Pes o quello di Castlevania che, nelle nostre aspettative, avrebbe dovuto essere l’attore principale della piccola Press Conference. Ciò che attendevamo con impazienza, assieme -crediamo- al resto della comunità dei videogiocatori, era il nuovo trailer di MGS4. Ed è arrivato. Ma non come ce lo aspettavamo. Si è trattato solo di qualche minuto aggiunto al vecchio video presentato al TGS 2005: poche schermate In Game e ancor meno nuovi dettagli. Così, abbiamo scoperto anche il secondo limite di Lipsia. Ovvero, l’assenza di rilevanti novità. Certo, qua e là per i padiglioni è possibile trovare qualche Built aggiornata dei titoli più attesi, e qualcuno s’impegna ad annunciare in esclusiva i propri progetti per il futuro, ma dopo Lipsia l’orizzonte del Videogioco non sembra essere cambiato di una virgola. Magari è più colorato, vivace, rinvigorito, ma sostanzialmente immutato dopo esser stato sconvolto dalla Kermesse Losangelina, ed in attesa dell’uragano TGS.
Del resto, come accennavamo, GC un evento anche per il giocatore, ed in particolare per tutti gli appassionati che non hanno possibilità di recarsi oltre oceano. Ma, come tutti sappiamo, le cose potrebbero cambiare dal prossimo anno: non resta che scoprire come l’E3 ha intenzione di evolversi. Da qui, torniamo alle considerazioni fatte a priori (The Day Bifore): ovvero Lipsia come fiera di luci, suoni e colori, Lipsia come spettacolo (non come vettore del Marketing). Lipsia Uber Alles, da questo punto di vista. Spettacoli di Brake Dance ogni trenta minuti (Stand Sony, pro B-Boy), coreografie danzate sul palco di GTR, Half-Pipe da Activision (Con Rollerblade e Skate), e persino un piccolo concerto del gruppo responsabile dell’OST di Spellborn.
Meravigliati, i giornalisti che sul far della sera si sono concessi una pausa, hanno osservato le evoluzioni dei migliori breaker tedeschi (già digitalizzati e presenti nel videogame), e ancor più l’avvenenza delle ballerine di cui sopra.
Poi, alla fine di tutto, il Buffet. Un Buffet regale. Una sorta di premio per la pazienza, per la fatica, per aver sopportato un nazionalismo immotivato, una Timetable proibitiva.
E dopo, nero su bianco quello che avete letto, in attesa dell’apertura della GC al pubblico. Domani è la prova del nove, Lipsia che si mostra, che viene giudicata dall’occhio più spietato, che deve contenere la fiumana. Vedremo se la spunterà l’organizzazione o il consumatore.

Nell’attesa, tenete d’occhio l’Homepage: troverete i resoconti delle prove dirette effettuate in questa giornata.

Games Convention 2006

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