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Last Hope - Recensione

Inviato il 23/02/2007 da Angelo "Moteuchi_Yota" Baffa
last hope - recensione - DC V'era un tempo in cui il videogioco era creatura nata in casa, tra le accoglienti mura di un garage, di una mansarda o della cameretta di qualche videogamer acerbo ma armato di tanta voglia di creare; far vivere al prossimo un proprio e personalissimo concept, diffondere il proprio operato tra le fila della scena underground, sperando sempre di poter sfondare, e lasciare la propria creatura alla storia. Richard Garriot (più conosciuto come "Lord British") ebbe modo di farsi conoscere, molto prima che Ultima fosse anche solo un pensiero, con Akalabeth (Apple II - 1980), e Manfred Trenz seguì lo stesso iter con il più conosciuto The Great Giana Sisters (C=64 - 1986), pubblicato da Rainbow Arts ma, per la maggiore, creato tra le calde mura di casa Trenz. Era il tempo del videogaming a costo zero, ove contava esclusivamente la passione del programmatore, la sua voglia di divertire e, perchè no, poter divenire qualcuno, presto o tardi.
E c'è ancora oggi!
last hope - recensione - DC Come venga programmato un videogioco, oggi, è di pubblico dominio: le grosse società, spesso accorpate in società ancora più imponenti (grazie, logicamente, ad accordi e patti tesi dalle cifre spropositate), formano dei team da decine e decine di individui, spesso con visioni diverse e filosofie di fondo ancor più dissimili, che giocoforza dovranno far collimare idee e intenzioni svariate, a tutto danno di una coerenza di fondo che, come spesso vediamo, viene a mancare. Potrete immaginare, ora, con quanto piacere si sia appreso, tra le nostre fila, che un piccolo team tedesco, totalmente autofinanziato, fosse al lavoro su di uno shoot'em up (genere particolarmente caro, tra l'altro, ai videogamers di vecchia data) a scrolling orizzontale che, sulla carta, avrebbe ripreso la concettualità di base presentataci secoli addietro da R-Type (Irem), ma contaminato da un comparto grafico più vicino alle produzioni Snk (Pulstar, Blazing Star); il NG:DEV.TEAM, così, punta inizialmente al target che, verosimilmente, meglio si pone verso un prodotto potenzialmente hardcore, dal sapore antico e dalla difficoltà tanto alta quanto inebriante. Last Hope viene così pubblicato per Neo Geo Aes nell'estate del 2006 e, giusto per renderlo un prodotto ancor più invitante, in sole 60 copie, vendute al non proprio accessibile prezzo di 550 euro, provocando il delirio diffuso nei forum Snk di tutto il pianeta, frequentati da appassionati che perderebbero un mignolo pur di poter stringere e annusare una nuova release. Consci di questo successo, i ragazzi del team tentano l'impresa anche con Dreamcast, altra macchina ancora oggi sostenuta da una larga schiera di irriducibili. Il titolo, questo è da dirsi, viene diffuso egregiamente, grazie ai preorders aperti su diversi shops orientali e tedeschi; inoltre, il prezzo decisamente contenuto, l'apertura di un sito web ufficiale, la pubblicazione di ben 500 Limited Editions, che vanno ad affiancarsi alla versione Standard, fanno il resto, rendendo Last Hope quasi un fenomeno di costume, che trova persino posto su importanti riviste inglesi dedicate al retrogaming. Non male, indubbiamente.
Concept primordiale...
last hope - recensione - DC Il concept di fondo, come già espresso, riprende le tematiche immortali di R-Type, calando la navetta di turno, tra l'altro dannatamente somigliante al mezzo base di Arrow Flash (Sega - 1990), in un contesto che è, al contempo, bio-organico e cibernetico: ci si troverà a blastare in claustrofobici anfratti sommersi di acido, evitando sciami di infernali navette assassine e giungendo (con immensa fatica, ve lo garantiamo) al cospetto di un boss sempre dalle spropositate dimensioni, dannatamente disgustoso e dalle offensive oltremodo bastarde. Fin qui, potenzialmente, il titolo dei nostri più perversi sogni. Il sistema di fuoco, invece, si trova a ripescare a piene mani dalle opere del passato, assegnandoci un concept di fuoco già adoperato nelle sopracitate opere Snk-Yumekobo: tramite una veloce pressione del tasto fuoco si produrrà un'offensiva dalla ridotta portata ma più immediata, mentre la pressione prolungata dello stesso elargirà sul nemico di turno un fascio di considerevole dimensione e potenza, propedeutico all'eliminazione di un'intera schiera di navette nemiche, ove disposte per file. A ciò si aggiunge la presenza di un pod ruotabile attorno al nostro mezzo, utile sia nell'offensiva che nella difensiva, da acquisirsi tra un power up e l'altro, e indispensabile nelle più caotiche e congestionate delle circostanze (fondamentale sarà anche assimilarne l'utilizzo, imparando a ruotarlo nella direzione più opportuna e nel momento topico, pena la prematura dipartita). Non è presente, dunque, alcuna dinamica o concept di particolare rilievo, o tecniche atte all'innalzamento dello score complessivo (presenti, invece, in Pulstar o Blazing Star); questo di duole, perchè il dover spendere lunghe sessioni di gioco nell'apprendimento di occulte tattiche offensive avrebbe certamente innalzato la longevità media del gioco, che si assesta pur sempre su livelli considerevoli, ma solo in virtù di una difficoltà spesso psicotica, che ci porrà nella frustrante condizione del dover ripetere dozzine di volte una parte di stage, memorizzando in maniera forse troppo sterile patterns su patterns, e togliendo davvero tanto alle doti tattiche del videogamer temprato da anni di esperienza (fortunatamente, in tal senso, la possibilità di variare livello di difficoltà, accorre in nostro soccorso). Tutto ciò potrebbe anche piacervi, sia chiaro (del resto, la quasi totalità dei titoli usciti a cavallo tra gli anni 80 e 90, inesorabilmente, prediligeva un approccio mnemònico e prettamente tempistico).
Il fascino antico del bidimensionale...
last hope - recensione - DC Tecnicamente, il prodotto sorprende, considerando il suo esser scaturito da un team indipendente: in particolar modo, la versione Dreamcast gode di ottimi effetti di luce, trasparenze, esplosioni e quant'altro debba trovare stabile residenza di un prodotto di siffatta tipologia, seppur legato alla bassa risoluzione mutuata dal lavoro già svolto su Neo Geo. Quel che proprio non ci è riuscito digerire, invero, è l'anonimato stilistico delle navette presenti su schermo, che mal si amalgama con degli scenari invece ben realizzati e, in alcuni frangenti, particolarmente ispirati. Fortunatamente, la schifosa mole del boss di turno tende a distrarre da tali pensieri, permettendoci di apprezzarne, tra una dipartita e l'altra, un design sempre pertinente all'ambientazione appena varcata. Nota di demerito anche per le colorazioni, che spesso non permettono di distinguere chiaramente alcuni elementi del fuoco avversario, che andrà a confondersi tra componenti dello scenario, per poi farci implodere senza alcun preavviso; anche in tal senso, fondamentale sarà un lungo rodaggio, sempre che non giunga prima la frustrazione. Fortunosamente, il sound si mantiene sempre su livelli qualitativi elevatissimi, presentandosi drammatico, cupo, decadente, particolarmente consono alle disperate manovre che ci troveremo ad eseguire, per completare indenni un particolare passaggio o un boss particolarmente ostico.
Un prodotto che saprà farsi apprezzare dai più esaltati sostenitori del blastaggio su scrolling orizzontale, cresciuti con R-Type e relativa progenie idelogica. Già lo stesso primo stage, in tal senso, è rappresentazione pulsante di uno smodato amore per il titolo Irem, e un tributo evidentissimo alla cosmesi dello shoot'em up primordiale. Non sentiamo, però, di consigliarne l'acquisto a tutti coloro che vogliano approcciarsi al genere: R-Type e Blazing Star rimangono inesorabilmente prodotti di tutt'altra caratura, e su Dreamcast v'è lo splendido Border Down che, nonostante le sue ormai elevate quotazioni, ripaga sempre il giocatore grazie a dei concept innovatori e geniali. Last Hope rimane, dunque, un prodotto di nicchia, che saprà soddisfare il palato dell'accanito fruitore, che ormai avrà già consumato qualsiasi altra produzione appartenente al genere.
VOTOGLOBALE6.5

last hope

Disponibile per: DC
last hope - DC
Tipo: ND.
Sito Ufficiale: Link
last hope
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ND.
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