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Prima della Fiera - Speciale

Inviato il 13/06/2010 da Redazione
Los Angeles è una distesa di cemento caldo e maleodorante, una cicatrice densamente popolata sulla costa ovest degli Stati Uniti d'America. E' l'epicentro del capitalismo spicciolo; sovraffollata, inquinata, stracolma di fast-food e drive-in.
Passeggiare per le sue strade significa saltare da un clichè all'altro, ascoltare suoni e nomi di una cultura sovraimposta con cui, volente o nolente, sei cresciuto. Mentre gli adipi dei suoi abitanti, le canottiere lunghe delle gang, le capigliature dei punk, i colori dei Lakers si sciolgono al sole atroce della California.
Sono anni che la giostra dell'Entertainment si ferma proprio qui, e mi scarica di fronte all'ingresso del Convention Center, per una settimana di ordinaria follia. Per un motivo o per l'altro con una delegazione più o meno nutrita, sempre diversa. E mentre i primi giorni servono per sciogliere il ghiaccio, smussando i rapporti con la città e con gli amici, si comincia a delineare il profilo di una trasferta epica, strabordante, esagerata. E non si tratta solo della mole di annunci, dei rumor e delle notizie in anteprima, o delle camminate non autorizzate nei corridoi delle Hall ancora in allestimento. L'E3, con le urgenze dei suoi reportage, con l'emozione delle sue conference, risveglia in tutti noi (noi giornalisti, ma -spero- noi indistinti videogiocatori) una grande passione. Una passione sincera, atavica; viscerale. Quella che ci spinge a scrivere, e che a volte tende ad assottigliarsi per colpa delle logiche di mercato, delle reazioni fuori proposito di utenza e colleghi, di tutte le idiosincrasie della critica videoludica moderna.
Essere qui, pronti ad offrirvi le nostre sincere impressioni, e -perchè no?- a combattere per il primato del coverage più completo (ma sempre senza montarci la testa), vuol dire, almeno per chi scrive, riprendere contatto con l'amore per il videogioco. Un amore lontano, che sopravvive nonostante tutto, e che si amplifica quando lavoriamo in gruppo.
Anche senza essere troppo inclini ai sentimentalismi, e forse proprio perchè Los Angeles mostra al mondo la doppia faccia dell'America (vincente ed obesa, ricca e sociopatica, razzista e poliglotta), ogni E3 è sempre attraversato da questo sentimento dolce e malinconioso. Così, mentre i cartelloni gargantueschi mostrano nuovi protagonisti e nuovi giochi, la vera festa, chiassosa e giubilante, è tutta dentro di noi.

 

Francesco Fossetti
Passeggiando per gli stand si vedono ancora scatoloni pieni di carta da imballaggio, inservienti che urlano negli walkie talkie, martelli, chiodi e un servizio di sicurezza da far invidia agli edifici governativi. Come sarà il 3DS? Sony lancerà la PSP2? Natal sarà davvero una rivoluzione? Dopo qualche anno di relativa calma l'attenzione dell'industry torna sull'hardware, con tutte e tre le case pronte a proporre nuove macchine o periferiche innovative. Inutile dire che l'argomento più chiacchierato del pre -  fiera è proprio l'ultima magia made in Nintendo che, pur con molti dubbi, sembra destinata a catalizzare l'attenzione di buona parte della stampa specializzata. Move e Natal, entrambi già annunciati ma non ancora presentati "ufficialmente" si presteranno invece alla prova del fuoco, con le prime demo davvero giocabili e, forse, qualche gioco retail sullo show floor. Si vocifera anche di una Xbox 360 lite e di un misterioso successore per PSP, ma qui è molto difficile distinguere fra fatti e speculazioni. Sul versante software sono quasi sicuri Uncharted 3 e una versione giocabile di inFamous 2, mentre, a quanto pare, durante la conferenza Sony, vedremo Agent, il blindatissimo progetto Rockstar in esclusiva su Playstation 3. Per quanto riguarda Microsoft paiono sicuri Gears of War III, Fable III e, ovviamente, Halo Reach, mentre rimane il massimo riserbo su eventuali nuove IP o altri seguiti che verranno svelati durante il Media Briefing. Nintendo, invece, sembra non volersi scomporre troppo, il 3DS, idealmente, dovrebbe monopolizzare buona parte della Conferenza, ma su Wii c'è grande attesa anche per il Vitality Sensor e, manco a dirlo, per il nuovo episodio di The Legend of Zelda, atteso sullo Show Floor in forma quasi definitiva per poi arrivare nei negozi durante la Holyday Season.
Insomma, un E3 ricco come pochi altri, dove una generazione ormai matura è pronta a mostrare il meglio, mentre le tre case, con Natal, Move e il 3DS, fanno le prove generali per il futuro.

Nicolò Carboni


Giungere per la prima volta a Los Angeles, per chi l'ha vista e sognata per tanti anni, è un po' come vedere un grande cerchio che si chiude. Del resto crescere con il mito del defunto re dell'Hip Hop Tupac e collezionare per una decina d'anni qualunque cosa che riportasse il nome Lakers scritto sopra, conducono in un'unica direzione: quella calda e assolata della vera capitale della California (sperando che il buon Schwarzy, seduto in qualche palazzo di Sacramento, non ce ne voglia).
A queste già gravi devianze giovanili, va poi aggiunta quella forse più immanente e persistente: quella per i videogiochi, che da sempre si traduce in una spasmodica attesa di nuove release, news ed eventi. Tra questi ultimi, e già avrete capito dove voglio andare a parare, si staglia imponente l'E3, vera notte degli Oscar in campo videoludico per quanto riguarda hype e dimensioni dello spettacolo offerto.
Descrivere il turbinio di emozioni provato e sperimentato passeggiando per la mondana Hollywood o imbattendosi, quasi per caso, nello Staples Center, tempio di Kobe Bryant e dei suoi discepoli, è quanto mai impossibile. Per questo mio primo E3 "Live" insomma, le aspettative sono tante, come tante sono le speranze e le attese che l'accompagnano: il 3DS, una nuova PSP, la 360 Slim, il nuovo Zelda queste sono solo alcune degli argomenti che verranno trattati o meno, ma che in un modo o nell'altro ci faranno parlare molto durante questi intensi tre giorni di esposizione e in seguito, quando torneranno ad alimentarsi rumors più o meno probabili.
La squadra di Everyeye è pronta all'assalto: del resto il nostro unico obbiettivo è scovare per farvi sapere. Non vi resta dunque che accendere il PC, collegarvi al nostro sito e informarvi di tutto quello che accade qui a Los Angeles. Ecco, sì... poi magari il sole e le belle donne californiane, quelle ce le teniamo tutte per noi.

Lorenzo Fazio

E3 2010

E3 2010 - videogioco