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Rez - Recensione

Inviato il da Angelo "Moteuchi_Yota" Baffa
REZ - recensione - DC Il panorama dell'industria videoludica ci insegna come delle nuove figure di spicco nascano dal nulla. Shigeru Miyamoto si trovò a creare Super Mario quasi per caso (nato quale protagonista dell'arcade "Donkey Kong" - 1981), Yuji Naka partorì Sonic The Hedgehog al fine unico di renderlo iconografia "vivente" e indiscussa del 16-bit Sega, Manfred Trenz diede alla luce l'immortale Turrican forte del successo ottenuto in una gara artistica, bandita dalla - al tempo nota - rivista "64'Er". Tristemente, spesso ci si dimentica di come un genio possa esordire senza particolare scalpore, per poi far insinuare le proprie opere nella mente e nei cuori di milioni di persone; altrettanto tristemente, qualche mente geniale resterà esiliata al di fuori della notorietà, seppur apprezzata da chiunque sia in grado di non lasciarsi influenzare dal pensiero comune. In quest'ultima cerchia potrebbe rientrare Tetsuya Mizuguchi: un uomo in grado di espandere verso confini mai solo immaginati il videogaming; lavora prima al progetto Sega Rally Championship, per poi dedicarsi ad opere totalmente innovatrici e illuminate (godendo di grande libertà decisionale all'interno della "United Game Artists", una delle svariate divisioni di Sega), in grado di stravolgere il videogamer ormai sopito, ma sempre bramoso di nuove opere sperimentali.
Un videogioco, ma anche un esperimento...
REZ - recensione - DC Tra queste, oltre al più noto Space Channel 5 (e relativo sequel), immancabilmente si palesa Rez: sviluppato sotto il nome "K-Project", riprende la meccanica basilare di Panzer Dragoon (o, tornando più indietro nel tempo, di Space Harrier), per poi amalgamarla al concetto di "synesthesia" (condizione neurologica che porta alla commistione di due o più sensi, ricavandone piacere), a delle abbondanti dosi di musica elettronica e alle sensazioni provate dallo stesso Mizuguchi nel visionare i dipinti del russo Wassily Kandinsky (probabilmente, nello specifico, alla nota opera "The Great Synthesis" - 1944). Ciò premesso, siamo certi di come siffatte affermazioni possano provocare sgomento, lasciando basito il lettore che mai abbia avuto modo di testare con mano il potenziale infinito di quello che, sin da ora, vogliamo definire una autentica opera d'arte. Detto questo, sarebbe riduttivo definire Rez un "titolo musicale", nonostante certamente il suono si configuri quale colonna portante del prodotto stesso: il sound techno è del tutto pretestuoso, e si plasmerà in base alle nostre azioni, ai nemici presenti su schermo e alla dinamica di fuoco che decideremo di approntare.
Tributo alla realtà virtuale!
Non ci è dato sapere molto sul nostro alter-ego virtuale, ma è ragionevole pensare che sia una sorta di entità anti-virus, intrappolata all'interno di un mondo in wireframe sull'orlo del collasso, infestato da creature (presumibilmente, dei virus) di ogni genere. Le suddette, di conseguenza, dovranno essere lockate tramite un sapiente e intuitivo sistema di puntameno, per poi essere eliminate. Ogni singola azione, sia essa il lock o lo stesso sparo, sarà strettamente legata ad una soluzione sonora, che andrà a sovrapporsi alla base musicale, che sarà quasi nulla ad inizio partita. Ogni singola azione, al contempo, presenterà su schermo esplosioni luminose ed evanescenti, che gradualmente modificheranno il contesto scenografico di riferimento, rendendolo meno cupo ma ugualmente distorto, astratto, del tutto incomprensibile, irragionevole. E ancora: le esplosioni presenti su schermo, gli impatti subiti dal nostro avatar e ogni altra singola operazione si tramuteranno in vibrazioni di varia intensità, che il Puru Puru Pack trasferirà direttamente alle nostre membra, rendendoci consci di come ogni azione abbia un proprio "peso", in game. Così operando, sarà altresì necessario dosare il proprio sparo tenendo a mente come questo, di volta in volta, possa andare ad influenzare la traccia di fondo, a tutto vantaggio di una necessaria tempistica che, altrimenti, verrebbe a mancare. Comprendiamo come ancora vi siano da sedare dubbi, ma è necessario che proviate con mano siffatta esperienza di gioco, perchè altre mille parole non potrebbero spiegar meglio una dinamica e una concettualità tanto criptiche quanto affascinanti. Importante, invece, è esprimere un plauso verso la suddivisione per quadri del gioco: avremo inizialmente modo di affrontare quattro aree, ogniuna rappresentativa di uno stile artistico e architettonico del tutto irripetibile (avremo così modo di vivere, sin dalle viscere, l'arte dell'antico Egitto, stereotipate visioni dell'universo nella sua interezza, rappresentazioni distorte della letteratura di William Gibson - padre ideologico del cyberpunk); oltre alle suddette, sarà sbloccabile una quinta area, raggiungibile solo dopo aver colto una sottile logica che, poco a poco, pulsazione dopo pulsazione, si farà viva nella mente del giocatore di turno (lungi da noi esplicitare qualcosa, in merito).

REZ

Disponibile per: DC | PS2
REZ - DC
Genere: Arcade
Sviluppatore: United Game Artist
REZ
9.5
7.5
7.5
9
20 voti
8,2
ND.
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