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Intervista: Archivio Videoludico - Intervista

Inviato il 22/03/2009 da Fabio "Fabioilpazzo" Canonico
Apre al pubblico il 23 marzo il primo archivio storico italiano dedicato al videogioco. L'Archivio Videoludico avrà sede presso la Cineteca di Bologna. Qui chiunque avrà la possibilità di giocare titoli del passato e del presente sulle console di appartenenza. Nei mesi di marzo ed aprile, per presentare il progetto, presso la cineteca si svolgerà inoltre la rassegna "Cinema che contamina", nella quale verrà analizzato il rapporto tra il grande schermo ed il medium video ludico. Abbiamo scambiato due chiacchiere con l'ideatore del progetto, Andrea Dresseno.
EE: Ciao Andrea, presentati ai lettori di Everyeye.


AD: buongiorno a tutti, sono Andrea Dresseno e sono il responsabile dell'Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna. Mi occupo da anni di critica videoludica e di archivistica, per cui alla fine mi è sembrato naturale unire la mia passione per i videogiochi con quella archivistica, ed ecco il risultato.


EE: come nasce il progetto dell'archivio videoludico?


AD: il progetto nasce prima di tutto dall'interesse per i videogiochi, ma anche dalla consapevolezza che siamo di fronte a un medium che ha ormai una lunga storia alle spalle e che merita quindi di essere conservato e reso disponibile al pubblico di studenti, ricercatori e appassionati. Da qui l'idea di creare un vero e proprio archivio, un luogo fisico che conservi i supporti hardware e software e promuova lo studio e la diffusione culturale del videogioco, ponendo l'accento sulla sua relazione con le altre arti e discipline.


EE: l'idea è nata da te in prima persona ed hai trovato subito qualcuno a darti una mano?


AD: l'idea è nata da me ma ha trovato l'immediato supporto della direttrice della biblioteca, Anna Fiaccarini, e del direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli. La mia collaborazione con la Cineteca era già in corso da anni, nell'ambito del Progetto Chaplin.
Partner principali sono stati sin da subito il Dipartimento di Discipline della Comunicazione, il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna, e AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana). I numerosi publisher italiani hanno poi appoggiato l'iniziativa con molto interesse, ma anche associazioni come AIOMI e Ludica hanno garantito il loro appoggio per tutti gli eventi culturali che seguiranno l'apertura dell'archivio.


EE: ti sei stupito di trovare un supporto cosi forte già da subito? In Italia la concezione di videogioco è, in genere, stereotipata.


AD: certo, forse in Italia la concezione del videogioco è ancora largamente stereotipata, ma negli ultimi anni l'interesse accademico e la consapevolezza culturale del mezzo sono decisamente aumentati. Credo fosse il momento giusto per proporre un progetto simile, forse non sarebbe stato possibile cinque anni fa. Questo supporto così forte, sia in ambito pubblico che privato, dimostra che qualcosa anche in Italia si sta muovendo.


EE: e lo testimonia anche la buona copertura che vi ha dato la stampa generalista!


AD: sì, è un segnale evidente dell'importanza sempre maggiore che il videogioco riveste all'interno dell'opinione pubblica. È importante che da iniziative come queste scaturisca la consapevolezza che il videogioco è un medium sfaccettato e complesso, non solo strumento ludico ma anche di riflessione; un medium che nel panorama culturale della contemporaneità occupa un posto di assoluto rilievo.


EE: torniamo a parlare dell'archivio. Come avete reperito le console ed i videogiochi?


AD: senza il supporto dei publisher sarebbe stato impossibile avere sin dall'apertura più di 800 titoli già consultabili. Gran parte del materiale hardware e software è stato donato proprio da chi questo materiale lo produce e lo pubblica. Ma rilevante è stato anche l'apporto degli appassionati, che hanno già iniziato a donare titoli e piattaforme all'archivio. La Cineteca mette a disposizione spazi e competenze, oltre a puntare ad acquisizioni mirate, ma molto si deve al contributo concreto di publisher e appassionati.


EE: a tal proposito complimenti per aver donato la tua cartuccia di Secret of Mana per SNES, non so quanti appassionati l'avrebbero fatto.


AD: da videogiocatore di lunga data conservo numerose pietre miliari. Alcune sono rimaste nella mia collezione privata, ma in molti altri casi mi son detto: perché non metterle a disposizione del pubblico? Chiamiamola "condivisione etica", oppure pazzia del momento, ma credo sia molto più produttivo consentire a tutti di poter provare con mano la storia del videogioco, piuttosto che tenerla solamente per sé.


EE: discorso assolutamente comprensibile, visto che l'utenza videoludica sta crescendo e magari non tutti hanno avuto la fortuna di giocare certi capolavori.


AD: l'Archivio Videoludico ha proprio questo obiettivo: consentire a tutti, gratuitamente, di toccare con mano questo patrimonio. L'archivio nasce con poco più di 800 titoli, ma crescerà costantemente spaziando tra passato e futuro.


EE: parliamo appunto della promozione dell'archivio e della rassegna "Cinema che contamina".


AD: "Cinema che contamina" è solo la prima rassegna legata all'archivio, e che ne accompagna l'apertura. Cinque film accostati a cinque videogiochi, giocabili in occasione della proiezione. L'archivio punta a dialogare costantemente con le due sale del cinema Lumière, proprio per mettere in luce il rapporto stretto che lega cinema e videogiochi. Ma le proiezioni saranno solo una delle tante attività previste: incontri serali, percorsi didattici per le scuole, convegni. Nei prossimi mesi verranno presentate al pubblico numerosi eventi, volti a mettere in luce, come dicevo prima, la relazione che il videogioco intrattiene non solo col cinema, ma anche con il fumetto, la letteratura, per esempio. L'intermedialità è elemento cardine del progetto, per cui numerose discipline, prima tra tutte la semiotica, saranno chiamate in causa.


EE: indubbiamente la scelta del cinema come mezzo per far conoscere il videogioco è stata felice: al primo evento il pubblico presente era assai vario.


AD: Credo che cinema e videogioco intrattengano una relazione privilegiata. E credo che unire questi due mondi attraverso lo spazio contiguo della sala e delle postazioni di gioco possa essere uno dei tanti modi per avvicinare ancor più il pubblico a queste due forme espressive.


EE: come avete affrontato la scelta dei film e delle tematiche da trattare?

AD: ci siamo posti una domanda: escludendo i tipici adattamenti cinema/videogioco, esistono film che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia videoludica? Film che abbiano ispirato iconograficamente determinati videogiochi? Una prima risposta, secondo noi, sta nei cinque accostamenti proposti: Blade Runner/BioShock, La notte dei morti viventi/Dead Rising, Alien/Dead Space, La principessa Mononoke/Shadow of the Colossus, Dr. Stranamore/Fallout 3.


EE: un accostamento di temi ed atmosfere quindi.


AD: sì, esatto.


EE: la rassegna durerà per tutto il mese di aprile. Ci hai parlato di altri progetti, ce n'è uno sul quale puoi darci qualche anticipazione?


AD: la rassegna durerà per tutto il mese di aprile, ma lascerà spazio a una seconda rassegna già in corso di pianificazione. Per quanto riguarda altri progetti, vi consiglio di tenere d'occhio il sito della Cineteca di Bologna e la sezione dedicata all'Archivio Videoludico.


EE: lo faremo senz'altro. Ti ringraziamo per la piacevole chiacchierata e per il lavoro che stai facendo: collocare il videogioco nella sua giusta dimensione di medium contemporaneo.


AD: grazie a voi e ai vostri lettori! Anche se non figurano tra i partner, gli appassionati sono una risorsa preziosa e vitale di questo progetto.
Per chi volesse recarsi personalmente all'archivio, ecco qua indirizzo e numeri utili per raggiungerlo:
Cineteca di Bologna
Via Azzo Gardino, 65/b - 40122 Bologna
tel: (+39) 0512195328
fax: (+39) 0512194821
Non dimenticate inoltre di visitare il sito internet per maggiori informazioni!

Archivio Videoludico

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