STRAFE Oggi alle ore 17:00

Giochiamo in diretta con Strafe, FPS dallo stile retrò.

AESVI: Alto potenziale di crescita per i videogiochi made in Italy

di

È uno scenario di sviluppo caratterizzato da tassi di crescita e da prospettive interessanti, quello delineato oggi nel corso del Games Forum 2012, che ospita un dibattito sulle prospettive del settore del Game Development in Italia, alla luce dei risultati del "Primo censimento dei Game Developer italiani", commissionato da AESVI al Centro ASK dell'Università Bocconi, e nel quadro del recente dibattito politico istituzionale legato all'Agenda Digitale.

Giunto alla quarta edizione, il Games Forum è un appuntamento promosso da AESVI insieme all'On. Antonio Palmieri, membro della Commissione Cultura, Scienze ed Istruzione della Camera dei Deputati, nato con l'obiettivo di creare un momento privilegiato di dialogo tra l'industria dei videogiochi, le istituzioni e gli stakeholder su tematiche di interesse economico, sociale, culturale ed educativo.
L'edizione di quest'anno, moderata dal giornalista Enrico Pagliarini, ha visto protagonisti, tra gli altri, alcuni ospiti illustri come l'On. Antonio Tajani - Vice Presidente della Commissione Europea, Responsabile Industria e Imprenditoria, l'On. Maurizio Lupi - Vice Presidente della Camera dei Deputati, l'On. Raffaello Vignali - Vice Presidente della Commissione Attività Produttive delle Camera dei Deputati, l'On. Paolo Gentiloni - Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, la Sen. Marilena Adamo - Commissione Politiche dell'Unione Europea, Senato della Repubblica, Giuseppe Tripoli - Garante delle Pmi, Ministero dello Sviluppo Economico, e Massimo Vari - Sottosegretario allo Sviluppo Economico.
Il"Primo censimento dei Game Developer italiani", presentato nel corso dell'evento, è stato sviluppato con l'obiettivo di delineare lo stato dell'arte del Game Development in Italia e di far emergere una riflessione sulle possibili azioni a supporto della crescita imprenditoriale e professionale del settore videoludico. Un settore che oggi registra un valore tra i 57 e i 65 miliardi di euro nel mondo con un tasso medio annuo di crescita dell'11,4% tra il 2006 e il 2011 e che si stima possa registrare una crescita annua del 6,4% nel  triennio 2012-2015.
Lo studio evidenzia uno scenario dinamico e in forte crescita, seppur ancora nella sua fase iniziale di sviluppo, caratterizzato da un incremento del 62% del numero di imprese operanti nell'ultimo triennio, oggi 72, 48 delle quali sono realtà consolidate presenti sul mercato da oltre 8 anni. L'attività di Game Development nel nostro Paese si concentra prevalentemente su piattaforme mobile (37%) e su PC (24%). In Italia si lavora in maniera trasversale su tutti i processi fondamentali dello sviluppo di un gioco (es. grafica, programmazione, sceneggiatura, game design), ma il 65% delle aziende intervistate svolge anche attività diverse dalla produzione di videogames per i consumatori finali. Oltre il 50% realizza progetti B2B per gaming finalizzato ad attività di marketing e comunicazione, e il 43% finalizzato ad attività di formazione.
La giovane età degli imprenditori del settore (oltre il 30% è sotto i 30 anni) e i profili formativi, principalmente legati alla scuola superiore con profilo scientifico-tecnico, ne sottolineano ulteriormente la connotazione fortemente innovativa, così come il ruolo di particolare importanza rivestito dai Network e dalle Smart Communities, utilizzati come principale fonte di aggiornamento sui trend di mercato, canale di condivisione di know -how e il lancio di progetti e collaborazioni con altri Game Developer.
Snellimento della burocrazia, sviluppo del mercato del lavoro, fondi e finanziamenti pubblici, disponibilità  di infrastrutture e banda larga e legittimazione della cultura del gaming sono nell'ordine, le priorità individuate dagli sviluppatori italiani per dare al settore l'opportunità di crescere, priorità peraltro tendenzialmente coincidenti con le politiche attuate nei Sistemi Paese di riferimento del Game Development a livello internazionale (es. Canada, Svezia, Irlanda, Finlandia). Allo stato attuale in Italia il 90% delle aziende si finanzia autonomamente mentre risulta ancora ridotto il ruolo di istituzioni pubbliche, fundraising e venture capital.
"L'auspicio della nostra Associazione è che anche in Italia, come in altri paesi, si possa dar vita ad un piano programmatico di collaborazione con le istituzioni per far emergere i videogiochi made in Italy nello scenario competitivo internazionale" - ha dichiarato Andrea Persegati, Presidente AESVI - "Un primo importante segnale di apertura è arrivato dal disegno di legge sull'agenda digitale Palmieri/Gentiloni, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, che ha introdotto una serie di misure di sostegno finanziario a favore delle imprese video ludiche italiane. Ci auguriamo che questa proposta sia approvata all'esito dell'iter di approvazione parlamentare e che sia solo il primo passo per impostare una strategia di posizionamento dell'Italia nel mercato internazionale del gaming condivisa tra industria e istituzioni".
"Non solo è possibile, ma è anche doveroso costruire una via italiana al videogioco perché solo in questo modo possiamo mettere a frutto i talenti riconosciuti degli italiani, come la creatività, la fantasia, l'amore per il bello e la capacità di inventare. Per questo ho voluto inserire e ho difeso con forza nella mia proposta di legge sull'agenda digitale l'introduzione di misure di defiscalizzazione degli utili investiti a favore delle imprese videoludiche italiane" - ha commentato l'On. Antonio Palmieri, co-promotore del Games Forum insieme ad AESVI - "Soprattutto in un momento difficile come questo pensare di favorire la nascita di nuove imprese italiane che operino nel settore videoludico e siano capaci di creare posti di lavoro destinati a durare nel tempo è una via da percorrere da parte delle istituzioni ad ogni livello, ovviamente in accordo con le aziende e con chi le rappresenta".