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Blizzard accetta l'anonimato dei giocatori

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In una recente intervista, Greg Canessa il project director di Battle.net ha dichiarato che Blizzard, pur rimanendo sorpresa della reazione dei giocatori, ha capito le motivazioni dietro alle proteste sul progetto "Real ID". Il nuovo sistema prevedeva l'utilizzo di nomi e cognomi reali sulle bacheche dei giochi come StarCraft II e World of WarCraft, ma fin da subito l'idea fu accolta negativamente dalla community, tanto da costringere Blizzard a fare un passo indietro. Secondo Canessa, questo è un atteggiamento negativo da parte dei giocatori, pronti a condividere molte informazioni private su diversi social network, ma che vogliono rimanere nell'anonimato per quanto riguarda i videogiochi.
"E' un fenomeno sociologico davvero interessante. Credo che nascondersi dietro l'anonimato e costruirsi magari una realtà alternativa sia un aspetto fondamentale per i giocatori. Il nostro progetto era avvicinare gli utenti tra di loro e rendere l'esperienza di gioco una parte integrante della vita reale. Ma siamo sempre disposti ad ascoltare le richieste dei nostri giocatori: il Real ID era solo un aspetto secondario del business di Blizzard.".