Gogogic:"I titoli single-player hanno bisogno di offrire qualcosa di veramente attraente, altrimenti sono poco più che espedienti"

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In un'intervista con A List Daily, Jonas Antonsson, CEO di Gogogic, studio indipendente di videogame con sede a Reykjavik, in Islanda, ha detto che i giochi vengono creati per essere giocati con altre persone e progettati come tali sin dall'inizio:"La meccanica dei giochi single-player è un trucco, questi infatti, sono realizzati per essere giocati con altre persone e non importa se online o dal vivo. I primi videogame sono stati progettati come esperienze multiplayer, ma quando nacquero titoli del genere per computer e console ci fu bisogno di realizzare un antagonista e/o protagonista per puri scopi commerciali. Non si poteva dipendere dall'unione delle persone per ottenere una particolare esperienza sincrona di un determinato gioco. Sarebbero state soffocate le vendite. E dal momento che all'epoca non si potevano connettere le persone in maniera così semplice come oggi, nacquero gli arcade".

Antonsson poi continua:"Un gioco è un'attività multiplayer e possiamo capirlo quando guardiamo i bambini che s'inventano degli amici immaginari con cui divertirsi, con cui parlare e interagire. Ma ora che siamo in grado di connettere le persone in maniera semplice, la necessità di giochi single-player è calata sensibilmente. Ci sono molte storie e trame a disposizione e siamo ritornati di nuovo a costruire esperienze multiplayer in linea con quella che è la vera essenza dei giochi". Antonsson comunque, ha chiarito che ciò non significa che non ci sarà più spazio per "i grandi titoli single-player", citando DayZ, Dark Souls e "altri giochi che ti fanno sudare e maledire ogni paio di minuti. Di sicuro questi titoli devono essere molto attraenti e in grado di soddisfare un pubblico hardcore".FONTE: VG247