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Ian Livingstone: i giocatori vorranno sempre esperienze hardcore e single player

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Il mercato videoludico evolve, cambia e cerca nuovi orizzonti da colonizzare. In questo stato di cose avranno ancora spazio le care vecchie avventure single player? Ian Livingstone, in quanto presidente di Eidos, ora Square Enix Europe, è di certo un uomo informato sui fatti. Intervistato da MCV Pacific, Livingstone delinea come l'avanzare delle nuove frontiere del gaming non costituisca necessariamente una minaccia per le produzioni di stampo più classico.

" I giocatori vorranno sempre delle esperienze single-player. L'industria va diversificandosi e stanno nascendo nuovi modi di acquisto e fruizione dei videogiochi, penso ai titoli improntati all'online, ai free to play, alle esperienze in mobilità. Ma questi due approcci, l'uno più classico e l'altro più recente, non sono necessariamente contrastanti, e il mezzo videoludico potrà offrire servizi dell'uno e dell'altro tipo ancora per molto tempo.  
Un gioco come Tomb Raider è storicamente una esperienza single player dal forte impatto grafico, e questo tipo di prodotto non scomparirà dal giorno alla notte. E' senz'altro vero che nell'area digitale sta emergendo una nuove figura di videogiocatore, il casual gamer (e forse più che debuttare sta più che altro prendendo il sopravvento), ma i giocatori che sanno quello che vogliono continueranno ad esserci e vorranno che si continui a lavorare per loro. "

Livingstone è anche confidente nel futuro anche delle stesse console: rimanendo intatta negli anni a venire l'esperienza videoludica "hardcore", essa continuerà ad aver bisogno di una "casa" che assicuri la potenza di calcolo necessaria a configurare il tipo di gioco in questione.
" Bisogna sempre creare un gioco che sia rilevante in riferimento alla piattaforma per cui è pensato. Quindi una avventura di Lara che sia interattiva e graficamente appagante sarà inevitabilmente diversa da quella che sarebbe concepibile per un dispositivo mobile, un po' come decidere tra l'andare a vedere un bel film al cinema oppure limitarsi a guardarlo su YouTube. "
L'uomo Eidos vede insomma un futuro per i giochi che non siano per forza improntanti all'estremizzazione del multiplayer online, al sicuro dai nuovi modelli di business e dall'impero delle nuove piattaforme mobili, aventi un target di riferimento differente da quello delle console classicamente intese.
FONTE: IGN
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