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La class-action contro Sony per l'attacco hacker del PSN nel 2011 è stata ampiamente respinta

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Un giudice federale ha respinto le accuse mosse contro Sony da parte di una class action dopo l'attacco hacker del PlayStation Network avvenuto nel 2011, che ha compromesso i dati personali di migliaia di utenti. Come riporta Courthouse News, il giudice distrettuale  Anthony Battaglia ha respinto le accuse di negligenza, e arricchimento senza causa da parte di Sony. Il giudice Battaglia ha inoltre scagionato Sony sulla presunta violazione delle leggi a tutela dei consumatori della California "perché nessuno dei ricorrenti era abbonato a servizi premium su PSN, e successivamente ha ricevuto questi servizi gratuitamente."

Cade anche la richiesta di una sanzione perché "I querelanti ammettono che le informazioni personali sono state rubate a seguito di una intrusione criminale del Network di Sony. Questi tuttavia non sostengono che Sony fosse in qualche modo coinvolta direttamente nella violazione dei dati."
Inoltre, sebbene Sony sia stata accusata di non aver informato gli utenti sulla qualità delle sue protezioni, Battaglia ha osservato che tutti gli utenti PSN hanno firmato un contratto sulla politica della privacy, in cui "con un linguaggio chiaro venivano avvisati che la sicurezza di Sony non era perfetta", quindi "nessun consumatore poteva essere ingannato".
Battaglia ha dato ai sottoscriventi della class action di modificare le loro richieste per un provvedimento ingiuntivo sulla violazione dei diritti dei consumatori.
FONTE: courthousenews.com