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[Aggiornata] Satoru Iwata è morto, l'industria saluta e rende omaggio al presidente di Nintendo

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Con un breve comunicato stampa, Nintendo of Japan ha annunciato la prematura scomparsa di Satoru Iwata: il presidente della compagnia è morto l'11 luglio all'età di 55 anni a causa di una neoplasia al sistema biliare.

Dopo l'operazione che lo ha costretto a restare lontano dalle scene per diversi mesi durante lo scorso anno, Iwata aveva ripreso a lavorare con passione, continuando anche a presentare gli eventi Direct. Presidente di Nintendo dal 2002, il suo posto sarà preso temporaneamente da Shigeru Miyamoto e Genyo Takeda, i due porteranno avanti la società fino alla nomina di un nuovo responsabile.

Tante le personalità dell'industria che hanno voluto omaggiare e ringraziare Satoru: da Shuhei Yoshida a Adam Boyes, passando per Phil Spencer, Major Nelson, Hideki Kamiya, Neil Druckmann e Andrea Pessino. Da parte nostra, ci uniamo al dolore per la perdita di una persona amata e stimata, che con le sue idee ha scritto pagine importanti e indelebili nel mondo dei videogiochi.

Aggiornamento ore 11:39 - In segno di cordoglio per la morte di Satoru Iwata, Nintendo of America ha annunciato che oggi non pubblicherà notizie sui suoi canali social.

Aggiornamento ore 20:22 - Riportiamo di seguito alcuni dei numerosi messaggi di cordoglio lasciati da parte dei veterani del settore videoludico che hanno voluto così ricordare Satoru Iwata:

  • Reggie Fils-Aime (Nintendo of America): "Mr. Iwata non c'è più, ma ci vorranno ancora molti anni per poter apprezzare interamente interamente l'impatto della sua personalità nell'industria videoludica. È stato un grande dirigente per la nostra compagnia e tutti noi riconoscevamo le sue grandi doti: intelligenza, creatività, curiosità e senso dell'umorismo. Ma per coloro che come noi hanno avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con lui, ciò che resterà impresso nella nostra memoria saranno la sua guida e, soprattutto, la sua amicizia. Era un uomo meraviglioso. Ci ha sempre spronato a dare di più, a provare cose nuove, a uscire dagli schemi, e soprattutto a coinvolgere, entusiasmare e farci amare dai nostri fan. Questo lavoro non finirà mai."
  • Shuhei Yoshida (SCE Worldwide Studios): "Ho sempre ammirato il modo semplice e diretto con il quale si esprimeva riguardo ai videogiochi durante i Nintendo Direct. Era una fonte di ispirazione in quanto leader di una delle compagnie più influenti nell'industria videoludica. Non si limitava solo a sviluppare videogiochi, ma era lui stesso un giocatore. Ho avuto l'opportunità di scambiare delle parole con lui in occasione di alcuni eventi internazionali ed è sempre stato amichevole e gentile. Ho sempre sperato di poter avere uno scambio di idee diretto con lui, sia sull'industria che sui titoli che giochiamo. Ho sempre rispettato i videogame di Nintendo, per la loro accessibilità e semplicità che li rende divertenti e godibili per tutti, e comprendo che Iwata-san era una delle figure chiave che contribuiva a mantenere alto lo standard qualitativo che caratterizzava la sua compagnia. Che riposi in pace. Grazie per tutto questo impegno che ha reso migliore l'industria videoludica."
  • Phil Spencer (Microsoft Xbox): "In tutta onestà, non ero un giocatore di titoli Nintendo. Sono cresciuto giocando su Atari 2600 e PC. Quando sono entrato a far parte dell'industria videoludica, quando mi sono reso conto di cosa significasse sviluppare videogiochi, ho compreso quanto Nintendo fosse speciale. Iwata-san ne è stato Presidente sin da quando sono entrato a far parte di Xbox e, credo di ricordare che fosse durante la GDC del 2005 che lui affermò: 'Sul mio biglietto da visita, il presidente di una compagnia. Nella mia mente, sono uno sviluppatore di videogiochi. Ma nel mio cuore, sono un videogiocatore'. Penso a queste parole tutti i giorni. Nintendo ha creato una propria visione di eccellenza, longevità e fiducia. Tutte le volte in cui ho incontrato Iwata, mi sono confrontato con un uomo che credeva nei motivi per i quali venivano prodotti titoli e piattaforme Nintendo. Sono convinto che ciò nasceva dal fatto che era lui stesso un giocatore."