Sony vuole espandere in Giappone il mercato videoludico indipendente

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Nonostante personaggi del calibro di Yu Suzuki, Keiji Inafune e Koji Igarashi abbiano scelto di lasciare i propri grandi publisher per intraprendere la strada dei piccoli sviluppatori indipendenti, il mercato videoludico indie non è largamente diffuso in Giappone, o almeno non raggiunge i numeri a cui siamo abituati in Occidente.

A tal proposito, durante il BitSummit di Kyoto, Shuhei Yoshida ha manifestato l'intenzione di Sony di espandere il mercato indipendente nel paese del Sol Levante. Per fare questo la società nipponica intende agire su tre punti fondamentali.

Pubblicando ogni settimana i grandi titoli indie occidentali, la compagnia vuole spingere i giocatori giapponesi (restii ad utilizzare il modello digitale) a scaricare i titoli dal PlayStation Store.

Aiutare gli sviluppatori nipponici a pubblicare i propri giochi anche in Occidente. Secondo il presidente di Sony Worldwide Studios ci sono tantissimi giocatori occidentali che sono cresciuti con i giochi giapponesi e che sarebbero lieti di veder tornare in azione i brand storici sviluppati in Oriente. I lavori su questo punto sono già cominciati: basti pensare alla conferenza E3 del colosso nipponico che ha ospitato gli annunci di Final Fantasy 7 e Shenmue 3.

Spingere gli sviluppatori giapponesi a lavorare alla realtà virtuale con contenuti che solo loro sanno realizzare. Gli utenti nipponici sono abituati all'idea di giocare con personaggi della realtà virtuale o idol, mentre questo in Occidente è considerato da molti imbarazzante.