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Un ex-editore si pronuncia sul mondo del giornalismo videoludico

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Un ex-editore si è pronunciato sulla situazione del giornalismo videoludico, facendo luce su alcuni modi di agire delle varie aziende, dagli sviluppatori ai giornalisti.
Per ovvie ragioni, l'editore ha chiesto di rimanere anonimo, di seguito potete leggere parte delle sue affermazioni.

Come è ben risaputo, gli editori cercano sempre di manipolare anteprime e le recensioni dei loro giochi.

Sono stata una di quelle persone, facendo tutto il possibile per ottenere la copertina delle varie riviste, anteprime estese e voto più alto possibile per i nostri giochi.

Il "boss" che si occupava della pubblicazione mi vietava di distribuire pre-release o altro, a determinate riviste a causa del trattamento sfavorevole che avevano riservato ai nostri giochi in precedenza.

OK, già sento le varie critiche dei lettori, ma in realtà la strategia degli editori ha senso in alcuni casi. A volte gli sforzi per controllare le informazioni su un gioco provengono dai maggiori hardcore gamers: gli sviluppatori.

E' necessario ricordare che lo sviluppo di un gioco coinvolge decine, se non centinaia di persone.

E' facile capire che lo sviluppatore deve combattere il più possibile per promuovere il proprio gioco. Questo non vuol dire un brutto gioco deve ottenere un pass gratuito per la promozione, ma ad ognuno deve essere data una giusta valutazione, con le considerazioni fatte sul mercato di riferimento e il prezzo.

Ciò che molti giocatori non capisco è che i giornalisti spesso sono anche pigri. Diciamo che se hanno un gioco che richiede 30 ore per essere completato, il recensore gioca al massimo per le prime due ore per poi rifilargli un voto mediocre basato sul giudizio dei primi livelli, solo perché magari ha altri 10 giochi da recensire.

Succede anche che i giornalisti giudichino in malo modo le versione pre-release non tenendo conto che queste sono in "Work in progress". Altro problema è  quando un editore di un sito web fa recensire un racing game ad un fanatico degli FPS.

Molti infine guardano tutte le altre recensioni online di un gioco e gli danno un voto senza manco averlo provato, decidendo in poche parole di "seguire la folla".

I bravi giornalisti non fanno nessuna di queste cose, ma a dire la verità, non ci sono molti bravi giornalisti in questo campo.

Con questi presupposti, non è lecito fare di tutto per evitare che il tuo gioco venga giudicato ingiustamente in maniera negativa? Le parole dei giornalista spesse volte fanno la differenza dal punto di vista del successo di un gioco.

Il fatto è che i giornalisti spesso non conoscono i processi di sviluppo dei giochi. Danno consigli senza sapere se alcune cose sono realmente fattibili o meno.

La gente chiede sempre un "vero" giornalismo. Questo significa fare un'analisi ragionata sui giochi ed avere delle reali conoscenze in campo di sviluppo per poter essere il più obiettivi possibile.