World of Warcraft Legion: guida al dungeon Eye of Azshara

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Tempo di novità per il famoso mmorpg targato Blizzard: dallo scorso 30 agosto sono arrivati numerosi cambiamenti ad Azeroth in seguito al rilascio della nuova espansione World of Warcraft: Legion.

Come indica il nome stesso, il corposo aggiornamento introduce nel continente i più famosi nemici sia dell’Alleanza che dell’Orda, i micidiali demoni della Legione Infuocata. La tomba di Sargeras, il Titano Oscuro, è stata riaperta e i suoi servi sono a piede libero nel mondo di gioco: toccherà a voi arginare la loro forza devastante prima che riducano tutto ad un cumulo di rovine.

Tra le tante novità introdotte spiccano dungeon inediti e molto pericolosi: su tutti, sicuramente il più problematico è l’Occhio di Azshara. Con questa guida vi forniremo tutti le informazioni necessarie per prepararvi adeguatamente alla sfida contro i temibili nemici che lo infestano!

Preparatevi alla sfida
L’Occhio di Azshara è il dungeon che conclude la sequenza di missioni pricipali ad Azsuna, capace di ricompensarvi con uno dei più importanti Pilastri della Creazione se avrete completato anche le precedenti quest. È accessibile nella Modalità Normale dal livello 98 in poi, e a modalità Eroica/Mitica/Mitica+ per I giocatori che possiedono oggetti di livello appropriato o gruppi di gioco pronti allo scontro. Vi suggeriremo come orientarvi al meglio nel dungeon, fornendovi consigli e strategie per aiutarvi a fare fuori ogni singolo boss.

Potete attendere fino a completare la serie di missioni principali ad Azsuna prima di recarvi nel dungeon, dal momento che assieme al Pilastro della Creazione vi fornirà anche oggetti di alto livello per il completamento delle quest. Considerate che l’Occhio di Azshara è un luogo pensato per i giocatori a partire dal livello 98, con un sacco di nemici che non possono essere semplicemente aggirati e capaci di fornire moltissimi punti esperienza. Dal momento che il dungeon è anche sede di più quest del mondo di gioco, è altamente probabile che vi tornerete più volte nel corso delle vostre sessioni.

L’Occhio di Azshara contiene un gran numero di nemici da combattere, ed è raccomandabile da parte del Vostro gruppo di gioco cercare di evitarli il più possibile, altrimenti ripulire l’intera area vi richiederà davvero molto tempo. Cercheremo di indicarvi, dove possibile, il sentiero migliore da eseguire, ma nella grande maggioranza dei casi il consiglio è semplicemente quello di non entrare in conflitto ogniqualvolta vi sembra che sia possibile. Non cercate tuttavia di tagliare il percorso attraverso il grande corso d’acqua al centro del dungeon: il tentativo si rivelerà fatale fino a quando non avrete sbloccato il boss finale. La buona notizia è che i nemici comuni non sono poi così difficili da affrontare. La maggior parte di essi consiste in Umanoidi, Bestie o Elementali, con alcuni Giganti che faranno la loro apparizione verso la conclusione. Il dungeon presenta quattro boss disposti sulla mappa di gioco seguendo uno schema romboidale. Sconfiggendoli tutti e quattro sbloccherete un quindo boss al centro del rombo. L’ordine in cui affronterete i boss è molto flessibile, ma a nostro parere la soluzione più economica è anche quella più ovvia: iniziare dal Signore della Guerra Parjesh sul lato inferiore per poi muoversi in senso antiorario a partire dal suo cadavere.

A mano a mano che sconfiggerete I boss, inizieranno a comparire sempre più frequentemente determinati pericoli ambientali atti ad incrementare la difficoltà, come saette e vento. Questi fenomeni si verificheranno nell’intero dungeon, e bisogna tenerli ben presenti prima di iniziare uno scontro con i nemici lungo il cammino o i boss.

Il Signore della Guerra Parjesh
Il percorso fino a Parjesh, il primo dei Quattro boss, è infestato di nemici e vi raccomandiamo di evitarli finchè è possibile, camminando rasenti ai muri sulla sinistra appena entrati nel dungeon. Cercate di non allontanarvi troppo da essi. Se per qualche ragione ciò non risulta possibile e dovete passare attraverso i nemici per raggiungere il boss, la cosa più importante da tenere presente per ogni classe di gioco che andrete ad utilizzare è interrompere o bloccare gli Hatecoil Stormweavers e gli Hatecoil Oracles, per quanto è possibile. La loro magia infligge un sacco di danni, e sono in grado di curarsi prolungando la battaglia a vostro svantaggio.

Il Signore della Guerra in sé non è un boss eccessivamente difficile da affrontare, si tratta di una classica battaglia “schivare e colpire”, tenendo presente che al di sotto del 30% della salute diventa molto più pericoloso. La sua abilità a quel punto non cambia, ed è un ottimo momento per colpirlo sfruttando i buff temporali di cui disponete. Periodicamente il nemico evocherà dei rinforzi, le cui magie possono curare il loro capo o infliggere danni all’intero party, situazione che ovviamente per quanto possibile dovete cercare di evitare.

Parjesh inoltre punterà casualmente su uno dei giocatori, mirando ad esso con la sua Impaling Spear, un attacco prolungato nel tempo capace di infliggere davvero molti danni. Non colpirà necessariamente il giocatore selezionato, ma il primo bersaglio che troverà sulla propria traettoria. La direzione del lancio sarà identificabile poco prima che la lancia venga scagliata, da una freccia rossa alla base del boss. Ogni 30 secondi di gioco caricherà prendendo la riconcorsa, senza selezionare un vero e proprio bersaglio.

Il giocatore tanker del gruppo dovrebbe essere sufficientemente in grado di distrarre il boss tenendolo lontano dal party, in modo tale da rendere la sua carica meno pericolosa per il resto dei giocatori. E, naturalmente, deve restare assolutamente lontano dalla traettoria dell’Impaling Spear ogni volta che Parjesh sta per lanciare il temibile attacco.

Lady Hatecoil
I nemici lungo il percorso che porta da Lady Hatecoil sono più semplici da combattere e anche da evitare rispetto ai precedenti. Ad ogni modo, sarà comunque necessario eliminare almeno due Hatecoil Arcanists per sbloccare il boss. Questi ultimi restano fermi lungo il percorso e potrebbero essere accompagnati o meno da altri nemici. Non possiedono abilità pericolose, a differenza dell’Hatecoil Wavebinder, per il quale conviene prepararsi al suo utilizzo di scudi difensivi. Conviene che sia un giocatore capace di infliggere seri danni ad occuparsene, senza aspettare che un mago rimuova gli scudi. Rimuoverli infatti porterà il Wavebinder a guadagnare immediatamente un incremento dei danni del 100%.

Sconfiggere Lady Hatecoil richiede precisione e velocità. Il problema maggiore consiste nelle sue due abilità che continuerà ad alternare ciclicamente: Static Nova, che infligge seri danni oltre a lanciare i giocatori nell’acqua della sua arena, e Focused Lightning, che arreca danno a un giocatore selezionato dal boss. La tattica vincente è affrontarla mentre si resta nell’acqua, vicino ad una duna di sabbia (ma non troppo), spostandosi rapidamente quando il boss vi si accanisce. Questo eviterà di ricevere una buona quantità di danni da Focused Lightning. Quando inizierà a preparare Static Nova, invece, tutti i giocatori dovranno correre verso la duna vicina, per evitare il colpo (impiega circa quattro secondi a caricarlo). Non appena smette di eseguire l’attacco, tutto il party può tornare in posizione.

Compariranno a intervalli di tempo fissi dei piccoli nemici chiamati Saltsea Globule: il tanker può tenerli occupati mentre gli altri giocatori li eliminano. Quando stanno per morire, questi mostriciattoli si illumineranno danneggiando i giocatori vicini. Ma la cosa più grave non è certo questa: rallenteranno anche i giocatori colpiti del 20% per i prossimi 6 secondi. Tenetelo ben presente, perché il prossimo colpo Static Nova potrebbe colpirvi molto più facilmente. Da ultimo, il boss lancerà anche Curse of the Witch su un giocatore casual (o su più giocatori). È una magia che lascia completamente indifesi per ben 12 secondi e può pertanto arrecare danno a qualsiasi strategia di gioco.

Serpentrix
Questo è uno dei rarissimi casi in cui sarete costretti ad eliminare ogni singolo nemici che si trovi nei pressi del boss, prima di sfidarlo. La fase di battaglia è infatti tutta giocata sul movimento ed è molto spiacevole essere uccisi non dal boss, ma da un nemico insignificante che avete lasciato in vita. Per la maggior parte si tratta di bestie senza abilità particolari, e sono semplici da eliminare soprattutto singolarmente.

Serpentrix richiede una battaglia giocata dal party in tre fasi distinte. Durante la prima fare, i giocatori affronteranno Serpentrix stesso. La seconda fase inizia quando il boss raggiunge il 66% della salute, scomparirà e riapparirà in una posizione casuale dell’arena, accompagnato da altri due nemici simili ma leggermente più piccoli, capaci di lanciare magie. E accadrà ancora una volta, quando il boss raggiungerà il 33% della sua salute. Durante lo scontro, Serpentrix potrà contare su due attacchi magici, Poison Spit e Toxic Wound. Il primo periodicamente colpirà due aree del suolo, e riflessi pronti saranno l’unico modo per evitarlo. Toxic Wound invece colpirà un giocatore che per un certo lasso di tempo causerà danni al suolo. In questo caso, il giocatore dovrà correre il più lontano possibile dagli altri, e il più velocemente possibile, fermandosi in un luogo sicuro.

Il tanker dovrà sempre trovarsi davanti Serpentrix per limitarne i danni, altrimenti il boss inizierà ad utilizzare Poison Spit in modo molto più pericoloso e veloce, rendendo i movimenti impossibili e annientando il party. I giocatori incaricati di causare danno, invece, dovranno lanciarsi sui nemici non appena compariranno nell’arena, ed eliminarli il più velocemente possibile. I danni inflitti saranno trasferiti anche al boss.

Re Deepbeard
Il percorso fino a Re Deepbeard non è particolarmente problematico in sè: il rischio di essere sconfitti arriva solo nel caso in cui più gruppi di nemici dovessero attaccarvi contemporaneamente. È consigliabile per i party ancora inesperti di eliminare un gruppo alla volta piuttosto che evitarli: in caso di insuccesso vi ritroverete mezzo dungeon all’inseguimento. Il boss si trova oltre una caverna, ad est rispetto a dove avete già affrontato Serpentrix. Attenzione in particolare quando dovrete affrontare i giganti marini, gli Skrogs, dal momento che la maggior parte delle loro abilità infligge danno pesante all’intero party. Combattendo contro questi nemici è importante focalizzarsi su uno di essi alla volta, dando la priorità agli Skrog Wave Crashes, dato che i loro attacchi diventano sempre più potenti se usati progressivamente.

Re Deepbeard possiede tre abilità degne di nota. Ground Slam è un attacco che richiede 2 secondi e mezzo di preparazione e infligge un danno consistente contro l’area centrale in cui si posiziona il tank. Terremoto infligge danno a tutti i membri del gruppo, soprattutto ai giocatori più vicini. Gaseous Bubbles è uno scudo che protegge due giocatori casuali assorbendo parecchi danni per 20 secondi. Tuttavia se è ancora attivo al termine dei 20 secondi, infliggerà un danno enorme e potenzialmente potrebbe spazzare via il party. Per vincere la battaglia bisogna prestare attenzione al modo in cui queste meccaniche possono interagire tra loro. Per minimizzare il danno di Terremoto, tutti i giocatori devono separarsi. Inoltre, il tank deve a sua volta spostarsi dall’area influenzata da Ground Slam, dal momento che il colpo può rivelarsi fatale anche per lui. Non appena Terremoto termina il suo effetto, i giocatori con Gaseous Bubble devono trovare l’area influenzata dal danno di Aftershock e rimanervi, assorbendo il danno ed eliminando così lo scudo prima che esploda coinvolgendo l’intero party. Strategia interessante, non trovate?

Wrath of Azshara
Una volta eliminate uno per uno i quattro boss, gli evocatori nello specchio d’acqua centrale del dungeon perderanno i propri scudi, diventando vulnerabili. Eliminateli, sbloccando così il boss finale su una piccola isola. Da questo momento l’area sarà periodicamente colpita da onde capaci di arrecare danno ad ogni giocatore durante il cammino. Si muovono molto lentamente e devono essere evitate sia durante gli scontri con i nemici lungo il percorso sia durante lo scontro finale che vi attende. Gli evocatori hanno diverse abilità, ma l’unica degna di nota è basata sul debuff che colpisce un giocatore casuale del party, chiamata Arcane Bomb. Vi accorgerete di essere stati colpiti perché sulla testa del giocatore comparirà una bolla di energia arcana. Esploderà infliggendo dei danni. I giocatori colpiti farebbero meglio a correre via dal party: possono farvi ritorno dopo aver fatto esplodere la bolla a dovuta distanza dagli altri.

Wrath of Azshara è un boss elementale situate al centro dell’isola. Qualsiasi tipo di danno che vi arrecherà il combattimento sarà di tipo ambientale: saette, tornadi, onde e simili. E possono essere evitati, con tre eccezioni da tenere presenti. Massive Deluge è un potente attacco indirizzato verso il tank, che ricorda il Ground Slam di Re Deepbeard e deve pertanto essere gestito esattamente allo steso modo. Heaving Sands è un danno costante e ripetuto che colpisce l’intero party e non può essere evitato in alcun modo, dunque i guaritori avranno sempre dei giocatori da curare anche se eseguirete perfettamente ogni contromossa al momento giusto. Infine, Wrath userà Arcane Bomb allo stesso modo degli evocatori lungo il percorso.

Il tank come al solito si occuperà di tenere a bada i colpi principali del boss, mentre i giocatori incaricati di arrecargli danno eviteranno uno alla volta tutti gli ostacoli ambientali. Arrivato al 10% della salute, Wrath of Azshara intensificherà gli effetti ambientali circostanti. Da adesso la tempesta diventerà davvero a prova di cura e dunque dovrete intensificare gli attacchi fino a portare a zero l’energia vitale dell’avversario. È fatta!

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    Disponibile per
  • Pc
    Date di Pubblicazione
  • Pc : 30/08/2016
  • Genere: Non disponibile
  • Sviluppatore: Blizzard
  • Publisher: Blizzard
  • Lingua: Non Disponibile

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