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Akaneiro Demon Hunters - Recensione

Inviato il da Alessandro Trufolo
C'è un concetto che, per quanto affondi le sue radici nel basilare principio 'l'abito non fa il monaco', pare proprio non trovare spazio nelle teste di publisher e game designer: accompagnare il proprio titolo ad un nome altisonante non è sinonimo di qualità, ne tantomeno di successo commerciale.
Nella lista di personaggi rinomati scottati almeno una volta da tale malsana scuola di pensiero troviamo stelle del calibro di John Romero, con il suo Daikatana, o Hideki Kamiya, la cui direzione non riuscì a garantire un numero di vendite congruo alla qualità eccelsa di Okami; fa quindi abbastanza scalpore che a trainare il lancio di Akaneiro: Demon Hunters sul mercato sia, più che altro, il nome di quell'American McGee che, a differenza dei suoi più illustri colleghi, ha alternato (pochi) risultati buoni (American McGee's Alice) a flop colossali (Bad Day L.A.).
 
RED RISING SUN
Akaneiro Demon Hunters - recensione - PC Che lo sviluppo del titolo Spicy Horse sia passato dalle mani del buon McGee è innegabile sin dall'apertura del client di gioco: se struttura e gameplay hanno infatti vissuto fasi altalenanti nei precedenti titoli del game designer americano, lo stesso non si può dire per la peculiare direzione artistica che ne ha accompagnato la carriera. Per questo classico action-RPG, McGee abbandona l'universo creato dalla penna di Lewis Carroll nel suo 'Alice nel Paese delle Meraviglie', per addentrarsi in un'altro setting 'fiabesco' come quello di Cappuccetto Rosso e trasportarlo nell'antico Giappone feudale. Nonostante l'idea di utilizzare nuovamente un'ambientazione 'favolistica' sia in questo periodo abbastanza inflazionata (sia sul piccolo che sul grande schermo) lo stile oscuro e tetro che da sempre segue McGee nei suoi lavori è inconfondibile anche in questa sua ultima produzione, con, in particolare, una qualità del disegno molto apprezzabile per chiunque sia appassionato di storia del Pese del Sol Levante e della sua peculiare scuola artistica.
Sebbene modelli poligonali e ambientazioni non possano essere considerati come lo stato dell'arte in campo videoludico, non mancheranno particolari ben realizzati all'interno del villaggio centrale/hub e dei vari menù che, seppur insufficienti a far dimenticare una generale mancanza di dettaglio negli stage di gioco veri e propri, riusciranno a strappare qualche cenno di approvazione nei Japan-addicted più convinti. L'approssimazione con la quale la fiaba originale è stata adattata a questa sua nuova veste è però visibile anche nella trama a supporto dell'azione: per quanto sfruttato al massimo in tutti questi anni, è triste vedere come il materiale autentico sia stato utilizzato in modo sommario per creare una storia banale e raccontata tramite anonimi fumetti che fluttueranno sopra le teste dei vari protagonisti anche nel bel mezzo dell'azione più concitata.
Volendo definire gli elementi appena analizzati come secondari rispetto alle vere fondamenta sulle quali dovrebbe basarsi un gioco che aspira a rubare una fetta di mercato a Diablo III e compagnia bella, rimane comunque l'impressione che non tutti non tutti gli sforzi siano stati profusi nel verso giusto. Ad una buona gamma di opzioni per la personalizzazione del proprio personaggio e del suo equipaggiamento non risponde, infatti, una altrettanto curata dinamica del gameplay.
OCCASIONI MANCATE
Akaneiro Demon Hunters - recensione - PC Ripetitive e caratterizzate da una scarsa varietà di pattern di attacco nemici, le partite ad Akaneiro scorreranno lungo livelli dal design basilare, con pochi bivi realmente in grado di differenziare il proprio percorso e qualche sporadico interno o 'area aggiuntiva' esplorabile in cerca di bonus (per lo più altri scrigni o ceste da fare a pezzi). Anche il tasso di sfida proposto non è stato adeguatamente calibrato e andrà dal praticamente nullo della modalità 'Easy' (unica opzione con la quale potrete affrontare per la prima volta ogni livello) al quasi disonesto del livello di difficoltà più elevato che, con i suoi tre playthrough minimi necessari per essere sbloccato, vi darà la possibilità di affrontarlo ad un livello di esperienza tale da annullarne ogni velleità di competizione nei vostri confronti. L'unico modo per sbloccare da subito i livelli di difficoltà più elevati sarà quello di acquistarli con soldi reali, consuetudine purtroppo condivisa con molti altri aspetti del gioco: questo infatti, nel villaggio che visiteremo alla fine di ogni missione, ci metterà a disposizione una discreta gamma di negozi nei quali acquistare nuovi equipaggiamenti, rifornimenti e abilità. I classici 'venditori standard' saranno affiancati da un fabbro, tramite il quale potenziare le proprie armi e armature, e una evocatrice, in grado di richiamare uno spirito protettore che andrà ad incrementare una nostra particolare abilità o resistenza per un determinato periodo di tempo. Caratteristica che accomuna tutte queste attività è quella di poter pagare la mercanzia esposta sia con frammenti di Karma, moneta corrente nel mondo di Akaneiro e sempre piuttosto scarsa rispetto alle proprie esigenze, che con la propria fidata carta di credito, con ovvi vantaggi sul versante ludico. L'asfissiante accento posto sulle micro transazioni in-game prosegue con vere e proprie pubblicità all'interno delle schermate di caricamento e un'apposita icona all'interno dell'HUD del gioco tramite la quale sarà sempre possibile consultare lo shop online, anche durante i combattimenti.

Proprio questi ultimi, motore trainante di ogni esperienza di gioco action-RPG, nonostante la ampia possibilità di personalizzazione del proprio personaggio rispetto alle tre classi principali proposte in partenza (equilibrata, agile/stealth e tank), presentano una ripetitività già elevata dopo la prima manciata di missioni. Cliccare freneticamente con il tasto sinistro del proprio mouse su ognuno degli avversari che ci circonda e attacca testa bassa, senza la benché minima necessità di utilizzare i propri attacchi speciali (pur presenti in buon numero e upgradabili a piacimento) se non al cospetto del boss di turno, è un'attività la cui durata sarà direttamente proporzionale solamente alla misura della vostra pazienza. In questo, Akaneiro, non sboccia mai: di livello in livello vi chiederete quando una minima sfumatura strategica o tattica inizierà a manifestarsi, senza ricevere, purtroppo, alcuna risposta. La frustrazione che un tale atteggiamento ludico fa nascere, viene ancora più accentuata dall'analisi generale di un titolo che, potenzialmente, avrebbe potuto rivelarsi come una valida alternativa ai mostri sacri del genere, ma che, nella sua forma attuale, ne conferma solo lo strapotere. Forse figlio di una pigrizia dovuta al nome altisonante che ne ha accompagnato lo sviluppo o di un errato calcolo del potenziale attualmente espresso da altri titoli disponibili sul mercato digitale, Akaneiro è un'ulteriore occasione pienamente, e quasi fastidiosamente, mancata da American McGee, il cui nome all'interno di un titolo, in assenza di un cambio di rotta, potrebbe iniziare ad avere effetti opposti rispetto a quelli desiderati.
Povero: questa è la prima parola che salta alla mente nel definire Akaneiro. Non certamente povero di stile, pienamente in linea con le precedenti produzioni cupe e lugubri di American McGee e grazie al quale gli appassionati di Giappone antico e samurai troveranno pane per i loro denti.
Tantomeno modesto di contenuti, con una discreta quantità di abilità, armi ed equipaggiamenti disponibili per la personalizzazione del proprio avatar. Ciò che rende umile l'offerta ludica proposta dal Spicy Horse è la mancanza di sfida e di varietà lungo i suoi stage, nei quali la ripetitività diventerà ben presto una compagna non gradita. Questo e la pesante componente freemium che caratterizza ogni aspetto del gioco non permettono ad Akaneiro di emergere in un genere fin troppo sovraffollato, il cui dominio, critiche e flames a parte, sembra rimanere sempre più saldo nelle mani di Blizzard.
VOTOGLOBALE5.5
Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

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Akaneiro Demon Hunters

Disponibile per: PC
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Spicy Horse
Sito Ufficiale: Link
Akaneiro Demon Hunters
6.5
4.5
6.5
5
8 voti
5.8
ND.
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