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Amnesia: The Dark Descent > Recensione
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Amnesia: The Dark Descent - Recensione

Inviato il da Andrea Schwendimann
Tra le urla dei prigionieri scendevo nella folle spirale di metallo e carne al fianco del barone, mio mentore, mentre mi descriveva minuziosamente una delle sue torture preferite: "La ruota è il perfetto esempio di tortura. Mentre giri vedi gli arti tendersi fino quasi a spezzarsi e, quando hai deciso che la vittima deve morire, basta un martello per mischiare il prigioniero con la struttura in legno. Gli ci vorranno giorni per smettere di urlare". Con una risata cristallina mi mise in mano il pesante manico del martello in pietra.
Il vero Horror
Amnesia: The Dark Descent - recensione - PC Esiste un dogma imprescindibile nel genere horror. Un dogma che i migliori maestri sempre rispettano e che esula dalla pacchiana e stucchevole sciarada dei film pensati per riempire il botteghino con un'inquadratura in primo piano e un respiro affannato: prima di mostrare il dolore o la paura bisogna farli lentamente immaginare alla vittima. Ed è proprio l'immaginazione che gioca un ruolo centrale in ogni horror che si rispetti, come in questo Amnesia: The Dark Descent, programmato da sole cinque persone, i Frictional Games, e distribuito principalmente in Digital Delivery a un prezzo budget. Le vicende narrate sono semplici: ci ritroviamo senza memoria in un castello rinascimentale, proprietà di un barone che si dice viva da centinaia d'anni. Senza sapere perchè, seguiamo la scia di uno strano liquido. Giocato tutto in prima persona senza possibilità di cambiare visuale, Amnesia stuzzica fin dalle prime battute le fragili corde della nostra sanità mentale, con visuali distorte e suoni inspiegabili di fronte agli eventi surreali a cui assisteremo. Potremmo subito lanciarci in facili paragoni come Eternal Darkness o Alan Wake, ma non renderemmo giustizia al raffinato lavoro dei Frictional per tradurre la paura in un videogame. Il gameplay infatti è quanto di più semplice si sia mai visto in un titolo del genere: mouse e tastiera per muoversi, mirino intelligente e tasto sinistro per interagire con gli ambienti, un inventario e un tasto per illuminare la stanza con una lanterna. Niente armi, niente spari, nessuna scappatoia dall'orrore visivo e uditivo a cui stiamo andando incontro. Non avremo mai tempo di capire da cosa stiamo scappando o perchè stiamo provando paura: una volta al sicuro rimarrà solo la nostra immaginazione. Se mai saremo al sicuro.
Rannicchiati in un angolo
Amnesia: The Dark Descent - recensione - PC Privi di ogni possibilità di reagire contro ciò che incontreremo, pian piano dipaneremo il mistero che si cela dietro agli eventi malsani del castello prussiano di Brennenberg e all'oscura entità che sembra volerlo distruggere, facendolo pian piano crollare sotto i nostri occhi, alterandone la struttura. L'esplorazione, insieme al comparto tecnico, occupa dunque un ruolo centrale in Amnesia. Come per i precedenti titoli dei Frictional Games -i tre della saga Penumbra-, il rischio è quello di disporre di troppo pochi elementi nel gameplay per offrire al giocatore un'esperienza ludica soddisfacente. Al contrario dei predecessori, per fortuna il level design e le situazioni al limite del paradossale tengono testa alla poca interazione concessa. Il protagonista troverà dei diari redatti da lui stesso o da altri protagonisti per capire cosa sta succedendo, e potrà accedere al semplice inventario dove troverà, oltre agli oggetti raccolti e al diario, due indicatori: la salute e la sanità mentale. Una porta che sbatte, un vetro che si incrina, una pila di teschi che rotola da un armadio che abbiamo appena aperto o un tavolo pieno di cadaveri sezionati sono tutte situazioni che, se inquadrate dalla visuale in prima persona del giocatore, diminuiranno il controllo che il protagonista ha su sé stesso. Cominceremo a sentire urla, strane frasi sussurrate; cominceremo a vedere stanze che cambiano forma, figure umanoidi in fondo ai corridoi, strani insetti che percorrono i nostri passi e chi più ne ha più ne metta. Se non raggiungeremo una fonte di luce sufficientemente forte o se non compiremo un'azione razionale come risolvere un enigma o trovare il segno di una presenza umana -un testo scritto ad esempio-, cominceremo seriamente a perdere il controllo della situazione, tra visuali annebbiate e mancata risposta dei comandi, mentre lo stesso protagonista si rannicchierà in un angolo ad urlare e strisciare. Vagheremo quindi per la magione degli orrori cercando di accendere quante più torce e candelabri potremo, ma anche questo avrà un prezzo. Se ne accenderemo troppe o andremo in giro con la nostra fidata lanterna perennemente equipaggiata, anche le entità decisamente poco ben intenzionate che la abitano potranno facilmente individuarci. Starà a noi capire allora quando è il momento di stare nell'ombra per evitare le creature o azzardarci ad accendere un barlume di speranza in un buio passaggio per riacquistare un po' di sanità. E saremo sempre impotenti contro le entità soprannaturali, senza alcuna via di scampo.

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Amnesia: The Dark Descent

Disponibile per: PC
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Frictional Games
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 08/09/2010
SO: Windows XP/Vista/7
Processore: 2.0Ghz (Intel Core 2 o AMD Athlon64 X2)
Memory: 2048MB
Disc Space: 500MB
Video Card: Radeon HD/GeForce 6
Amnesia: The Dark Descent
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9.5
57 voti
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ND.
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