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Anno 2070 - Recensione

Inviato il da Diego "E_Doc" Saragoni
Anno è una delle serie di maggior successo nel genere dei city building strategici, nell'arco temporale di un decennio -e con sei milioni di copie vendute- è riuscita ad imporsi come punto di riferimento per tutti i giocatori appassionati di strategia gestionale. Con questa premessa non era assolutamente facile, per Ubisoft, svilupparne un nuovo episodio, soprattutto dopo il pluripremiato Anno 1404. Il rischio maggiore era di cadere nell'errore di riproporre un gameplay pressoché immutato, dove l'inedito, ma usuale, contesto storico avrebbe avuto ben poche possibilità di non deludere le aspettative. Fortunatamente l'ultimo episodio di questa serie non solo è all'altezza della situazione, ma porta con se delle novità che definiscono nuovi standard: Anno 2070 è arrivato.
Eco-compatibilità o petrolio
Come si intuisce dal titolo lo scenario è stato completamente rivisto, i contesti storici ben definiti degli episodi precedenti sono stati messi da parte a favore di una situazione incerta ed in continuo divenire. Anno 2070 è ambientato a poco più di mezzo secolo dal nostro presente, in un futuro dominato dalle acque e messo in ginocchio dall'imminente esaurimento delle fonti di energia non rinnovabile. Il riscaldamento globale, alimentato dall'inquinamento sconsiderato avvenuto nel secolo precedente, ha provocato l'innalzamento del livello dei mari. Inevitabilmente questi hanno inghiottito gran parte della superficie terrestre modificando profondamente la geografia mondiale. La mappa di gioco è sviluppata proprio in funzione di questi avvenimenti ed è quindi caratterizzata dalla presenza di numerose isole -alcune abitate ed altre da colonizzare- su cui dovremo appoggiarci per riuscire nel nostro unico obbiettivo: costruire città moderne per dare l'input ad una nuova civiltà, capace di crescere e soddisfare il proprio fabbisogno energetico.
Probabilmente questo contesto disorienterà gli appassionati che seguono la serie da oltre dieci anni, tuttavia ha permesso al team di sviluppo (composto dal tandem Related Design/Blue Byte) di adottare soluzioni inedite e trattare argomenti che difficilmente vengono considerati nel settore dei videogiochi.

L'intera produzione focalizza l'attenzione sulla questione delle fonti energetiche, rinnovabili e non, e sull'impatto che queste esercitano sull'ambiente e sulla popolazione. Tant'è vero che ci verrà data la possibilità di scegliere il percorso evolutivo della nostra civiltà -influenzando in modo deciso lo sviluppo del gameplay- affiliandoci ad una delle due corporazioni presenti: la Eden Initiative e la Global Trust.
La prima possiede una morale piuttosto elevata ed attribuisce grande importanza all'uso sostenibile di materie prime a basso impatto ambientale. La produzione energetica viene affidata ad imponenti impianti eolici e solari in grado di produrre un livello di inquinamento irrisorio, tuttavia per ottimizzare i risultati di una tecnologia così raffinata sono necessarie grandi aree e questo rende difficile gestire gli spazi ristretti propri di un'isola. D'altra parte non rispettare queste condizioni penalizzerà pesantemente i risultati produttivi (posizionare due pale eoliche nello stesso luogo genera un conflitto tra i moti vorticosi che ridurrà la produzione energetica anche del 75%).
La seconda invece utilizza un approccio decisamente più invasivo, caratterizzato da un operato distruttivo concentrato sullo sfruttamento degli idrocarburi solidi, liquidi e gassosi. L'economia di questa fazione si basa sull'industria e sull'estrazione mineraria ed è capace di elevati livelli di produttività, ma anche di costi ambientali molto alti. L'inquinamento generato vesserà la qualità della vita fino a compromettere l'integrità territoriale ed arrestare l'intero sistema di approvvigionamento alimentare. Riuscire a progredire seguendo il criterio del “giusto mezzo” è la chiave per avere successo. Fondamentale è il supporto che riceveremo dalla S.A.A.T., una terza fazione, comprimaria delle prime, che però si limiterà nel fornire soluzioni tecnologiche -avanzate e costose- ai nostri problemi.
Verde carbone
Anno 2070 - recensione - PC Opinabile, ma doverosa, la scelta di sviluppare la modalità Campagna come un enorme tutorial giocabile esclusivamente in single player. Ha inizio quando ci verrà affidata l'Arca, una nave tecnologicamente molto avanzata governata dall'intelligenza artificiale E.V.E. e capace di navigare sopra e sotto i mari. La storia si sviluppa tramite un susseguirsi di quest studiate appositamente per illustrarci in modo esauriente il background delle compagnie e come usare la complessa interfaccia -con i luoghi di interesse segnati sulla mappa e le azioni evidenziate a schermo non avremo possibilità di errore. Il sistema adottato soffoca eccessivamente la progressione in-game ed essere continuamente assistiti nell'eseguire di volta in volta le differenti missioni può annoiare, anche perché il fattore tempo (e la tensione che ne deriva) non incide sullo svilupparsi degli eventi: intervenire con ritardo su una piattaforma petrolifera in fiamme non comporterà alcuna conseguenza negativa, se non rallentare il nostro progress. Come detto poc'anzi questa soluzione, per quanto possa far storcere il naso, è necessaria ai novizi del genere che, diversamente, si troverebbero in serie difficoltà nel dover gestire già dai primi minuti di gioco una mole impressionante di informazioni ed eventi.
La prima missione ci vede impegnati nel risolvere una situazione di crisi sul Sito 13 -una delle isole controllate dalla Global Trust. Sventare la catastrofe metterà in risalto le nostre capacità organizzative agli occhi degli amministratori delle corporazioni che non tarderanno a contattarci per compiti più importanti.
Dapprima, come da tradizione nel genere, limitati nei mezzi e nelle risorse, il nostro impegno è votato esclusivamente alla costruzione del centro cittadino, dei relativi alloggi residenziali e di un magazzino portuale per poter gestire le merci derivanti dall'avvio delle prime catene di produzione.
Successivamente, con il progredire della civiltà, dovremo gestire ed incastrare situazioni e meccaniche complesse che, sebbene non brillino per originalità, saranno in grado di coinvolgerci e di mettere a dura prova la nostra abilità nel mantenere delicati equilibri. La vera sfida verte giustappunto nel rispettare il più fragile di essi: il bilancio energetico. In Anno 2070 tutte le attività tipiche di una città in pieno sviluppo -come la pesca, le estrazioni minerarie, le esportazioni dei beni in surplus, le importazioni di quelli in deficit, le coltivazioni agricole, la costruzione di infrastrutture- richiedono un consumo energetico non indifferente, tutt'altro che facile da soddisfare. Conservare l'armonia tra produzione e consumo di energia si rivela immediatamente complicato poiché ogni struttura disponibile avrà un assorbimento energetico rapportato al lavoro da svolgere. Avviare un impianto eolico o una centrale nucleare implicherà un enorme investimento in termini energetici, però subito ammortizzato dalla successiva produzione. Invece costruire un nucleo abitativo, comunque necessario, comporterà soltanto l'aumento del fabbisogno di energia, giacché questo ne consuma senza produrne. Quindi, paradossalmente, richiederà una maggiore ponderazione delle conseguenze. Non considerare questi parametri provocherà la paralisi progressiva della società e l'unica soluzione sarà un'involuzione temporanea con la speranza che, fermando alcune infrastrutture e demolendone altre, il nostro castello di carte resti in piedi.

Ovviamente in un contesto simile, di corporazioni in competizione tra loro e senza un ordine costituito, non poteva mancare la componente militare. Le forze armate a nostra disposizione sono, almeno in un primo momento, piuttosto esigue e soltanto quando avremo consolidato le basi della nostra società potremo sperare di convertire la produzione da civile a militare. Questo aspetto di Anno 2070 è comunque subordinato alla vera natura del gioco e spesso la diplomazia eviterà qualsiasi occasione di contrasto. Il risultato è una superficiale attenzione alle dinamiche proprie di un evento bellico, ingabbiato nel poter attaccare o difendere con comandi elementari e senza possibilità di impostare tattiche di qualsiasi genere.

Anno 2070

Disponibile per: PC
Genere: Strategico
Sviluppatore: Related Design / Blue Byte
Lingua: Tutto in Italiano
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Data di Pubblicazione:
PC: 17/11/2011   
OS: Windows® XP / Windows Vista® / Windows® 7
Processor: 2 GHz Intel® Core™2 Duo or AMD Athlon™ 64 X2 or better
Memory: 2 GB (4 GB recommended)
Graphics: 512 MB DirectX® 9.0c-compatible with Shader Model 3.0 or higher (see supported list)*
DirectX®: 9.0c
Hard Drive: 5 GB
Sound: DirectX 9.0c-compliant
Anno 2070
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8.5
7.5
23 voti
8,1
ND.
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