Battlefield 2142 > Recensione
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Battlefield 2142 - Recensione

Inviato il da Marco "SilentAssassin" Viviani
Molti di voi sapranno cos’è il trattato di Kyoto (http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Kyoto), cosa propone e soprattutto quanto è importante per la salute ambientale del mondo.
Quasi paradossalmente sembra che siano i governi mondiali a non saperne abbastanza, visto il loro atteggiamento al riguardo, che certamente ha poco a vedere con il risparmio energetico e l’abbassamento della soglia dell’inquinamento.
Se infatti osserviamo i dati riguardanti l’andamento climatico del globo, c’è da rimaner pietrificati: dal solo studio della corrente del golfo del Messico (milioni di miliardi di metri cubi di acqua tropicale che scongiurano temperature polari alle alte latitudine europee), si può ipotizzare una nuova era glaciale, vista la diminuzione di temperatura e portata del flusso.
Per tanto, il contesto in cui si basa Battlefield 2142, ultima fatica degli svedesi Dice, non è remoto quanto uno sbarco di extraterrestri, l’impatto di un meteorite o un’ olocausto nucleare, come cinema e tv ci fanno pensare.
Secondo i Dice, nei primi anni del 22esimo secolo, i ghiacci perenni inizieranno a scendere di latitudine, inghiottendo buona parte dei cinque continenti, e obbligando i superstiti a spostarsi verso i tropici.
Mano mano che l’avanzata del ghiaccio inghiotte le parti settentrionali del mondo, le nazioni interessate iniziano a scontrasi fra di loro al fine di conquistare e viceversa proteggere le terre con clima più mite, verso le quali si dirigono milioni di sfollati, che hanno perso ogni loro avere sotto una coltre di ghiaccio e neve.
Proporzionalmente allo scendere del freddo, le dimensioni di improvvisate coalizioni aumentano, sino a divenire vere e proprie superpotenze soprannazionali, dando quindi una dimensione globale allo scontro per la sopravvivenza.
Da una parte verrà a crearsi l’UE, la vecchia unione europea, che vedrà combattere insiemi italiani, tedeschi, ed inglesi contro la famigerata CPA, confederazione pan asiatica, di ceppo prevalentemente sovietico e asiatico.
I flussi danarosi vengono quindi investiti in armamenti e il settore conosce una vera e propria rivoluzione rispetto alla tecnologia bellica del secolo precedente, grazie ad armi che fanno uso di tecnologie avanzatissime, e soprattutto la dotazione fantascientifica di cui dispone ogni soldato.
Per tanto le dimensioni dello scontro sono epiche quanto drammatiche: se le guerre di oggi giorno possono essere viste come una folle corsa verso i combustibili fossili, la posta in gioco in questo nuovo conflitto è tragicamente maggiore, perché si combatte per la sopravvivenza stessa.
Quindi prendete un vecchio m16, moddatelo con tanti neon e cromature varie, portate con voi una buona scorta di paraflu e preparatevi a gridare “MEDIC!!!!” ad ogni angolo: benvenuti in Battlefield 2142.
Oggi ho ucciso 47 nemici, mi sento creativo!
Battlefield 2142 - recensione - PC La saga BF non ha certamente bisogno di presentazioni, vista la sua consolidata posizione di predominanza nel panorama dei MMOFPS ( massime multiplayer online first person shooter, uno scioglilingua), collana di titoli che ha portato alla ribalta i DICE, con la gioia del distributore Electronics Art, e che soprattutto da quasi un lustro allieta le serate guerrafondaie di decine di migliaia di net games.
Dopo aver combattuto nei panni dell’asse e degli alleati la seconda guerra mondiale in Battlefield 1942, aver attraversato le paludi e le giungle del Vietnam con l’M16 spianato ascoltando Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival in Battlefield Vietnam, aver scatenato l’inferno nel medioriente e in Cina in Battlefiel 2, la DICE punta al futuro in tutti i sensi, portando lo scontro in un contesto come il 22 secolo, e dando vita al nuovo Battlefield 2142 (da adesso BF2142).
Qualche maleligua potrà imputare questa scelta alla carenza di idee, visto che ormai tutti i conflitti moderni erano stati vagliati dai precedenti capitoli della saga, o che questo nuovo episodio sia la risposta anticipata al futuro Enemy Territory: Quake Wars, gioco targato Id Software che promette scintille nel campo degli sparattutto online.
Non volendo vagliare le imperscrutabili politiche aziendali di EA GAMES, possiamo senza ombra di dubbio dire che “il ritorno al futuro” che questo BF2142 propone è tutt’altro un cammino privo di idee creative.
Infatti il nuovo contesto bellico in cui gli scontri prendono vita è totalmente svincolato da ogni stereotipo. Questo capitolo, se vogliamo, è veramente la prima occasione totalmente creativa che i DICE hanno da quando si sono cimentati nello sviluppo della saga BF, in quanto, muovendosi in un futuro di fantasia, possono facilmente creare ogni tipo di armamento, di scenografia e di mezzi bellici con cui condurre la nostra piccola guerra virtuale quotidiana, scrivendone le meccaniche e le regole.
La totale mancanza di luoghi comuni da seguire, e di riferimenti dovuti all’immaginario collettivo che tutti noi abbiamo nutrito studiando i libri di storia, è uno dei punti chiave del titolo, che ne denota le caratteristiche e che ovviamente solleva un piccolo ed inevitabile vespaio, legato al realismo, uno dei punti forti dei precedenti capitoli.
Se abbiamo amato la saga Battlefield per il suo meticoloso studio degli equipaggiamenti storici delle fazioni in lotta , per la realizzazione storicamente realistica di armi e mezzi, saremo in grado di lasciarci sedurre da questo nuovo capitolo?
Questa è la domanda su cui verte la nostra analisi e che troverà risposta nel corso della recensione.
Questo quadro è neo realista, romantico o post realista??
Battlefield 2142 - recensione - PC Continuando l’analisi, risulta naturale chiederci se il futuro in cui BF2142 si muove sia una totale fuga dal realismo, e quindi dovremo abituarci a scenari stile GI JOE, con fasci laser e mezzi d’assalto monumentali ed iper tecnologici, oppure se un tizio armato di kalasnikov può dire ancora la sua.
Senza ombra di dubbio sia gli armamenti che le dotazioni delle varie fazioni hanno una spiccata denotazione HI-TECH, in quanto ogni arma, ogni mezzo è quanto di più tecnologicamente avanzato si possa immaginare, ma tuttavia nessun elemento del collage che il titolo propone si presenta come estremo o irreale al punto da divenire improbabile.
L’approccio verso il futuro è sì ben affermato, ma molto soft rispetto allo stereotipo stesso di futuro che molti di noi hanno: non c’è uno stravolgimento tale da rendere la produzione campata totalmente in aria rispetto alle altre.
Tanto per fare qualche esempio chiarificante, possiamo dire che nessuna arma in dotazione alla fanteria, per quanto possa risultare accattivante e futuristica nel design, sfugge dal doversi avvalere del piombo per esplodere colpi.
Le meccaniche sono infatti quelle classiche: il fucile ha un caricatore con un certo quantitativo di colpi, soffre del surriscaldamento termico delle canne che in molti casi può compromettere temporaneamente il suo corretto funzionamento, e soprattutto gode del classico rinculo che renderà la rosa di un fucile automatico simile ad uno di quei giochi in cui dobbiamo unire i punti numerati per ottenere il disegno, se il tiratore fa un uso improprio della raffica.
Anzi, se proprio vogliamo scendere in particolare, possiamo dire che il gioco in alcuni frangenti apporta un velo realistico maggiore rispetto al suo diretto genitore, Battlefield 2: un esempio. Il cecchino, in BF2142, a differenza del precedente capitolo, quando osserva un nemico nell’ottica del suo fido fucile, sarà vittima di un ondeggiamento del mirino dovuto alle respirazione del tiratore e soprattutto al peso dell’arma, che costringe il giocatore a scegliere i tempi anziché limitarsi al semplice allineamento della croce.
Continuando sempre in questa contrapposizione, brindiamo alla sparizione dei medipack visti in BF2, che il medico poteva lasciare per terra e con i quali un giocatore alleato poteva ricaricare istantaneamente la propria energia: in BF2142 i medici potranno continuare a disseminare la zona di kit medici, ma che stavolta obbligheranno il giocatore a sostare alcuni secondi nelle loro vicinanze per ricaricare al massimo la sua barra di salute.
Per quello che concerne i mezzi, il discorso si fa un attimo più complicato, visto che sono uno degli elementi che risentono maggiormente dello sviluppo tecnologico del XXII secolo, pur non andando oltre la classica classificazione fra jeep, corazzati, velivoli, e natanti.
Faranno la loro comparsa sui campi da battaglia carri armati iper tecnologici, alcuni fra i quali si muovono tramite una sorta di cuscino d’aria creato da un campo magnetico, dei mech warrior (chiamati walker) ovvero dei robot bipedi armati di cannoni, e delle navicelle che incarnano a dovere la qualifica di gunship regalataci dal mondo della celluloide.
Sostanzialmente nessuno di questi mezzi presenta un approccio esagerato rispetto all’idea classica di carro e di bombardiere, piuttosto -in qualche caso- troviamo qualche rielaborazione del concetto.
Ad esempio, il carro a levitazione di cui abbiamo parlato prima presenta uno stile di guida piuttosto insolito rispetto ad un carro armato classico, con piattaforma cingolata e torretta ruotante.
Questo carro, in dotazione solamente alla fazione CPA, non ha una torretta mobile, ma si comporta piuttosto come postazione di artiglieria, visto che il suo cannone è immobilizzato sulla scocca del veicolo, proponendo quindi un sistema di guida legato a tastiera e mouse per controllarne la deriva.
Ciò permette di avere la potenza e la corazza di un carro, amplificata dal sistema di mobilità che limita i danni dovuti a dossi e cigli, muovendosi come se stessimo giocando a un action 3d, vista la similitudine fra lo stile di guida del mezzo ed il sistema di controllo tipico di tal genere.
Altro elemento esotico che possiamo trovare riguarda il sistema di protezione degli stessi mezzi: se in BF2 potevamo coprirci le spallei con cortine fumogene o ingannare i missili nemici con flare e bengala, oggi ci avvaliamo di campi di forza temporanei che avvolgono il veicolo nella sua interezza e lo proteggono contro i colpi nemici.
Questi, diciamo sono i dettagli che maggiormente, oltre il design, possono essere considerati come strettamente futuristici, mentre per il resto, ogni singola meccanica di ingaggio e di fuoco, è rimasta la solita rispetto a BF2, fugando quindi ulteriormente il pericolo di irrealismo iperbolico.
Sostanzialmente, però, la questione è un’altra: la serie Battlefield adotta uno stile di gioco realistico, per ambientazioni, riferimento e riproduzioni di mezzi e contesti, ma non fa del realismo balistico e soprattutto bellico. Non siamo di fronte ad un titolo come America’s Army, dove il fucile corre addirittura il rischio di incepparci, dove il buon cecchino deve tener considerazione della distanza, della rotazione del proiettile e del vento, e in cui saltare, sparare, mettersi sdraiati sono operazioni che non possono essere fatte simultaneamente.
Battlefield presenta qualche carenza su questo fronte, non dovuta ad una scarsa implementazione, bensì ad un concept di gioco particolare, indirizzato più sull’immediatezza rispetto ad altre produzione, ma soprattutto basato sul gioco di squadra e sulla gestione tattica degli scontri.
Marco a zone od a uomo?
Battlefield 2142 - recensione - PC Sia le meccaniche di gioco stesse che la possibilità di muoversi con squadre di molti giocatori consentono alla saga battlefield di vantare uno stile improntato alla strategia operativa, fondata sulla cooperazione fra le varie classi di soldati e quindi fra i vari player.
Come molti sapranno, la modalità di gioco che funge da spina dorsale all’intera produzione è la famosa “ Conquest”, in cui l’obbiettivo primario è quello di aggiudicarsi e poi difendere alcune posizioni strategiche, simboleggiate da alcune bandierine, che consentono il "Re-Spawn" nei loro pressi, e permettono di rigenerare veicoli.
Ogni fazione all’inizio possiede un certo quantitativo di punti, meglio noti con il nome di ticket, che si decrementano ogni qual volta un membro dello schieramento perde la vita, o con il protrarsi di situazioni sfavorevoli legate al possesso di un esiguo numero di bandiere in paragone al nemico.
La prima fazione che arriva a zero punti perde la partita, per la gioia dei vincitori.
Ci sono altre sottomodalità, che variano dall’originale spesso per condizioni iniziali (presenza di bandiere inconquistabili oppure disposizione simmetrica delle stesse), ma sostanzialmente le meccaniche sono le solite, e per vincere conta lavorare di squadra, per compiere manovre difensive ed offensive efficaci, orchestrando in modo ineccepibile la fanteria con i reparti corazzati ed aerei.
Battlefield 2142 abbraccia a pieno lo spirito della saga ed oltre che ad offrire la possibilità di creare sottosquadre interne alla fazione con tanto di caposquadra, addottare la figura del comandante (un soldato che prende il ruolo di direttore di orchestra, coordinando le squadre e fornendo loro supporto di artiglieria, rifornimenti e scansioni della mappa volte ad individuare i nemici), potenzia lo schema strategico complicando la vita a coloro che vogliono fare i solisti, e soprattutto apportando gustose innovazioni.
In BF2142, a differenza degli altri capitoli della saga, occorrerà almeno essere in due per poter sfruttare a pieno il potenziale letale di ogni singolo mezzo, abbassandolo di molto quando si tenta la manovra in solitaria. Giusto per fare qualche esempio, un carro troverà non pochi problemi a disfarsi di un manipolo di soldati, in quanto il pilota può usare solo l’obice, che ovviamente non ha tempi di ricarica rapidi, e rende il carro disarmato durante questi tempi morti, in secondi davvero preziosi. Se a bordo del carro fosse salito il secondo pilota, la cui mansione specifica è quella di far uso di una mitragliatrice di grosso calibro, montata sul mezzo, sicuramente la coppia non troverebbe problemi rilevanti ad affrontare reparti di fanteria agguerrita. Va comunque detto che il carro ha perso il netto potenziale offensivo nei confronti dei soldati appiedati che possedeva nel secondo capitolo della saga, privilegiando l’azione degli APC, veri e propri dispensatori di piombo grazie a postazioni di mitragliatrice montate su ogni lato del veicolo, a patto di aver un numero elevato di soldati a bordo. Oltre che a ricoprire assieme alle navi da trasporto la funzione di punti di respawn mobile per l’intera fazione, questi mezzi sono estremamente efficaci negli spazi angusti, sia per capacità di fuoco, che velocità di manovra.
Sempre continuando negli esempi, il Gunship (che può comportarsi come un caccia e come un elicottero quando posiziona i razzi per il volo vibrato), per poter portare morte e distruzione richiede la presenza del gunner, in grado di usare la mitragliatrice frontale e il missile filoguidato posizionati sull’anteriore del velivolo.
Parlando anche del mech, ovvero quanto di più letale ci possa essere negli scontri terrestri, questo si trova in non poca difficoltà sul piano aereo, in quanto un solo filoguidato può mandarlo in mille pezzi , a meno che non sia presente sul mezzo il secondo pilota in grado di lanciare missili antiaerei e sparare con una bella mitragliatrice.
Come se tutto ciò non bastasse, il caposquadra può avvalersi (in che modo lo diremo in seguito) di particolare strumenti, come un centro di respawn (punto di rinascita per i membri della squadra) mobile, un drone mitragliatore svolazzante a protezione ed altre diavolerie simili. Se, come è giusto che sia, pensiamo che il caposquadra sia una figura di non poco contro, ulteriore conferma la troviamo nel sistema di punteggi del titolo: dopo ogni direttiva che viene data dal caposquadra, ogni uccisione, ogni azione di supporto effettuata nel raggio d’azione dell’ordine, frutta preziosi punti bonus, sollecitando quindi il gioco di squadra.
Inoltre le novità non si fermano qui: i giocatori nel corso delle loro carriere militari potranno venire in possesso di particolari caschi, che stabiliranno una sorta di rete locale fra tutti i membri della squadra, chiamata NetBat System.
Se un membro della squadra ottiene un contatto visivo con una minaccia nemica, che sia un mezzo oppure un fante, ritrasmette questa informazione agli altri componenti della squadra, che la vedranno rappresentata da un quadratino rosso, che punta ovviamente al nemico individuato, donando un obbiettivo su cui puntare le armi.
Ciò è veramente utile se ad esempio ci caliamo nei panni di un cecchino, posto su un’altura a coprire alcuni compagni di squadra intenti a conquistare una bandiera: non appena un fante nemico viene visto da uno dei nostri, questi viene segnalato sullo schermo, quindi tridimensionalmente, percui possiamo facilmente abbatterlo mentre i nostri commilitoni cercano riparo al fuoco della schermaglia.
Indubbiamente la connotazione tattica del titolo è quindi totalmente in linea con lo spirito della saga, e introduce alcuni elementi veramente appetibili e soprattutto funzionali a questa tendenza, che certamente alzano la qualità del gameplay su soglie d’eccellenza.
Il gioco di squadra è quindi l’imperativo da seguire, per cui se pensate di essere dei buoni solisti troverete non poca soddisfazione cercando di mettere le vostre abilità a disposizione della squadra, mentre riscuoterete le classiche pive nel sacco qualora vi venisse in mente di comportarvi esclusivamente come Rambo.
Tuttavia la novità principale dell’intero titolo sul fronte del gameplay è ben altra, anche se dobbiamo ammettere che ha come fondamento il gioco di squadra di cui abbiamo parlato sino adesso: preparatevi a scoprire l’incredibile modalità titan mode.

Battlefield 2142

Disponibile per: PC
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: DICE
Distributore: Electronic Arts
Pegi: 18+
Sito Ufficiale: Link
Battlefield 2142
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34 voti
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ND.
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