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Chivalry: Medieval Warfare - Recensione

Inviato il da Alessandro Sordelli
Il fantasy è da sempre una delle ambientazioni preferite all'interno del contesto finzionale dell'intrattenimento videoludico. Complice l'epopea de Il Signore degli Anelli e relativo filone nato sul finire degli anni '70, il genere riprende - al pari della fantascienza - temi ed elementi riconducibili ai più attuali problemi sociali, politici ed economici. Spesso però, dimentichiamo che il genere fantasy è stato fortemente ispirato ad un epoca storica reale, un periodo che spesso viene raccontato dagli storici come sanguinoso e violento, il periodo delle guerre sante e di un'europa frammentata e vittima di continui conflitti: il medioevo.
Chivalry: Medieval Warfare è un combat simulation game multiplayer, ambientato in un non ben precisato setting medievale, un'ambientazione ricca di fascino e di carisma, qui riproposta grazie al supporto dell'Unreal Engine 3 utilizzato dal team di sviluppo di Torn Banner Studios.
INIZIA L'ADDESTRAMENTO

Possiamo tranquillamente affermare che le meccaniche di gioco sono standardizzate ai canoni del prima persona, seppur il titolo stesso non sia certo canonizzato all'interno di un genere fatto di soli fucili, granate e armi a distanza. Per questo ci viene incontro un tutorial completo e ben realizzato, denominato proprio Addestramento, utile non solo a studiare la mappatura della tastiera, ma anche ad apprendere e capire come agire nelle differenti situazioni di combattimento. Il tutorial ha inizio in un'arena recintata nei pressi di un accampamento militare ed è diviso in piccoli stage o arene, che ci guidano dai primi rudimenti fino alle tecniche avanzate, arrivando infine all'addestramento specifico per le varie classi del gioco e quindi alle varie armi che possiamo selezionare durante il pre-partita. Il comandante ci illustra brevemente i pulsanti da premere per parare e attaccare: come da consuetudine il tasto sinistro è per l'attacco, mentre il sinistro per la difesa. Bloccare è naturalmente la cosa più importante durante il combattimento e la base di ogni duello, visto che il soldato di cui vestiamo i panni non è in grado di ricevere molti colpi prima di cadere a terra esanime. Il comandante ci spiega che il segreto della parata è il tempismo: premendo il pulsante infatti, il nostro personaggio porrà in fronte a se spada, ascia, mazza, o qualunque altro strumento stia impugnando, per bloccare il colpo in arrivo; ma la mossa durerà solo una frazione di secondo! Prontezza di riflessi e reattività sono quindi le doti più importanti per sopravvivere in un match di Medieval Warfare, esattamente come in un combattimento vero e proprio. Naturalmente potremo anche disporre di uno scudo durante le partite, uno strumento che ci permette di avere maggior protezione, ottimizzando i tempi di reazione dell'attacco.

Ma vieniamo alle tattiche offensive, perché come vuole il detto, non c'è miglior difesa dell'attacco. Possiamo approcciare il nemico con diverse mosse: fendente, affondo, attacco dall'alto e parata, che sono sostanzialmente i movimenti alla base della scherma medievale. Il sistema di combattimento funziona molto bene, ma è un gran peccato non poter vestire i panni di indomiti guerrieri con un più ampio ventaglio di mosse, così come dispiace non poter utilizzare la doppia lama, come avveniva in alcune tradizionali discipline medievali all'arma bianca.
Come insegna Sun Tzu ne L'Arte della Guerra, non c'è migliore attacco di quello che non fa capire dove difendersi. La cosa più interessante illustrata nel combattimento avanzato è la possibilità di eseguire delle finte per distrarre l'avversario, dando possibilità di approfittare all'abbassamento della guardia per colpire con un fendente o un affondo. È con questo che il combattimento si trasforma in un vero e proprio balletto, una danza nella quale occorre essere preparati, attenti e dove un solo sbaglio rischia di mandare in fallimento l'intera performance.
URLA SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Ad un sistema di combattimento sicuramente rodato e funzionante, si aggiungono delle piccole perle, degli elementi di contorno che aggiungono un tocco di stile, e perché no, anche un bel po' di divertimento. Premendo il tasto X infatti, il nostro personaggio intonerà un feroce urlo di battaglia, di quelli che farebbero accapponare la pelle anche del più forte e tenace dei guerrieri. A questo si aggiunge anche il saluto prima del duello, che possiamo effettuare premendo il pulsante C. Ogni classe ha diversi modi di salutare e diverse frasi di repertorio, per un onorevole saluto prima del combattimento che decreta sempre la morte di una delle due parti.
Il team deathmatch classico è la modalità più popolare nei numerosi server cui possiamo giocare: due squadre fino ad un massimo di 32 giocatori. A questa si aggiungono le classiche modalità di gioco che non mancano al genere, con punti di controllo da difendere e conquistare o carri da scortare a destinazione. Il gioco funziona molto bene quando c'è una buona coordinazione sul campo di battaglia e quando i giocatori nell'area non sono troppi. In una mappa di ridotte dimensioni, 24 giocatori sono il caos assoluto: pugnalate alle spalle, facili teamkill, i fanti corazzati fortemente avvantaggiati sulle altre classi, mentre i combattenti a distanza non riescono a coordinare i propri attacchi. C'è anche il deathmatch tutti contro tutti, una modalità che però trova ben poco spazioni in un contesto storico che si sforza di cercare un certo realismo e tanta credibilità.
"In Chivalry possiamo interpretare quattro diverse classi, completamente personalizzabili nell'equipaggiamento e nelle armi."
In Chivalry possiamo interpretare quattro diversi ruoli, tutti opportunamente personalizzabili nell'equipaggiamento e nelle armi. Le classi sono molto ben bilanciate, anche se a nostro avviso l'alabardiere e il picchiere risultano spesso avvantaggiati, grazie ad una portata dell'arma decisamente elevata ed una discreta mobilità sul campo di battaglia. Il soldato in armatura è forte e resistente, tuttavia si muove lentamente e fa molta più fatica ad eseguire scatti e schivate rispetto ad altri tipi di guerrieri. L'arciere e il balestriere attaccano dalla distanza ma sono poco adatti ad entrare in mischia, anche se hanno sempre possibilità di sfoderare l'arma bianca alla bisogna. Impugnare uno scudo significa incrementare la difesa, ma diminuisce la velocità d'esecuzione di fendenti e affondi, così come riduce le possibilità di movimento. La mazza è un'arma pesante e lenta ma efficace contro nemici privi di scudo, questo perché una spada o una lancia non sono in grado di contrastarne la potenza in fase di parata. Le lame sono versatili ed equilibrate, presenti in diverse lunghezze a seconda di esigenze e preferenze di gioco.
Una delle mancanze più gravi di Chivalry è l'assenza di un pannello utente che riassume le statistiche del giocatore e delle partite effettuate. Il gioco prevede l'incremento del livello per ogni singola classe, ma la mancanza di una tabella riassuntiva o di una pagina dedicata dell'interfaccia rende difficile e complesso ricordare i progressi di gioco e le armi già sbloccate. Il sistema a server dedicati funziona egregiamente, con una qualità della connessione sempre elevata, anche grazie ad un netcode ben sviluppato.
COMPARTO TECNICO

Graficamente Chivalry si presenta come un gioco di ottimo livello, sfortunatamente sporcato da un design che mostra qualche elemento di scena di scarsa fattura, in un contesto ben realizzato e quasi sempre curato. Le mappe, 6 in tutto, presentano un buon design e una realizzazione ben superiore rispetto a quella di un indie game medio. In linea di massima è la vegetazione ad essere penalizzata, con degli alberi decisamente stilizzati e di pessima realizzazione. I modelli dei personaggi sono di buona fattura ma evidenziano delle piccole imperfezioni, così come non risultano eccezionale l'effetto metallico dell'armatura.
Abbiamo testato il gioco con una configurazione dotata di processore quad-core, 4 GB di memoria ram e scheda video GeForce GTX580. Non abbiamo incontrato particolari problemi durante le partite, se non qualche leggero calo di framerate durante le partite più affollate. Il gioco non presenta requisiti hardware particolarmente elevati, e la struttura sembra davvero ben ottimizzata, decisamente un ottimo lavoro per un team di sviluppo indipendente.
I duelli mettono in luce un ottimo sistema di collisioni, anche se non è raro imbattersi in assurdi effetti di compenetrazione poligonale, visibili specialmente durante le animazioni di morte, quando un nemico viene ucciso o quando cadiamo morenti al suolo. Non è chiaro se sia un problema di gestione della telecamera in prima persona o un difetto sulle animazioni dei modelli, sta di fatto che l'effetto è una verra bruttura laddove potrebbe esserci un'animazione ben realizzata.
Le animazioni non sono eccezionali ma nel contesto funzionano molto bene. Unica vera assenza all'appello sono le movenze facciali, con i volti dei personaggi che rimangono sempre impassibili e immobili, anche quando i combattenti urlano a squarciagola o improvvisano un saluto prima della battaglia.
Abbastanza anonima invece la soundtrack, che si limita ad accompagnare il giocatore nei menù e nelle varie mappe di gioco, senza eccedere e senza creare il pathos che ritroviamo in altri giochi medievali o fantasy della stessa categoria. La traduzione italiana risulta solo parziale e stranamente ambigua, con un'alternanza di frasi in inglese e italiano che non riesce a trovare alcuna giustificazione; a questo si aggiunge una qualità decisamente bassa di quelle poche righe di testo localizzate. Il doppiaggio - inglese - è decisamente ottimo, peccato che non sia supportato da lip sync: quando i personaggi parlano o urlano infatti, la faccia rimane ferma e assolutamente impassibile.
Chivalry: Medieval Warfare è un buon gioco in multiplayer, che gioca bene le sue carte ma che sembra incontrare dei limiti e delle barriere che potevano facilmente essere sfondate con pochi e semplici sforzi da parte di un team di sviluppo che sembra davvero in grado di realizzare prodotti di qualità. E' un peccato che questo simulatore di battaglie medievali non abbia un ben preciso contesto storico, un elemento che avrebbe certamente favorito le vendite, contestualizzato una ludicità che invece risulta priva di una vera e propria indentità, tagliando fuori gli appassionati di gaming storici e di vere e proprie simulazioni.
Chivalry riesce comunque a reggere il confronto con altri titoli del genere, come il recente War of the Roses, ed è senza dubbio un ottimo punto di partenza per una dev team che, ne siamo sicuri, crescerà molto nei prossimi anni.
VOTOGLOBALE7.5
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Chivalry: Medieval Warfare

Disponibile per: PC
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Torn Banner Studios
Distributore: Steam
Publisher: Torn Banner Studios
Costo Digidelivery: 17,99 €
Pegi: 18+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Online: Multiplayer online oltre i 20 Giocatori
Sito Ufficiale: Link
Minimi:

OS: Windows XP+
Processor: Core 2 Duo E6600 (2.4 GHz) or AMD equivalent, or better
Memory: At least 2GB
Hard Disk Space: 3 GB
Video Card: ATI Radeon 3870 of higher, Nvidia Geforce 8800 GT or higher
Graphics card memory: 512MB+
Sound: Windows compatible sound card

Raccomandati:

OS: Windows Vista / Windows 7
Processor: 2.4 GHz quad core or better
Memory: 4 GB system RAM
Hard Disk Space: 9 GB
Video Card: DirectX 9 compatible with 768 MB video RAM or better (NVIDIA GeForce GTX 460 / ATI Radeon HD 5850)
Sound: Windows compatible sound card
Chivalry: Medieval Warfare
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Chivalry: Medieval Warfare: Elenco Topic Ufficiali
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