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Cities XL - Recensione

Inviato il da Simone Callioni
Correva l’anno 1989 quando Will Wright pubblicò, con Maxis, SimCity, grazie al quale migliaia di persone intrapresero la carriera di sindaco. Successivamente vennero prodotte le versioni rivedute e migliorate fino a SimCity 4, ma nel 2006 la Monte Cristo in collaborazione con Aspyr, introdusse nel mercato dei simulatori in tempo reale City Life. Il suo più grande punto di forza, che ha attirato l’attenzione degli amanti del genere, è stata l’introduzione del 3D, a differenza della saga di Maxis perennemente mantenuta in 2D.
La Monte Cristo decise di focalizzare l’attenzione sugli aspetti sociali della vita cittadina quindi non si può definirlo esattamente un city builder, piuttosto un accostamento a ‘The Sims’ in più larga scala.
Ora Cities XL sembra aver invertito il trend del predecessore ristabilendo le regole e le caratteristiche degli urban simulators vecchia scuola. Il nome del prodotto è stato un parto travagliato: fu inizialmente chiamato City Life 2, per poi essere nuovamente intitolato Cities Unlimited, forse proprio per non confondere le idee ai sui possibili futuri compratori; infine ribattezzato Cities XL. Ad ogni modo, in qualsiasi maniera decidiate di chiamarlo, l’attività imprenditoriale che vi sarà accaparrata fin dai primi minuti di gioco è quella che tutti si aspettano da molto tempo.
Arriva il sindaco!
Il primo passo da affrontare in Cities XL è il tutorial. Quest'ultimo oltre ad essere curatissimo e molto semplice da comprendere torna utile per capire la strategia di gioco da adottare. Serve, in particolare, per comprendere che l’obiettivo reale del gioco è instaurare un fine equilibrio tra i cittadini, gli edifici e la loro disposizione, il commercio, il lavoro e tantissime altre variabili. Se solo una di queste viene meno scordiamoci di poterci dedicare all’ingrandimento della nostra metropoli prima di aver risolto il problema. Sfortunatamente, pur essendo il fulcro del gioco, questo meccanismo rischia di diventare la nostra spada di Damocle.
Un esempio molto chiarificante può essere questo: mettiamo che i nostri cittadini siano stanchi e abbiano bisogno di svago per distrarsi dalle mansioni quotidiane, allora noi da bravi sindaci costruiamo loro un grandissimo stadio così che possano sfogarsi in tutta tranquillità.
Scopriamo, però, che hanno bisogno anche di supermercati dove potersi rifocillare, scuole di alto livello dove poter mandare i figli, polizia per mantenere le strade sicure, ospedali per la sanità, vigili del fuoco e infine si lamentano se il traffico che li porta al lavoro è troppo lento (tradotto, hanno bisogno di nuove strade).
Tutto questo ha un costo enorme da sostenere. E la mossa successiva non potrà essere quella di alzare le tasse, così assisteremo solo al malcontento generale coincidente, solitamente, con l’abbandono della città. Istintivamente potremmo provare ad incrementare il secondo settore. Così facendo, tuttavia, inquineremo l’aria andando ancora una volta ad infastidire i nostri popolani.
Saremo di nuovo punto e a capo, e per rincominciare ad espanderci dovremo creare zone verdi, divertimenti ed altro ancora: tutte opere costosissime insomma. Ora però non avremo più i soldi per farlo e saremo costretti a ricorrere al Prestito.
All’inizio ci sentiremo ossigenati dal milione appena ricevuto ma appena gli interessi andranno ad aggiungersi ai nostri già innumerevoli debiti sarà come un vortice che ci porterà inesorabilmente alla rovina. Con questo non vogliamo dire che tutte le città "usciranno col buco" (in bilancio in questo caso), anzi, se saremo attenti ai nostri cittadini e oculati nelle spesse fin dal primo minuto di gioco non dovremo faticare troppo per erigere una metropoli degna del nostro concorrente numero uno (almeno per quanto riguarda il single player): Don Madalff della OmniCorp.
Questo losco personaggio ci sfrutterà vendendoci ad altissimo prezzo le materie prime di cui necessiteremo e comprerà a poco più di uno spicciolo le risorse che produrremo in eccesso. Il commercio, sia nella modalità Solo che soprattutto in quella multiplayer, sarà il cardine del nostro successo.
Difficilmente, infatti, riusciremo a trovare uno slot vuoto in uno dei server capace di fornirci tutte e 4 le risorse principali (acqua, terra fertile, estrazione petrolifera e località turistiche). Saremo quindi costretti ad importare i prodotti di prima necessita che serviranno per far crescere la nostra città. Potremo anche esportare moltissimi materiali, a patto, ovviamente, che qualcuno decida di comprarli.
È interessante vedere come in questa tipologia di mercato si possa vendere di tutto: persino uffici e lavoratori. Ad ogni modo il gioco sarà un’esperienza completa sotto il profilo gestionale e non tralascerà nessun particolare degno di nota. 
Quando inizieremo la nostra carriera vi verrà chiesto di costruire il vostro avatar personale, così che tutti i player di ‘Planet’ possano vedervi. Pur essendo un'operazione pressochè inutile può esser divertente vestirci in modo bizzaro e assumere fattezze abominevoli così da incutere terrore agli altri player online. Il passo successivo sarà prendere confindenza col gioco attraverso il vastissimo tutorial.
Una volta concluso, o chiuso di nostra spontanea volontà, dovremo decidere se affrontare il gioco in ‘Solo Mode’(single player) o ‘Planet Mode’(multiplayer).
In ogni caso, come precedentemente accennato, la prima scelta che dovremo affrontare sarà dove ubicare la nostra città: in un posto di mare, di montagna, desertico piuttosto che collinare. Non è tanto importante la bellezza del luogo quanto piuttosto la sua utilità.
Delle stelline contraddistingueranno le risorse che potremo accumulare su quel determinato terreno; è pur vero che le risorse che non sono presenti potremo comprarle o barattarle ma è comunque meglio assicurare un minimo sindacale alla nostra gente così da non partire già svantaggiati.
Per quanto concerne il gameplay, pur essendo precedentemente stato consigliato l’uso del tutorial, non troveremo grandissime difficoltà a capire la base dell’interfaccia che ci permetterà di costruire, analizzare e commerciare. Il menù è abbastanza pulito e privo di fronzoli, la funzionalità infatti è all’ordine del giorno: sulla sinistra troveremo i tasti funzione per costruire e modificare le strutture, sulla destra un pannello capace di rappresentarci tramite grafici statistici o zone colorate sulla mappa tutte le necessità e i disagi dei nostri cittadini, infine, in alto, troveremo il menù del vero imprenditore, dove ci verrà segnato l’andamento economico-sociale del nostro impero. Con quest ultimo potremo facilmentare osservare, oltre agli introiti, all'andamento demografico del nostro paese: le diverse classi, quattro: Unqualified, qualified, executives e elites, saranno finemente analizzate con indicatori capaci di fornirci informazioni utli sulla necessità di case o di lavoro, la qauntità di disoccupati e ovviamento il numero esatto della popolazione.
Un piccolo tasto per la progressione veloce del tempo lo si potrà scorgere sotto la barra superiore. Abituiamoci ad usarlo con discrezione perché se la città starà andando verso un crollo economico sarà meglio rallentare per sistemare le cose. Se le cose andranno per il verso giusto sarà utilissimo velocizzare un po' per guadagnare più rapidamente, tuttavia ci dovremo aspettare anche improvvise cirsi di settore causate da difetti di ogni genere.
Il compito più complicato sarà sicuramente la gestione degli agglomerati, per rendere efficiente il sistema.
Sarà innanzitutto importantissimo separare zone urbane da zone industriali onde evitare un malcontento generale causato dalla scarsa qualità dell’aria. Il posizionamento di strade a percorrenza veloce sarà poi la base solida di una città priva di ingorghi che minerebbero l’economia e la felicità della comunità. Per ricavare informazioni utlili a comprendere lo stato di ogni singola classe cittadina lo faremo cliccando su una qualsiasi delle abitazioni. In questo modo ci appariranno in rosso o arancio, a seconda della gravità, i disagi e le necessità primarie. Sarà quindi possibile implementare le risorse carenti e/o ampliare determinati settori produttivi, piuttosto che ludici, cari ai nostri cittadini.
Planet Hollywood....ma a pagamento
Cities XL - recensione - PC Il Multiplayer è sicuramente uno dei punti di forza che assicura una longevità pressoché illimitata al prodotto. Una volta connessi alla rete e autenticato il vostro accesso potrete decidere dove poter costruire la nuova città. In un globo terracqueo appositamente creato, e capace di conferire caratteristiche uniche alle diverse località a seconda della morfologia e dell’ubicazione, potrete infatti decidere di improntare la città sul turismo o fare di tutto per guadagnare soldi creando fabbriche ed incrementando il commercio di acqua piuttosto che di petrolio e prodotti agricoli.
Ricordiamoci però che la versione ‘Planet’ è valida solo per 7 giorni, trascorsi i quali dovremo poi accedere al sito e procrastinare -salatamente- il nostro divertimento online con carta di credito.

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Cities XL

Disponibile per: PC
Genere: Gestionale
Sviluppatore: Monte Cristo Multimedia
Distributore: Atari
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 15/10/09
Sistema Operativo: Windows XP SP3 o Windows Vista SP1
Processore:Intel Pentium IV 2.5Ghz o AMD equivalente o superiore, Laptop Centrino 2 o superiore
RAM: 1.5GB (Vista), Laptop: 1.5GB (XP), 2.5GB (Vista)
Scheda Video: NVIDIA GeForce 6600 GT/ ATI Radeon X1600 o superiore con 256 MB di memoria, Laptop: Intel Graphics Accelerator o superiore
Scheda Audio: DirectX 9.0c-compatible
Hard Disk: 8 GB
Cities XL
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7.5
9
5
37 voti
7.1
ND.
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