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Crysis - Recensione

Inviato il 27/11/2007 da Marco "SilentAssassin" Viviani
Parlare di Crysis significa parlare di Hype puro.
Sul nuovo titolo Crytek si è detto di tutto e di più, e come oramai ben sappiamo anteprime piuttosto ardite, commenti troppo ottimistici e soprattutto eredità pesanti rendono un videogame un vero e proprio oggetto del desiderio per i giocatori.
Questa situazione, che sicuramente gli uffici di marketing Elettronics Art hanno contributo in modo decisivo a creare, può essere un ottimo “boost” per gli acquisti, ma come ogni medaglia che si rispetti, ha i suoi risvolti poco piacevoli.
Promettere tanto significa indubbiamente puntare in alto, ma è ovviamente pericoloso: tutte le promesse diverranno realtà o si tramuteranno in aria fritta?
Sulle spalle dei Crytek pesa quindi una grossa responsabilità, specialmente dopo aver azzeccato pienamente un titolo come FarCry, che qualche anno fa, forte di una realizzazione tecnica invidiabile e di un gameplay vincente, riuscì a mettere in discussione il predominio di brand affermati e osannati, del calibro di Half Life 2 e Doom 3.
Dopo aver lasciato il marchio FarCry a Ubisoft ed essere passati ad EA Games, reinventarsi un nuovo capolavoro senza ripetersi troppo non è affatto opera di poco conto.
Per quello che ci concerne, cercheremo di vagliare severamente il nuovo lavoro del team di sviluppo: questo approccio, forse impopolare, serve infatti a gettare un po’ di chiarezza sull’alone di sacralità che oramai avvolge il titolo.
Era una notte buia e tempestosa
Crysis - recensione - PC Anno 2020, arcipelago delle Filippine.
La misteriosa apparizione di un oggetto non identificato, presumibilmente di origine aliena, scuote la pace di una delle placide isolette dell’arcipelago.
Un gruppo di archeologi statunitensi fa un sommario rapporto via radio dell’accaduto ed avvisa che qualcosa di peggiore sta accadendo: l’intera macchina bellica nord coreana sta convergendo nella zona, facendo sfollare i civili ed instaurando la legge marziale sull’isola.
Gli archeologi vengono catturati e fatti prigionieri del governo di Pyeongyang.
In virtù di questi eventi, lo stato maggiore americano decide di far salpare le proprie forze aereonavali verso questa remota isoletta, non prima però di aver paracadutato forze amiche dietro le linee avversarie con lo scopo di salvare gli ostaggi, carpire qualcosa di più riguardo la situazione ed ovviamente aprire loro la strada.
Qui entrate in gioco il tenente Jake Dunn, nome in codice NOMAD, arruolato in uno dei corpi speciali più temuti al mondo: la famosa Delta Force (cui faceva parte anche Chuck Norris in versione centauro di ferro, in un film di qualche anno fa).
Saremo quindi chiamati a prendere la parti del prode Nomad ed accompagnarlo nel suo cammino attraverso la giungla tropicale, per scoprire qual è l’esatta origine di tutto questo trambusto in grado di mobilitare ben due eserciti.
Affronteremo quindi i militari asiatici, fieramente decisi a tenersi lo scoop tutto per loro, ed ovviamente qualche essere proveniente da un remoto angolo del cosmo: non aggiungiamo altro, per non rovinare il gusto di scoprire da soli cosa bolle in pentola.
Già con un semplice e breve riassunto della trama, siamo in grado di individuare due punti di paragone con il primo FarCry. L’ambientazione anche stavolta è di natura tropicale, almeno per buona parte del gioco. Quindi, come avremo modo di vedere, ci ritroveremo ancora una volta a portare avanti continue operazioni di guerriglia, piuttosto che aspri scontri frontali. Dovremo muoverci con l’idea di sorprendere, assalire il nemico piuttosto che fronteggiarlo come in un film di Sergio Leone, riprendendo quindi uno degli aspetti più interessanti visti nella precedente produzione Crytek. Non è però lecito pensare di trovarsi di fronte ad un semplice clone: non vogliamo rivelare troppo, ma Crysis è uno dei pochi titoli recenti in grado di regalare diversi approcci all’azione durante il proprio divenire: ci saranno infatti anche situazioni critiche da risolvere solo con sparatorie frenetiche, sessioni a bordo di mezzi da guerra (carri e aeromobili: jeep e camion sono ormai ordinaria amministrazione), ed addirittura una intera sessione a gravità zero.
Perciò Crysis risulta piuttosto versatile e vario, capace di stimolare continuamente il giocatore piuttosto che assopirlo con un gameplay lineare e ripetitivo.
In più, stavolta, impersoneremo un professionista della guerriglia, per tanto, accantonata la figura dello sfortunato turista fai da te (Jack Carver, protagonista di Far Cry), troveremo un personaggio addestrato ed armato. Oltre che a poter contare occasionalmente di supporto aereo alleato per spianarci la strada, saremo costantemente in contatto con il centro di comando, che ci fornirà ordini ed indicazioni. Inoltre, quando all’inizio della missione ci paracaduteremo sull’isola, non saremo soli: a farci compagnia troveremo gli altri membri del team Raptor, la squadra di soldati provetto alla quale apparteniamo. Non saranno rare (ma neppure troppo frequenti) le situazioni in cui ci troveremo a collaborare con i nostri colleghi. Va anche detto che, specialmente da quando le scaramucce isolate fra forze speciali USA e avamposti Nord coreani assumeranno le proporzione di una vera e propria guerra in cui i due eserciti si fronteggiano in campo aperto, potremo godere anche dell’appoggio dei marine sbarcati per l’occasione dalla flotta americana inviata nell’arcipelago filippino. Insomma un incedere di ampio respiro.
Comunque il punto fondamentale dell’essere soldato è un altro: potremo beneficiare in partenza dell’equipaggiamento gentilmente concesso dallo zio Sam.
E quindi giunto il momento di parlare di armamento e di Nano tuta, ovvero due degli aspetti più importanti dell’intero gioco.

L'abito non fa il monaco, ma in questo caso lo ripara dai proiettili..

L’addestramento è tutto, ma senza dubbio un buon armamento aiuta: il prode Nomad avrà in dotazione le più avanzate tecnologie belliche dell’armata statunitense, la forza armata meglio equipaggiata e finanziata del mondo.
Precisamente potrà servirsi di una tuta da combattimento di ultima generazione, nome in codice Nano Muscle Suit: questo vestitino high tech è in grado di conferire a chi lo indossa un potenziamento massiccio delle proprie abilità motorie e fisiche, in grado di rendere un soldato una vera e propria arma di distruzione di massa.
Anzitutto la Nano Suit è il veicolo per una totale rivisitazione del sistema di salute, non più legato all'utilizzo di medikit come nei precedenti lavori del team, ma simile a quello già sperimentato da altri congeneri, a ricarica automatica. Il piccolo esoscheletro sarà poi utilissimo in combattimento: con la semplice pressione di un tasto sarà possibile attivare una fra quattro caratteristiche distinte: forza, corazza, velocità e invisibilità tattica. Scegliendo la prima, la nostra tuta inizierà ad emettere riflessi rossi ed il nostro alter ego digitale sarà in grado di raccogliere e scagliare oggetti di dimensioni e pesi ragguardevoli ad invidiabili distanze, nonché tirare dei “cazzottoni” di potenza inaudita, in grado di stendere buona parte degli avversari. Ma non solo: il tenente Dunn sarà in grado si spiccare balzi sovrumani, utilissimi per permettergli si sorpassare ostacoli altrimenti insormontabili, nonché usare armi di grosso calibro in maniera più efficace.
Come ben sappiamo, ogni tipo di arma ha un "rinculo" dovuto allo sparo: nella modalità forza, Nomad riuscirà facilmente a limitare il moto ascendente della canna durante le raffiche ed il conseguente disperdersi di colpi.
Questa capacità risulta particolarmente utile con armi di grosso calibro, ma anche con i classici fucili da cecchino: la maggior forza permette al tenente di limitare il movimento dell’arma e quindi il fastidioso balletto della croce dell’ottica in sede di puntamento.
Ovviamente l'utilizzo del potenziamento è legato alla potenza degli accumulatori della Suit, che calerà gradualmente.
Parliamo ora della modalità velocità: un volta attivata la nostra tuta emetterà riflessi dorati ed il nostro alter ego beneficerà di un piccolo incremento velocistico. Muovendosi regolarmente noteremo un piccolo incremento della velocità di deambulazione, nonché di estrazione dell’armi, mentre se premiamo congiuntamente il tasto adibito allo sprint, Dunn partirà in una corsa sfrenata. Muovendosi ordinariamente la tuta non consumerà energia, mentre se decidiamo di correre, prepariamoci ad un altrettanto veloce consumo di potenza.
La modalità corazza influisce invece sul sistema di rigenerazione e salute: se in tutte le situazioni è la salute del tenente ad essere compromessa quando si è colpiti (per poi essere ricaricata), azionando la funzione corazza sarà la tuta a fare le spese dei proiettili.
Passiamo infine alla modalità Invisibilità, il funzionamento più esotico e fantascientifico della Suit. Una volta azionata questa funzione, la nostra tuta diverrà completamente invisibile, rendendo addirittura trasparente l’arma in nostro pugno. In questa modalità il nemico sarà totalmente incapace di localizzarci, a patto di non fare rumore o scuotere vigorosamente le fronde delle flora tropicale: in quel caso, i nemici, piuttosto stupefatti e sconcertati, inizieranno ad esplodere colpi alla cieca. Peculiare il livello di consumo di energia da parte della tuta: molto ridotto con movimenti cauti, si impenna in caso si decida di correre, compiere salti, o -peggio- sparare: in quest'ultimo caso torneremo immediatamente visibili.
Armamenti
Crysis - recensione - PC Principalmente Nomad può portare con se un numero ristretto di armi: con buona approssimazione possiamo dire che potrà andarsene in giro con una pistola, due armi a canna lunga, un bazooka, qualche esplosivo ed un buon numero di granate assortite.
Visto e considerato che è possibile in qualsiasi momento raccogliere dai cadaveri nemici le armi da loro utilizzate, è logico che dovremo compiere delle scelte: meglio scartare una SMG in favore di un bel fucile a pompa, o è preferibile abbandonare il proprio fido SCAR in favore di un AK?
Fortunatamente questo tipo di meccanica salvaguarda le munizioni: se ad esempio decidiamo di sacrificare una Minigun in favore di un fucile da cecchino, l’immenso bagaglio di proiettili del cannoncino tattico non andrà perso: qualora decidessimo di farne nuovamente uso, ritroveremo il numero esatto di colpi di riserva che avevamo. La gestione delle armi in Crysis non si rivela dunque troppo spinosa, ma piuttosto elastica, quindi non frustrante.
L’unica nota dolente è la varietà di pezzi d’artiglieria effettivamente disponibili, visto che tutto sommato il numero di armi non è elevatissimo. A supplire questo problema ci pensa il sistema di gestione degli accessori con cui è possibile personalizzare i nostri strumenti di morte.
Le armi moderne molto spesso sono dotate di slitte, ovvero di particolari superficie standard su cui è possibile impiantare componenti speciali, come ad esempio mirini, lanciagranate e torce.
Questo conferisce una certa elasticità al nostro equipaggiamento: sarà possibile ad esempio dotare un AK di silenziatore, di mirino laser, di lanciagranate e di ottica di precisione, giusto per fare un esempio.
Potremo intervenire su questi accessori in maniera rapida e veloce: con la semplice pressione di un tasto saremo in grado di scegliere quale componente montare sul proprio fucile a seconda delle occasioni. Ciò si rivela particolarmente funzionale: se dopo un tentativo di incursione a basso profilo veniamo scoperti come dei novellini, in pochi secondi potremo togliere il silenziatore alla nostra arma (che notoriamente rallenta i proiettili e quindi inficia il loro potenziale).
Ovviamente ogni arma ha le sue caratteristiche e quindi è non è possibile equipaggiare ogni bocca di fuoco con ogni strumento tattico. In conclusione questo tipo di approccio si rivela piuttosto valido, per il semplice motivo che la nostra piccola armeria assume una dimensione modulare e specializzata.
Tuttavia ci sono delle piccole incongruenze che non ci soddisfano pienamente, legate specialmente all’utilizzo delle ottiche da cecchino. Tralasciando il fatto che è addirittura possibile montarne una su un fucile a pompa (il calibro 12 è l’arma più letale al mondo sotto i 25 metri, sopra ai quali è meglio passare al altro), critichiamo la scelta di fare altrettanto con un kalashnikov.
Indubbiamente la libertà data all'utente contribuisce al realismo, ma ai fini del gioco, visto e considerato che l’AK può essere equipaggiato di silenziatore a differenza del fucile da cecchino, quest’ultimo -seppur più potente- diviene quasi inutile. Indubbio è infatti il vantaggio di sparare dalla lunga distanza (usando ovviamente la modalità forza della tuta), senza poter essere individuati per il rumore dello sparo stesso. Si tratta solo di sfumature, ma che a nostro modo di vedere contribuiscono a creare la differenza fra un capolavoro totale ed un ottimo titolo.

Crysis

Disponibile per: PC | PS3 | XBOX 360
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Crytek
Distributore: Electronic Arts
Costo Digidelivery: 19,90
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 13/11/2007   
PS3: 04/10/2011   
XBOX 360: 04/10/2011   
Crysis
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ND.
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