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Dark Souls: Prepare to Die Edition - Recensione

Inviato il da Alessandro Sordelli
La nipponica From Software è una di quelle software house che più d'ogni altra ha retto all'insindacabile ed ineluttabile giudizio del tempo, un giudizio che sovente decreta la morte anche dei team di sviluppo più capaci e creativi. Particolarmente attiva nella golden age del videogaming - gli anni novanta della PSX - l'azienda con sede a Tokyo si è fatta largo nell'industria grazie a serie di successo come Armored Core, Tenchu e King's Field. Ma la fama di From Software si è recentemente rinnovata grazie a due degli action RPG più riusciti degli ultimi anni: Demon's Souls, esclusiva di Sony Playstation 3, e il successore Dark Souls uscito anche per la piattaforma Microsoft. Forte era però il dissapore degli utenti PC, che volevano godersi le avventure ruolistiche di uno dei titoli più decantati dell'ultimo anno, tanto che, dopo numerose petizioni online, From Software ha deciso di realizzare un porting che permettesse ai fedelissimi del computer di giocarsi questa incredibile e difficilissima avventura.
UN MONDO AVVOLTO NELL'OSCURITA'
L'epoca di Artorias
Questa Prepare to Die Edition propone ai giocatori una nuova area di gioco e persino un'Arena PvP, dedicata esplicitamente -nelle intenzioni del team di sviluppo- ai competitivi utenti PC. La nuova zona si sblocca dopo molte ore nell'avventura, e ci fa viaggiare nel tempo, portandoci all'epoca in cui gli eroi del mondo oscuro di Dark Souls ancora vivevano.
Buona parte delle ambientazioni sono quindi rivisitazioni di quelle già attraversate, che conservano però qualche scampolo in più di uno splendore e di una magnificenza che pure permanevano nel mezzo della corruzione. E' curioso che l'impatto emotivo maggiore di fronte a questi ambienti lo sentano proprio quegli utenti che hanno già attraversato il mondo di Dark Souls più e più volte, in esso totalmente immersi: questa zona, insomma, sembra dedicata a chi già conosce a menadito la versione console.
C'è da dire che al di là di nuovi nemici piuttosto canonici, i Boss Fight inediti sono veramente entusiasmanti. Le nuove creature sono affascinanti e magiche: alcuni scontri ricordano le emozioni provate lottando contro Sif, il grande lupo grigio, altri sono temibili quanto quelli nel castello di Anor Londo. Sicuramente si tratta insomma di aggiunte di spessore, che gli utenti console potranno godersi a partire dal 25 Ottobre, data di rilascio di un DLC contenente gli extra di questa edizione.
Nota di demerito, tuttavia, per l'Arena PvP. Purtroppo l'idea -già meno affascinante del sistema di Invasioni ed Evocazioni- viene totalmente castrata da un Matchmaking deficitario, che sembra non riuscire a trovare utenti disponibili. Il Netcode, anche una volta trovato un avversario, è tutt'altro che stabile: difficile quindi giocare un titolo che richiede una conoscenza precisa e meticolosa di ogni animazione d'attacco. Anche le opzioni per il gioco online preesistenti vengono purtroppo funestate da queste problematiche di stabilità, e di fatto la Prepare to Die Edition si trova impoverita di una delle feature più interessanti dell'edizione originale. Insomma: la risoluzione non è l'unico elemento per cui servirebbe una patch.
Dark Souls ci porta in un mondo dominato dall'oscurità e dalle tenebre, un luogo dove il male non dorme mai e dove le più temibili minacce sono sempre in agguato. In un mondo prossimo alla distruzione e in un'epoca dove ogni speranza sembra ormai vana, un improbabile eroe soltario si erge a portatore di luce e di salvezza. A pochi minuti dal risveglio in una buia prigione, il protagonista di questa avventura scopre di essere un non-morto destinato ad un'esistenza di eterna dannazione e sofferenza. Ma il nostro eroe viene presto a sapere di un'antica profezia, che parla di un eletto portatore del marchio della morte, destinato a salvare il mondo di Lordran suonando la campana del risveglio. La storyline di Dark Souls si discosta molto da quella dei soliti RPG di stampo occidentale, con una narrazione ridotta ai minimi termini, per dare più spazio al gioco vero e proprio e ad un'azione d'ampio respiro.
In Dark Souls, il giocatore non viene guidato nell'esplorazione dalla classica mappa infatti, o aiutato dai PNG incrociati sul percorso; è perennemente solo, bloccato in un intricato labirinto irto di pericoli e di diabolici nemici, in un'atmosfera dai toni cupi a metà tra un film horror e un romanzo fantasy. A prima vista, le atmosfere che permeano le location di Dark Souls possono sembrare derivative, rubate alle produzioni ruolistiche occidentali come Baldur's Gate o The Witcher, ma con uno sguardo più attento ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un setting di grande carattere e notevole carisma, sviluppato con grande dedizione e un'eccezionale cura per i dettagli.

Questa versione PC di Dark Souls, arriva però sugli scaffali dei negozi e sugli store digitali, arricchita da contenuti esclusivi, mai visti nelle edizioni console uscite lo scorso anno. Nuovi nemici, nuove missioni e nuovi oggetti esclusivi in questa versione enhanced che siamo sicuri, saprà regalare momenti di gioco intensi e indimenticabili. Al pari della day one edition uscita per le console, questa versione PC contiene anche un audio CD con la colonna sonora, un DVD con il backstage sulla produzione, un artbook, un poster e delle cartoline da collezione.
Come ben saprete, abbiamo già giocato e sviscerato la produzione di Namco Bandai su console, quindi per informazioni e curiosità in merito all'ambientazione e al battle system che ha reso tanto celebre Dark Souls, allora vi rimandiamo alla dettagliatissima recensione già sulle pagine del nostro portale.
UN DUELLO AD ARMI PARI

Sarebbe certamente più oggettivo paragonare la versione PC qui analizzata con la versione per Xbox 360, dalla quale è direttamente importata: tuttavia, la natura tecnica pressoché identica delle edizioni console, può permetterci tranquillamente di fare un paragone diretto anche con la versione di casa Sony da noi recensita. Il gioco si rivela un porting nudo e crudo della versione console, con difetti e limiti al seguito. La casa di sviluppo ha lavorato davvero pochissimo sulla piattaforma PC, e questo perché il Giappone quasi non considera il computer quale mezzo d'intrattenimento videoludico. Il download di Steam ammonta a quasi 4 Gb, praticamente la dimensione dati della versione Xbox 360 uscita l'ottobre scorso. All'avvio del download già c'è il sentore che qualcosa non è come dovrebbe essere, considerando che quasi tutti gli odierni titoli tripla A per computer vantano download che difficilmente scendono al di sotto dei 6-7 Gb, considerando la presenza di texture in HD, l'audio multicanale e le eventuali cinematics in alta definizione.
Una volta installato il client sistemiamo rapidamente le impostazioni video, diamo una veloce occhiata al settaggio della tastiera e ci buttiamo a capofitto nel vivo del gioco. La creazione del personaggio è esattamente come la ricordiamo dalla versione console, con poca caratterizzazione fisionomica sul nostro alter ego, ma con numerose possibilità ludiche tutte molto interessanti. Il gioco ha inizio ma dopo pochi minuti iniziamo ad accusare i primi fastidi. Una delle cose più frustranti sono le informazioni a schermo durante le fasi di tutorial, che ci mostrano le icone e i pulsanti del controller Xbox, anche se il giocatore dovesse scegliere di giocare con mouse e tastiera. Per la prima mezzora infatti, verremo guidati da istruzioni incomprensibili e da suggerimenti privi di senso, a meno che non giochiamo impugnando un controller a marchio Microsoft. Lo stesso menù d'avvio del gioco reca la scritta "Premi Start", quando sarebbe bastato cambiare rapidamente una riga di testo per veder visualizzato "Premi un tasto", rendendo così più conforme l'istruzione al contesto.
"Il gioco si rivela un porting nudo e crudo della versione console, con difetti e limiti al seguito."
Su piattaforma PC abbiamo solitamente la possibilità di scegliere la periferica di gioco preferita o più adatta al nostro stile, come mouse e tastiera o un joypad con leve analogiche. Qui purtroppo siamo ben lontani dall'ottenere tutto questo, sempre a causa di un porting che non lavora molto sull'ottimizzazione per la nuova piattaforma. Se la cosa può sembrarci lecita in un gioco sportivo come Fifa o Pes, ci sembra una scelta quantomeno impopolare per un RPG in terza persona. Quel che ci sentiamo di esprimere quindi, è un totale disaccordo nei confronti di un keyboard mapping privo di senso e oggettivamente scomodo, che obbligherà quasi tutti i giocatori fedeli ai controlli classici del PC a studiarsi al meglio come posizionare i pulsanti per richiamare menù o abilità specifiche. Il movimento del mouse risulta scattoso o comunque poco fluido, in aggiunta ad un ritardo dell'input oggettivamente fastidioso, specialmente considerando la natura complessa del gioco cui stiamo giocando. Il fastidioso effetto è dovuto ad un'emulazione del sistema di controllo analogico degli stick del joypad. Per assurdo, avere un mouse molto sensibile rende l'esperienza ancora più frustrante e traumatica, proprio perché si avverte che la periferica sta lavorando con il deficit di un software non ottimizzato, concepito per un diverso approccio. Se l'esplorazione ambientale e i normali nemici sono tranquillamente affrontabili, l'approccio con il primo boss ci ha fatto davvero sudare, con schivate al limite dell'impossibile e manovre in combattimento difficili da eseguire anche per chi ha il pollice opponibile. In barba a quelle che possono essere le vostre abitudini videoludiche, vi consigliamo quindi di giocare Dark Souls con joypad alla mano, magari quello di Xbox compatibile Windows, almeno avrete già la mappatura corretta dei pulsanti e le istruzioni a schermo per guidarvi ad un rapido apprendimento delle mosse e delle combinazioni.
UN PORTING CHE FA ACQUA
Armi e Tweaks
Esplorando le terre di Artorias si possono recuperare alcune nuove armi e armature piuttosto interessanti. I "set" inediti donano un look abbastanza temibile al nostro protagonista, mentre sul fronte degli strumenti d'attacco si registrano introduzioni decisamente fantasiose (il forcone su tutti), legate ad animazioni d'attacco non sempre canoniche. Si tratta di oggetti divertenti da scoprire e testare. Ci sono poi piccoli cambiamenti all'impostazione globale del gameplay, molto sottili e appena percepibili addirittura per i veterani. Si tratta di aggiustamenti sempre opportuni e ben ponderati, ma il feeling complessivo resta quello di sempre.
Abbiamo installato il gioco su una macchina ben al di sopra dei requisiti consigliati, equipaggiata con un processore Quad-core, 8 Gb di Ram e scheda video Nvidia GTX 570. Nonostante le impostazioni ci permettano di settare la risoluzione fino a quella nativa dello schermo, Dark Souls gira parimenti alla versione console con output di 1280x720. Il primo avvio avviene in finestra, cosa che ci obbliga a mettere mano immediatamente alle impostazioni video. Il pannello delle impostazioni permette di scegliere risoluzione, frequenza del monitor, e attivare il motion blur e il filtro anti-aliasing, due opzioni che potranno fare purtroppo ben poco per migliorare la scarsa qualità grafica del titolo. Ci accorgiamo inoltre che il sistema non supporta nemmeno le risoluzioni con rapporto 16:10, lasciando quindi i possessori di tali monitor con due brutte bande nere a incorniciare l'immagine. Anche le texture non vantano la qualità abituale dello scenario PC, avendo la stessa compressione della controparte console: queste, unite ad un upscaling non proprio brillante, sfociano in immagini prive di mordente e dal sapore annacquato, che non rendono giustizia alla grandiosità del titolo cui ci troviamo di fronte. Le immagini sul video non superano mai i 30 frame al secondo, praticamente lo standard delle home console, ma nonostante tutto il framerate si rivela altalenante, con drastici e ingiustificati cali fino a 15 fps durante le scene d'azione o quando abbiamo molti elementi su schermo. Siamo purtroppo ben lontani dai 60 frame a cui siamo abituati nel normale ambito del PC gaming. Tornare a Windows con un Alt+Tab crea ulteriori problemi, visto che non appena rientriamo in game assistiamo ad un'ulteriore perdita di fluidità e un input lag sui controlli ancora più marcato.

Non potevamo naturalmente risparmiarci di testare il fix ad opera di Durante, utente della community NeoGAF che a poche ore dal lancio ufficiale del prodotto, ha realizzato e reso disponibile online una micropatch in grado di sbloccare il limitatore della risoluzione, migliorando così l'appeal complessivo del gioco di From Software. Il fix si rivela rapidissimo da installare e semplice da configurare, con un paio di file .dll da copiare nella cartella di gioco. Il passaggio di qualità è notevole ma a quale prezzo: il già poco performante engine brutalmente importato dalla versione console, finisce con l'esibire un framerate ancor più basso e ai limiti della decenza.
Lo stesso comparto audio sembra regalare qualche imperfezione sonora, con delle campionature che risultano ovattate e prive di dettaglio, tanto in cassa quanto in cuffia.
Se avete atteso la versione PC di Dark Souls per godervi il mondo di Lordran in risoluzione Full HD e con la fluidità d'immagine tipica del potente hardware di ultima generazione, purtroppo rimarrete molto delusi perché questa edizione 'Prepare to Die' di Dark Souls non è in grado di offrire niente di tutto ciò. Namco Bandai si è limitata a portare su PC quello che era stato fatto su console, senza meditare migliorie ed upgrade, se non la presenza di nuovi contenuti esclusivi, che arriveranno comunque presto anche su console. Il porting è stato portato a termine frettolosamente e senza riflettere su un'importante questione, ovvero che il gaming su PC ha esigenze imprescindibili che devono essere necessariamente considerate per poter portare un prodotto - anche ludicamente valido come Dark Souls - al successo, cosa che difficilmente potrà avvenire per il prodotto qui recensito. Accontentandoci del fix homebrew ad opera di Durante, restiamo in attesa di una patch correttiva ufficiale che sia in grado di sistemare i problemi relativi a risoluzione, texture poco definite, e più importante un framerate troppo basso anche su terminali di fascia alta. From Software si difende affermando d'aver offerto al pubblico esattamente quello che aveva promesso, ovvero un porting puro e semplice della versione console del gioco. Dark Souls rimane quindi un ottimo action RPG, uno dei migliori della categoria, che si rivela però un mezzo fallimento nella sua incarnazione PC.
VOTOGLOBALE7
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Dark Souls

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: From Software
Distributore: Namco Bandai
Publisher: Namco Bandai
Pegi: 16+
M. Online: 2 Giocatori
Data di Pubblicazione:
PS3: 06/10/2011   
XBOX 360: 06/10/2011   
PC: 24/08/2012   
Dark Souls
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77 voti
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ND.
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