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Dead Space 3 - Recensione

Inviato il da Andrea "Zumcens" Centini
Nell'attuale generazione videoludica, ormai al tramonto e proiettata verso un nuovo step evolutivo, il genere dei Survival Horror - soprattutto nel panorama dei Tripla A - è indubbiamente uno di quelli ad essersi maggiormente prostrato alle leggi di mercato, tradendo se stesso e le alchimie degli albori con derive action tutt'altro che apprezzate dagli appassionati più intransigenti. Ciononostante si può ragionevolmente indicare in Dead Space dei Visceral Games, con particolare riferimento al capitolo originale lanciato nell'ottobre del 2008, come uno dei migliori esponenti del suddetto genere, pur essendo nato nell'epoca che ha visto scemare anche il “lato oscuro” del celeberrimo Resident Evil. Col secondo capitolo, pubblicato nel gennaio 2011, le sfumature action sono emerse con vigore anche nel codice dell'opera distribuita da EA, tuttavia le splendide ambientazioni corrotte dello Sprawl - l'enorme stazione spaziale che fa da sfondo alla trama - e le visioni disturbate del protagonista Isaac Clarke, hanno mantenuto praticamente intatto il feeling con le atmosfere della Ishimura. Le premesse per il terzo ed inevitabile capitolo, che ci accingiamo a recensire nella sua veste per PC, a causa degli spiazzanti annunci lasciavano tuttavia intendere un ulteriore e ben più preoccupante passo verso l'azione: del resto coop, avversari umani armati ed ampie ambientazioni all'aperto non vanno propriamente a braccetto coi precetti del Survival Horror. Fortunatamente, come avrete letto nell'accurata disanima per console curata da Andrea Vanon, il pericolo di una trasformazione del brand è stato parzialmente scongiurato, lasciando buona parte dell'ultima odissea dell'ingegnere elettronico in linea coi predecessori. La versione PC qui in esame era preceduta da una ulteriore premessa dolente, ovvero che non vi sarebbero state particolari attenzioni per il suddetto e ben più prestante hardware: è andata esattamente così?
 
Incubi Gelati
Dopo aver scaricato ed installato attraverso la piattaforma Origin i circa 10 giga che compongono Dead Space 3 si viene proiettati negli eleganti menù di gioco, caratterizzati da scenografiche animazioni mentre si scorre tra una schermata e l'altra. Nella finestra principale fa bella mostra di sé la possibilità di avviare una cosiddetta “nuova partita +” (ovvero con tutto l'inventario e gli upgrade sbloccati nelle partite precedenti) e soprattutto la coop, la novità più importante per il brand e quella più criticata - al di là del discorso microtransazioni - dalla community di appassionati prima del lancio.
La trama di Dead Space 3 è completamente plasmata sulle gesta di Isaac Clarke e del disturbato sergente John Carver - il nuovo protagonista -, che sarà presente anche giocando in single player ma solamente nelle cutscene ed in alcune sequenze scriptate, a suffragio della storia. Nelle sessioni da “lupo solitario”, scorrazzando nello spazio prima e sul pianeta ghiacciato Tau Volantis dopo, non avrete effettivamente nessuno al vostro fianco, tuttavia Isaac non sarà mai completamente isolato come accadeva praticamente in tutto il primo Dead Space ed in buona parte del secondo: in questa nuova avventura sarà infatti “accompagnato” da un'intera squadra di soccorso e recupero.

L'ex di Isaac, la bella Ellie co-protagonista in Dead Space 2, si trova in gravissimo pericolo ed il rassegnato ingegnere, costantemente in fuga, trova nuovi stimoli per imbracciare lama al plasma ed affini, pronto ad affrontare nuovamente i propri incubi peggiori. Ma non solo. In questo terzo capitolo il “nemico pubblico numero uno” è rappresentato dal potente e fanatico unitologista Danik, determinato ad eliminare Isaac (considerato un profanatore del Marchio) col proprio esercito e ad avviare la cosiddetta “Convergenza” definitiva. Per gli amanti del brand, Dead Space 3 offre un vero e proprio florilegio di rivelazioni, andando a chiarire diversi punti cardine della trama che viene costantemente arricchita da colpi di scena e soluzioni interessanti (anche se non mancano i cliché). Come è stato giustamente sottolineato anche nella review per console, alcune introduzioni potrebbero piacere o meno in base ai gusti personali del giocatore. I vari personaggi sono ben caratterizzati ed anche questa volta l'aspetto sentimentale gioca un ruolo di primissimo piano. Sebbene Nicole sia soltanto un ricordo e non vi è più ombra delle disturbate allucinazioni del secondo capitolo (discorso a parte per John Carver), il traino per le epiche gesta dell'ingegnere spaziale sarà nuovamente l'amore per una donna, solo successivamente trasformato in “senso del dovere” verso l'umanità.
Necromorfi all'assalto
Come sottolineato in sede di premessa, Dead Space 3 propone le meccaniche collaudate dei predecessori con l'aggiunta di alcuni accorgimenti a suffragio della componente action, chiaramente guidati dalle moderne esigenze di marketing. Tra le più importanti vi sono la sparizione delle munizioni specifiche per ciascuna arma e l'introduzione del crafting, col recupero di oggetti e risorse da elaborare nel rinnovato e completo banco di lavoro. A coadiuvare le ricerche di Isaac ci sono gli Scavenger Bot, mini robot che possono essere inviati in missione - tramite un radar manuale - e che dopo un tot di tempo rientrano al terminale col bottino. Non vi sono più i cosiddetti “nodi” ma circuiti e progetti, che andranno sviluppati ed installati sulle armi a loro volta completamente customizzabili in base alle risorse disponibili. La grandissima varietà nell'arsenale a disposizione di Isaac e John regala le maggiori soddisfazioni giocando in cooperativa, favorendo tattiche di attacco e difesa combinate col proprio compagno d'armi. In single player, tuttavia, una volta trovata la combinazione più adatta ai propri gusti, si tenderà ad utilizzarla per tutta l'avventura potenziandola con i circuiti migliori, magari recuperati in una delle missioni opzionali affrontabili nel corso del gioco. I protagonisti possono portare con sé al massimo due bocche da fuoco (in precedenza erano quattro) e la scelta per affrontare le ondate di necromorfi deve essere oculata, vista anche la discreta varietà di classi avverse. Proprio il numero di necromorfi, al di là delle brevi sequenze in cui si affrontano i soldati di Danik, indica che Dead Space 3 sia stato plasmato per la cooperativa: vi sono infatti alcuni frangenti in cui gli assalti si fanno talmente sfiancanti che trovano un senso soltanto giocando in coppia. Fortunatamente, a seconda dei punti di vista, almeno a livello normale l'abbondanza di medikit e munizioni è più che sufficiente per contenere agevolmente le esuberanze necromorfe.

Anche la soluzione di alcuni semplici minigiochi ed il design stesso di terminali e macchinari vari, con doppi schermi operativi, prevedono chiaramente il supporto di un compagno. E' indubbio che in questo terzo capitolo sia andata perduta parte della disturbante atmosfera originale, tuttavia il giocatore navigato della serie avrà modo di sentirsi a casa in numerosi frangenti. Oltre allo spazio profondo delle prime ore di gioco, infatti, anche le caverne ed i lugubri edifici presenti sul pianeta ghiacciato Tau Volantis offrono ambienti corrotti ed inquietanti, capaci di infondere il giusto livello di tensione se percorsi in solitaria. Per quanto concerne le classi di necromorfi non vi sono particolari novità rispetto al passato ed alcune sono state persino eliminate: nel complesso, ad eccezione dei pochi confronti con avversari umani ed in determinati capitoli orientati all'azione, le battaglie si affrontano come sempre. Il gameplay rispecchia in toto quello visto in di Dead Space 2 con la sola aggiunta di potersi abbassare. Niente coperture alla Gears of War o agilità da TPS classico; Isaac e John sono “imbrigliati” dalle pesanti tute spaziali e le fasi shooter, sebbene molto più cospicue, si mantengono pienamente in linea col secondo capitolo. Il titolo supporta pienamente il joypad dell'Xbox 360 che a nostro parere è la miglior soluzione per giocare a Dead Space 3, tuttavia anche la combinazione mouse + tastiera funziona egregiamente ed è particolarmente efficace in termini di precisione, vista la mole di conflitti a fuoco. Una piccola nota dolente riguarda i boss fight, pochi per una produzione abbastanza longeva (l'avventura si porta a compimento in 13/14 ore di gioco) e soprattutto non molto vari, sebbene siano ben congegnati.
Spazio e tramonti
Le dichiarazioni del team di sviluppo avevano fatto temere il peggio per il comparto tecnico della versione Pc, la cui realizzazione “non sarebbe differita in modo sostanziale - parole del producer Steve Papoustis - da quella console”, nonostante l'hardware nettamente superiore a disposizione. Fortunatamente il discorso si è limitato alla mancata implementazione delle Direct X 11 e delle texture in alta risoluzione, per tutto il resto è stato svolto un lavoro egregio grazie all'introduzione di un discreto numero di opzioni di rendering avanzate. Tra i vari setting segnaliamo la possibilità di implementare l'irraggiamento, il bagliore, il depth of field (profondità di campo), l'occlusione ambientale SSAO (Screen Space Ambient Occlusion), la sfocatura ed i riflessi delle schermature, oltre che naturalmente tutti i parametri del pannello driver. Da sottolineare che abilitando il vsync dal gioco il framerate sarà bloccato a 30 fps: il nostro consiglio è quello di disabilitarlo e forzarlo tramite driver o col sempreverde D3DOverrider, utile anche per il triple buffering. Con la nostra configurazione di prova principale (i5 3570k con Gainward 680 GTX Phantom e 8 Giga di Ram) e tutte le impostazioni al massimo, in 1080p Dead Space 3 si è rivelato una vera e propria gioia per gli occhi, suffragata dai 60 fps senza tentennamento alcuno anche nelle fasi più caotiche e ricche di effetti.

Da sottolineare in questo senso l'eleganza e la raffinatezza di quelli particellari e di illuminazione, con questi ultimi da sempre fiore all'occhiello della saga. Non mancano scorci mozzafiato e situazioni particolarmente suggestive; su tutte, oltre ad alcune sequenze nello spazio, citiamo uno straordinario tramonto su Tau Volantis che ci ha “obbligati” ad una sosta non prevista per goderci il panorama. Nel nuovo Dead Space può succedere anche questo. Naturalmente i corridoi oscuri e le ambientazioni inquietanti la fanno da padrone anche in questa terza iterazione, nella quale si fanno valere per impatto complessivo anche le malviste aree all'aperto. Ricchi di dettagli e particolari i modelli dei protagonisti, laddove spicca per livello qualitativo la realizzazione delle varie tute di Isaac e John. Meno convincenti i volti che, seppur espressivi, restano ancorati ad una modellazione poco realistica e ben lungi dalle vette raggiunte da titoli come L.A. Noire. Fortunatamente l'eccellente doppiaggio in italiano, uno dei migliori in assoluto per il nostro media, riesce a donare spessore recitativo dove sopraggiungono i limiti tecnici. Meno convincenti i necromorfi di origine umana, talvolta sostenuti da animazioni poco credibili ed in linea con quelle già viste nei capitoli passati. Chiudono il quadro tecnico l'ottimo lavoro svolto sugli effetti sonori e la colonna sonora, in alcuni frangenti action più “movimentata” che in passato ma, anche in questo caso, per la maggior parte del gioco sulla stessa lunghezza d'onda delle precedenti.
L'ultima fatica dei Visceral Games, sebbene abbia parzialmente abbracciato un nuovo corso, rappresenta un degno capitolo di Dead Space e, pur con le sue mancanze, riesce a coinvolgere, divertire e mettere sotto pressione gli appassionati di lungo corso. Non si può certo negare che siamo innanzi più ad un inquietante Action Adventure che ad un Survival Horror per puristi, ciononostante la coop rappresenta più un valore aggiunto per la rigiocabilità che altro e buona parte delle meccaniche sono rimaste inalterate nella “transizione”. Gli scontri con gli umani, soprattutto nei primi istanti di gioco, lasciano indubbiamente perplessi così come i martellanti assalti dei necromorfi in determinati frangenti, tuttavia l'anima di Dead Space è ancora viva e pulsante nella trama, nei textlog e nella maggior parte del level design. Dopo aver portato a termine l'avventura, infine, possiamo aggiungere che le microtransazioni sono del tutto superflue per il videogiocatore appassionato. Anche nella sua versione per PC, la migliore per ovvi motivi tecnici, Dead Space 3 rappresenta un acquisto consigliato per tutti, a patto che non siate alla ricerca di un Survival Horror puro o delle inquietudini generate da titoli come Amnesia: The Dark Descent.
VOTOGLOBALE8.5

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Dead Space 3

Disponibile per: PC | PS3 | XBOX 360
Genere: Azione
Sviluppatore: Visceral Games
Distributore: Electronic Arts
Publisher: Electronic Arts
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Data di Pubblicazione: 07/02/2013
Dead Space 3
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55 voti
8.2
ND.
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