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Deadfall Adventures > Recensione
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Deadfall Adventures - Recensione

Inviato il da Andrea "Zumcens" Centini
Se avete visto il lungometraggio di Stephen Norrington “La leggenda degli uomini straordinari” il nome di Allan Quatermain non vi è sicuramente nuovo, dato che si trattava di uno dei protagonisti della pellicola interpretato niente meno che da Sir Sean Connery. Il personaggio, avventuriero classico nato dalla penna dello scrittore britannico Henry Rider Haggard, ha esordito nel 1885 nel libro “Le miniere di re Salomone” e successivamente in diverse altre opere del letterato, la maggior parte delle quali inedite in Italia. Quatermain ha tuttavia riscosso un notevole successo internazionale e, oltre ad essere finito nel film di cui sopra, è apparso anche in altre serie e pellicole ispirate ai libri di Haggard. Partendo dalla carismatica figura di Allan Quatermain, la software house polacca The Farm 51, già autrice di NecroVisioN e Painkiller, ha realizzato le basi per la trama di Deadfall Adventure, FPS action-adventure costruito attorno alla figura di un ipotetico pronipote del leggendario avventuriero, tale James Lee Quatermain. Dal carattere scontroso e sempre pronto alla battuta sarcastica, il nostro eroe, tuttavia, ha ben poco a che spartire col carismatico bisnonno, essendo fondamentalmente un mercenario guerrafondaio tutt'altro che interessato ad artefatti, riti magici e spedizioni archeologiche. Ciò nonostante egli sarà catapultato nel cuore di una missione in perfetto stile Indiana Jones spinto dal Dio denaro e dalla tenacia della “femme fatale” di turno, ovvero la dottoressa/agente britannica Jennifer Goodwin. Ambientato nel 1930, Deadfall Adventure ci proietta dunque nel classico giro del mondo a caccia di oggetti dai poteri sovrannaturali, nello specifico il Cuore di Atlantide in grado di aprire una porta per il Regno Maya di Xibalba, ovviamente aprendoci la strada a suon di piombo e talvolta spremendo le meningi per risolvere gli innumerevoli puzzle che costellano l'avventura targata The Farm 51. Le premesse per un titolo estremamente interessante ci sono tutte, continuate a leggere la nostra disanima se volete saperne di più.
DUE ANIME
Deadfall Adventures - recensione - PC Sebbene numerosi elementi del gioco traggano chiaramente ispirazione da altre produzioni cinematografiche e videoludiche, come il già citato Indiana Jones, Tomb Raider e soprattutto la bellissima trilogia di Uncharted dei Naughty Dog, con evidenti parallelismi nel plot narrativo, nella soluzione dei puzzle ed in alcune caratteristiche del protagonista, è innegabile che il lavoro dei ragazzi di The Farm 51 tenti un percorso piuttosto originale. Del resto non sono molti gli FPS vecchio stampo che ci pongono continuamente innanzi ad enigmi a tema archeologico - più o meno semplici da risolvere - per procedere nell'avventura. Come sottolineato nel paragrafo precedente, James Lee Quatermain viene catapultato suo malgrado in questa spettacolare spedizione attraverso il mondo, dall'Egitto alle foreste guatemalteche passando per l'Antartide, in un susseguirsi di situazioni ed ambientazioni ben diversificate fra loro. I nostri antagonisti principali, a caccia del medesimo artefatto, sono nientemeno che i nazisti (altro rimando alla celeberrima saga di “Indy”), tuttavia durante il corso dell'avventura, che ha una durata di 8/10 ore, il nostro Quatermain dovrà vedersela anche con i comunisti, traditori e soprattutto con alcuni esseri non morti mummificati, strettamente correlati al mistero che stiamo indagando e che andranno combattuti in modo specifico. Essi infatti ricordano le “ombre” di Alan Wake e vanno investiti con un fascio di luce prima di poter essere sconfitti a suon di piombo.
"James Lee Quatermain viene catapultato suo malgrado in una spettacolare spedizione attraverso il mondo, dall'Egitto alle foreste guatemalteche passando per l'Antartide, in un susseguirsi di situazioni ed ambientazioni ben diversificate fra loro."
Per quanto possa apparire interessante, purtroppo, la trama di stampo classico di Deadfall non riesce mai a decollare, tanto meno a coinvolgere il giocatore, soprattutto a fronte di continui episodi che sanno di “già visto” e soprattutto per via di personaggi stereotipati, insipidi e totalmente privi di carisma e spessore, un aspetto ulteriormente catalizzato dal pessimo doppiaggio in inglese - non sottotitolato in italiano - e da scambi di battute poco interessanti. Chiuso un occhio sull'elemento “trama”, il piatto forte dell'ultima fatica targata The Farm 51 è la sua duplice natura; da una parte abbiamo infatti uno shooter di stampo evidentemente tradizionale, dall'altro un action-adventure in prima persona costellato da enigmi da risolvere. Entrambe le anime del gioco, tuttavia, presentano importanti fattori di criticità che inficiano l'economia globale del prodotto. Per quanto concerne le fasi puramente shooter, esse paiono generalmente anonime e del tutto prive di mordente. I nemici umani, dotati di un'intelligenza artificiale deficitaria, si limitano infatti nella maggior parte dei casi a far capolino dalle coperture o a farsi bersagliare in campo aperto, divenendo realmente pericolosi solo quando lanciano le granate per stanarci o nelle poche fasi in cui ci assaltano ad ondate. Il discorso cambia sensibilmente quando abbiamo a che fare con le creature sovrannaturali, soprattutto se numerose, poiché essendo necessario l'utilizzo della torcia si arretra continuamente, e gli scontri a fuoco ricordano quelli con i nemici base di Painkiller. Sebbene il nostro eroe disponga di un arsenale dell'epoca ben nutrito e diversificato, che tuttavia impone di portare un paio di bocche da fuoco alla volta, non abbiano notato particolari differenze tra la maggior parte di esse, laddove solo alcune del lotto risultano particolarmente efficaci contro i nemici, come il fucile da cecchino. Purtroppo risultano evidenti alcuni problemi con l'hitbox e talvolta è necessario bersagliare i nemici diverse volte prima di ottenere una reazione, un elemento indubbiamente frustrante, fastidioso e poco spettacolare.
"Da una parte abbiamo infatti uno shooter di stampo evidentemente tradizionale, dall'altro un action-adventure in prima persona costellato da enigmi da risolvere."
Gli scontri a fuoco sono ulteriormente danneggiati dalla pessima IA dei nostri compagni di viaggio che, nella maggior parte dei casi, si mettono a sparare sulle coperture (le proprie) piuttosto che contro i nemici stessi, affievolendo le già poche emozioni di queste fasi, che non decollano nemmeno contro i rari boss che si incontrano durante l'avventura. L'altra faccia della medaglia di Deadfall Adventure è rappresentata dalla presenza importante di puzzle ed enigmi da risolvere, necessari non solo per procedere nella storia ma anche per recuperare i numerosi tesori disseminati nei livelli, esattamente come avviene in Uncharted: questi ultimi sono suddivisi in tre categorie differenti ed una volta raccolti possono essere “spesi” presso gli appositi totem per migliorare le caratteristiche del nostro eroe, ad esempio dotandolo di una maggior resistenza, un rateo di fuoco migliorato, una maggior velocità di ricarica e via discorrendo. Gli enigmi che ci si parano innanzi sono spesso facilmente risolvibili grazie all'utilissimo taccuino ereditato da Allan Quatermain, che nella maggior parte dei casi riporta le esatte combinazioni di leve, interruttori e sequenze da azionare, tuttavia ve ne sono alcuni che richiedono un'attenta osservazione dell'ambiente circostante o semplici operazioni matematiche per essere risolti. Non ci siamo comunque mai imbattuti in situazioni frustranti o di comprensione particolarmente difficoltosa. Va sicuramente sottolineata la grande varietà di puzzle presenti che, sebbene non sempre ispirati, oltre a spezzare l'azione poco incisiva delle fasi shooter, favoriscono la componente esplorativa degli ambienti di gioco. Purtroppo non tutti i checkpoint sono stati studiati con cura e talvolta può capitare, soprattutto quando si va a caccia di tesori, di finire in trappole mortali e dover rigiocare intere sequenze prima di poter fare un secondo tentativo, magari sorbendoci intere cutscene che non si possono saltare. Oltre alla campagna principale, che rappresenta il fulcro di Deadfall Adventure, l'ultima fatica dei The Farm 51 offre anche una variegata componente multiplayer e cooperativa (la classica modalità orda), che competitiva, tra classici deathmatch, cattura la bandiera (chiamata Capture the Artifact) e simili. Purtroppo al momento i server di gioco sono deserti e non ci è stato possibile testare a fondo le modalità, se non effettuando un excursus delle mappe che richiamano quanto visto nel single player.
L'INVASIONE DELLE CASSE
Deadfall Adventures - recensione - PC Dal punto di vista squisitamente tecnico il titolo pubblicato da Nordic Games, plasmato sul celeberrimo Unreal Engine, rispecchia in toto la sua natura duplice, presentando una serie di alti e bassi nel corso di tutta l'avventura. Se da un lato troviamo infatti ambientazioni spesso evocative, ricche di dettagli e curate sia dal punto di vista del design che dell'impatto scenico - citiamo in particolare gli stanzoni di alcuni templi - dall'altro troviamo un level design talvolta piatto, con corridoi stracolmi di casse e oggetti tutti uguali o ambientazioni all'aperto incredibilmente spoglie e prive di elementi suggestivi. Andando ad esaminare i vari elementi nel dettaglio, inoltre, si possono notare texture estremamente slavate e poco definite, che in taluni casi risultano semplicemente inguardabili. Emblematico il caso rappresentato dalle armi quando vengono impugnate per prendere la mira, laddove gli elementi più vicini all'occhio del giocatore risultano praticamente monocromatici e mal definiti. Discutibili anche le animazioni dei vari personaggi su schermo, protagonisti e non, spesso poco fluide, legnose e caratterizzate da qualche compenetrazione poligonale di troppo. E' evidente che il piccolo team di sviluppo non abbia avuto accesso alle migliori tecnologie di motion capture oggi disponibili, ed il comparto visivo, nel complesso, ad esclusione di alcune situazioni più curate di altre, risulta generalmente datato con una mole poligonale appena discreta.
"Dal punto di vista squisitamente tecnico il titolo pubblicato da Nordic Games, plasmato sul celeberrimo Unreal Engine, rispecchia in toto la sua natura duplice, presentando una serie di alti e bassi nel corso di tutta l'avventura."
Per quanto concerne le texture abbiamo inoltre riscontrato un caricamento ritardato delle stesse, tuttavia il fenomeno, piuttosto evidente e che ricorda quanto avvenne con il discusso Rage al lancio, si presenta fortunatamente solo al primo caricamento di un livello. Il titolo è impreziosito da alcuni effetti di luce interessanti, mentre quelli particellari - ad esempio quelli relativi alle esplosioni - risultano solo abbozzati. Tra le impostazioni grafiche avanzate è possibile settare la qualità delle texture, degli effetti di luce, delle ombre, il post processing, il filtro antialiasing ed il framerate smoothing, una buona varietà considerando la natura multipiattaforma del progetto. Con tutti i dettagli al massimo ed in 1080p con la nostra configurazione di prova principale, ovvero i5 3570k con Gainward 680 GTX Phantom, 8 Giga di Ram e Windows 8.1, abbiamo ottenuto i 60 fps stabili con qualche leggerissimo tentennamento in rare circostanze, ascrivibili verosimilmente a problemi di ottimizzazione. Per quanto concerne il comparto audio, spicca soprattutto il gradevole tema principale che ricalca le melodie di quello di Prince of Persia (2008) e la traccia “Reunion” di Uncharted 2, mentre gli effetti sonori risultano nel complesso di qualità mediocre, con campionature poco incisive soprattutto per le varie bocche da fuoco disponibili.
Nonostante le buonissime premesse e le ambizioni degli sviluppatori, il titolo pubblicato da Nordic Games presenta troppi alti e bassi per raggiungere standard qualitativi solo discreti. Una trama poco ispirata, dialoghi pessimi e fasi shooter noiose e prive di mordente, oltre che un'intelligenza artificiale deficitaria, si contrappongono ad ambientazioni talvolta interessanti ed evocative, laddove la presenza importante di puzzle ed enigmi riesce a stuzzicare la curiosità e la vena esploratrice del giocatore. La natura duplice di Deadfall Adventure si riflette anche sulla componente tecnica, con un level design frammentato che alterna soluzioni altamente scenografiche e spettacolari ad altre piatte e povere di dettagli. Discutibile, inoltre, il livello qualitativo di buona parte delle texture a breve distanza, delle animazioni e delle campionature audio. Se siete alla ricerca di un action adventure con una buona dose d'azione e sapete chiudere un occhio innanzi a trama ed impianto tecnico, potete comunque dare una possibilità al titolo sviluppato da The Farm 51. Per tutti gli alti consigliamo un test approfondito prima di procedere ad un eventuale acquisto.
VOTOGLOBALE6.3

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Deadfall Adventures

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: The Farm 51
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Nordic Games
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 14/11/2013   
XBOX 360: 22/11/2013   
Requisiti minimi:
OS: Windows XP SP 3, Windows Vista/7/8
Processore: Intel Core 2 Duo @ 2 GHz / AMD Athlon 64 X2 o equivalente
Memoria: 2 GB di RAM
Scheda grafica: NVIDIA GeForce 9600GT / ATI Radeon HD 3830, 256 MB VRAM, con supporto a Shader Model 3
Hard disk: 6.5 GB di spazio su disco

Requisiti consigliati:
OS: Windows 7/8
Processore: 2.6 GHz Quad Core
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda grafica: NVIDIA GeForce GTX 460 / ATI Radeon HD 5850, 1 GB VRAM
Deadfall Adventures
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