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Deadlight - Recensione

Inviato il da Enrico Spadavecchia
Ad Agosto, in piena Summer of Arcade, Microsoft rilasciò un curioso Xbox Live Arcade che sembrava uscito direttamente dalle pagine di The Walking Dead di Robert Kirkman, e che riproponeva meccaniche di gioco che credevamo estinte col finire degli anni ’90. A distanza di qualche mese, visto il successo riscosso, il colosso di Redmond ha promosso la realizzazione di un porting del gioco per la felicità dei PC gamers.
 
GRUNGE ZOMBIES
Una mattina potremmo svegliarci per il frastuono provocato da scomposte folle di zombie che invadono i curatissimi giardini delle nostre villette bifamiliari. Quel giorno indosseremo un berretto fuori moda prendendo in pugno la situazione, improvvisandoci pistoleri e acrobati, nonché raffinati intrattenitori, armati solo di un fascino alla Clint Eastwood e una voce roca. Randall Wayne, protagonista di Deadlight, è un uomo comune, uno dei tanti ad aver perso tutto mentre l’epidemia prendeva il sopravvento. Sullo sfondo di un’ipotetica Seattle nella metà degli anni ‘80, che non sarebbe sopravvissuta abbastanza per ospitare i primi concerti dei Nirvana, l’avventura si focalizza su Randall e tutto ciò che gli resta: una manciata di amici da portare in salvo, un’ascia da pompiere e un sacco di brutti ricordi. Dagli amici, però, dovremo separarci già dal filmato di apertura, grazie ad uno slancio eroico del buon Randall, che deciderà di tenere occupate le “ombre” (appellativo con cui gli abitanti di Seattle si riferiscono ai concittadini infetti) per permettere agli di farsi fanno strada verso il “Safe point”. Constatata la tragicità della situazione, ci ritroveremo di fronte ad una struttura di gioco familiare, almeno per chi, ai tempi, ha avuto il piacere di provare capolavori come Another World, o il più recente Limbo. Saldamente ancorati all’orizzontalità dei platformer di stampo classico, controlleremo un personaggio quanto mai umano nei movimenti, salvo per alcune inaspettate prodezze da parkour. L’unico difetto del porting su PC si mostra soprattutto nella gestione dei controlli, che divisi fra mouse e tastiera, non garantiranno un approccio semplicissimo, neanche in seguito all’inevitabile riconfigurazione della mappatura comandi. È pertanto consigliata, come accade per la maggior parte dei porting analoghi, l’utilizzo di un buon gamepad; in questo modo sarà possibile godere dell’esperienza di gioco così com’è stata concepita, in principio, su live arcade.

Nel corso della narrazione, che prosegue col ritmo incalzante di una graphic novel, saremo chiamati ad affrontare difficoltà di ogni tipo, da sezioni prettamente platform, a piccoli puzzle dalla facile risoluzione e sporadici testa a testa con i non morti. Diciamo sporadici perché sarà sempre consigliabile evitare il confronto diretto con le “ombre”, preferendo il più delle volte attirarle nelle trappole disseminate per le strade della città. Gli infetti in Deadlight si mostrano parecchio coriacei e sarà fin troppo facile lasciarsi sopraffare dai loro attacchi, soprattutto quando si è in difetto numerico. Sarà di grande aiuto per il giocatore la possibilità di attirare, fischiando, gli zombie per raggrupparli e superarli in una sola volta, o meglio ancora, per vederli precipitare da altezze considerevoli.Come accade nel celeberrimo lavoro di Kirkman al quale Deadlight è liberamente ispirato, quando il mondo è ormai infestato dagli zombie, il pericolo maggiore è rappresentato dagli stessi sopravvissuti: un gruppo armato infatti, autoproclamatosi la “Nuova Legge”, ha preso possesso di alcune aree della città, e sta divulgando messaggi radio per dirottare tutti i superstiti - fra cui gli ignari amici di Randall - nel loro forte, per destinare loro le peggiori nefandezze immaginabili. Alla lotta per la sopravvivenza si aggiungerà così quella contro il tempo, per raggiungere i nostri amici prima che cadano vittime delle torture della Nuova Legge.
I brevi puzzle, spesso ridotti al semplice superamento di trappole o ostacoli ambientali di vario genere, vedranno Randall impegnato nello spostamento delle immancabili casse o alle prese con l'attivazione di leve ed interruttori disseminati nell’area di gioco, che solo raramente costringeranno il giocatore a ricorrere al backtracking; semplici ed immediati, i puzzle rappresentano un buon espediente per spezzare il susseguirsi di salti sulle piattaforme e scontri con gli zombie. Nonostante alcune sezioni particolarmente ostiche che richiederanno un numero più che discreto di retry, l’esperienza di gioco si è dimostrata sempre appagante e mai ripetitiva.Sebbene la storyline e lo stile siano vistosamente derivativi, Deadlight riesce a colpire il videogiocatore grazie ad un gameplay efficace (che, nella sua semplicità, riesce a tener testa agli altri illustri appartenenti al genere) nonché un’infinità di immagini di forte impatto, che molto spesso ci si fermerà ad ammirare, anche quando saremo inseguiti da branchi di cadaveri bavosi.

Il forte impatto visivo, alla base del successo del titolo, è dato principalmente dal riuscitissimo effetto “controluce”, che non tarderà a focalizzare l’attenzione del giocatore sui dettagliatissimi e convincenti fondali di un’irriconoscibile Seattle. Gli ambienti urbani e i brevi tratti nei paesaggi naturali, gli interni delle case e gli improbabili sotterranei della città brulicano di finissimi dettagli e sono pregni di una drammaticità mai vista in qualsiasi survival horror. Il motore grafico muove un ambiente che gli sviluppatori amano definire in “2,5 dimensioni”, formato da elementi disegnati in tre dimensioni incastonati nella struttura prettamente ‘piatta’ del platforming a scorrimento orizzontale. Il risultato finale, grazie alla cura del level design, è imponente, soprattutto nei rari momenti in cui ci si ricorderà di avere per le mani un semplice live arcade. Il comparto sonoro si unisce al teatrale successo della realizzazione tecnica, con una maestosa campionatura di suoni ambientali e un doppiaggio più che buono. L’unica pecca della realizzazione di Deadlight resta la scarsa longevità: nonostante i vari livelli siano disseminati di indizi, bonus e altre amenità, in molti resteranno con l’amaro in bocca dopo le 3-4 ore necessarie per portare a termine la prima run.
Il porting su PC di uno dei più promettenti live arcade di quest’anno si rivela più che valido nonostante la scarsa longevità - rimasta comunque invariata rispetto alla controparte Xbox 360 - e a causa di alcune piccole difficoltà legate al sistema di controllo. Deadlight è un titolo che spicca fra le innumerevoli produzioni a tema zombie, grazie ad una realizzazione grafica di tutto rispetto, nonché al merito di aver riportato in luce un genere, quello dei cinematic platform, che non deve per nessun motivo cadere nel dimenticatoio.
VOTOGLOBALE7.5
Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Deadlight

Disponibile per: XBOX 360 | PC
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Tequila works
Distributore: Microsoft
Pegi: 16+
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 01/08/2012   
PC: 25/10/2012   
OS Version:Windows XP SP3 / Windows Vista
Processor : 2.0+ Ghz
Memory : 2 GB
Graphics : Shader model 3.0 support, DirectX version : 9.0c
Network : Broadband internet connection
Disk Space : 5GB
Sound card : DirectX 9 compatible sound card
Deadlight
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