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Deus Ex: Human Revolution - Recensione

Inviato il da Diego "E_Doc" Saragoni
Scegliere. Compiere una scelta significa determinare un valore per ogni opzione a disposizione per poi selezionarne una in base alla valutazione delle conseguenze che questa comporta. Soltanto quando costretti si tende a scegliere il male minore, a considerare tra le probabili perdite quelle che meglio potremmo sopportare. Tuttavia, nella realtà, difficilmente la scelta soggettiva avviene tra opzioni con conseguenze esclusivamente negative e spesso a chi si trova costretto a doverlo fare viene dato l'appellativo di antieroe. Eidos Montreal, neonata divisione canadese della nota software house britannica, presenta il terzo episodio di una saga visionaria e geniale: Deus Ex: Human Revolution.
 
Broken Mirror
Deus Ex: Human Revolution - recensione - PC Il presente di Deus Ex è fatto di fragili equilibri dove l'implacabile avidità delle Corporazioni e delle grandi Multinazionali esercita una forte forma di controllo sulle differenti società. È un mondo popolato da uomini che, spinti dai progressi ottenuti nella biomedicina e cibernetica, hanno accelerato l'evoluzione umana. Nell'ultimo decennio i successi tecnologici delle Sarif Industries hanno lentamente destabilizzato la morale collettiva che si dimostra restia ed incapace nel rifiutarle del tutto. Sostituire chirurgicamente gli arti e gli organi sani con quelli meccanici sta diventando una prassi comune e nella convizione di migliorare la propria condizione di semplice uomo si sta perdendo il senso della misura. Il fragile equilibrio viene spezzato quando le corporazioni in possesso di questa tecnologia - intuendone l'enorme potenziale economico nonché l'impatto nel campo militare - ne normalizzano l'uso su scala mondiale permettendo a chiunque, con la dovuta disponibilità economica, di potervi accedere.
Assottigliando il confine tra uomo e macchina gli innesti neurali e biomeccanici modificano irreversibilmente il concetto di essere umano. Adesso, in un mondo pieno di paure e conflitti, dominato dalla violenza e dall'oppresione, si lotta per rivendicare un'umanità ormai perduta.

È l'anno 2027 ed è l'edizione serale del telegiornale condotto da Eliza Cassan ad introdurci in questo futuro alternativo. La reporter focalizza l'attenzione sullo storico incontro che avverrà l'indomani tra le Sarif Industries ed il governo di Washington, mentre Megan Reed segue la conversazione al telefono con Adam Jensen. Adam è teso e non riesce a nascondere la preoccupazione per il compito che gli è stato affidato: come responsabile della sicurezza dello staff scientifico di David Sarif non può permettersi errori. Tuttavia nei minuti che seguono capiamo che è la presenza della ricercatrice dei laboratori Sarif a renderlo nervoso: i due, in un passato piuttosto recente, hanno condiviso molto più che il semplice lavoro. Mentre ci muoviamo verso lo studio di David, per un breve briefing prima della partenza, le nostre riflessioni vengono interrotte improvvisamente, quando, con lo scattare di un allarme e con largo anticipo sulle nostre aspettative, ci troviamo a dover difendere non soltanto i risultati ottenuti da Megan ma anche la sua vita. In questo breve prologo la vita di Adam Jensen cambierà per sempre e portato ad un passo dalla morte gli verrà negata la libertà di scelta.

Sono passati sei mesi da quella maledetta notte ed il filmato iniziale ci restituisce un Adam Jensen vivo ma profondamente cambiato. Ridotto in fin di vita è stato salvato da un massiccio intervento della tecnologia Sarif, il suo non è più un corpo umano ma un concentrato della più alta espressione della follia. Gli innesti racchiusi in Adam non sono semplici potenziamenti, ma sono pura manifestazione del genio bellico delle Sarif Industries. I suoi dubbi, le sue insicurezze sulla validità di simili interventi sulla natura umana, sono ancora presenti, sono gli stessi dell'io fatto esclusivamente di carne ed ossa. Adam non ha scelto di essere potenziato: gli è stato imposto. Il conflitto interiore è violento e mal celato; ne veniamo a conoscenza poco alla volta, dai particolari che Eidos, con una cura maniacale per la regia, ha nascosto nello svilupparsi della storia. Nell'appartamento di Jensen, viene fuori una parte di questo stato d'animo. È lo specchio rotto del bagno a parlarci del vecchio Adam che, prendendo a pugni tutto, cerca il suo posto in un corpo che non gli appartiene più.
Scelta e conseguenza
Deus Ex: Human Revolution - recensione - PC Le Sarif Industries sono sotto attacco da parte di un gruppo terroristico che agisce per preservare la natura umana dalla manipolazione genetica ed Adam, appena rientrato in servizio, si vede costretto ad intervenire per risolvere una situazione pericolosa ed ambigua che lo trascinerà in una spirale di giochi di potere apparentemente senza fine.
Deus Ex: Human Revolution è un FPS caratterizzato da una forte componente RPG che si manifesta soprattutto nella possibilità di scelta. Il gameplay è influenzato dalla nostra capacità di scegliere, in grado di determinare non tanto la storia principale, sempre confinata in una struttura ben precisa, quanto il modo in cui essa si sviluppa. In ogni momento infatti la decisione presa avrà delle conseguenze precise e la sensazione di completa libertà è sempre presente.
L'anima del gioco punta fondamentalmente verso lo stealth. Essa viene favorita dal level design che spinge il giocatore a muoversi nascondendo le proprie tracce ed a prendere di soppiatto i nemici scegliendo se stordirli od eliminarli. In entrambi i casi una breve cut-scene molto spettacolare ci regalerà dei momenti esaltanti che non devono però distrarci dal dover nascondere il corpo del malcapitato - sempre che non si decida di lasciarlo in vista per fare da esca. La dichiarazione rilasciata dallo staff Eidos -“si può completare il gioco senza nemmeno sparare un colpo, ad eccezione di alcuni boss che incontreremo”- sembra del tutto veritiera se si considera che avremo una vasta scelta di percorsi alternativi per raggiungere di volta in volta le differenti mete. In questo veniamo aiutati dalla struttura delle città. Dominate in superficie dai grattacieli e vessate sottoterra da un sistema fognario quasi mai all'altezza, assicurano una componente esplorativa in grado di intrattenere per ore. Spesso, nel dover raggiungere un determinato punto, incontreremo ostacoli di vario genere a cui corrisponde sicuramente un percorso alternativo il più delle volte celato ai nostri occhi. Proprio in questi frangenti torna a farsi sentire il peso di aver compiuto una scelta. Infatti molti di questi percorsi sono strutturati in dipendenza dei potenziamenti fisici da noi posseduti: se ad esempio nel progredire della storia abbiamo preferito aumentare le capacità degli innesti cerebrali, probabilmente risulterà letale spostarsi da un edificio all'altro saltando sui tetti. Tuttavia chi preferisce un approccio diretto non rimarrà deluso. I soldati nemici si dimostrano agguerriti e pressoché inavvicinabili in uno scontro diretto. Dunque dovremo ricorrere ai movimenti in copertura che, con una continua alternanza tra visuale soggettiva e in terza persona alle spalle di Jensen, ci aiuteranno a studiare ogni locazione per trarne il massimo vantaggio. Anche in questo caso, potendo passare in ogni momento dallo stealth ad un approccio diretto, sarà fondamentale la scelta delle armi e la gestione dei relativi potenziamenti. Il gameplay risulta comunque solido e solo in alcuni momenti procede con leggeri tentennamenti, esitazioni che vengono subito soffocate dall'introduzione di nuovi elementi capaci immediatamente di risvegliare l'interesse nell'esplorazione necessaria per progredire. Tra i tanti spicca il formidabile sistema di interazione sociale. I dialoghi rappresentano un aspetto formidabile di Deus Ex: Human Revolution e non devono essere trascurati, ma piuttosto ponderati e gestiti con cura. Ogni singolo personaggio (anche il mendicante all'angolo della strada) è in grado di interagire con noi in uno scambio di informazioni più o meno utili ma quasi sempre in grado di modificare profondamente le nostre possibilità di scelta. Dialogare ci permette di conoscere, e ad esempio successivamente di corrompere, un poliziotto dalla dubbia integrità professionale che ci farà entrare nel palazzo della Polizia per la porta principale, piuttosto che essere costretti a cercare una rischiosa soluzione dall'alto od uno scomodo passaggio nelle fogne. L'importanza dell'interazione sociale trova la sua massima espressione nei cosiddetti “dialogue-bosses”, personaggi importanti da affrontare non con l'uso delle armi, ma con virtuosi sofismi il cui esito peserà sul successivo sviluppo della story-line. Questi scontri risultano molto più stimolanti dei canonici boss presenti nel gioco che, anche se carismatici, risultano ingabbiati in modalità di scontro molto classiche.

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Deus Ex: Human Revolution

Disponibile per: PC | XBOX 360 | PS3 | Wii U
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Eidos
Distributore: Halifax
Pegi: 18+
Data di Pubblicazione:
PC: 26/08/2011   
XBOX 360: 26/08/2011   
PS3: 26/08/2011   
Wii U: 15/05/2013   
Minimi:
OS: Windows XP, Windows Vista or Windows 7
Processor: 2 GHz dual core
Memory: 1 GB RAM (Windows XP) / 2 GB (Windows Vista and Windows 7)
Graphics: NVIDIA GeForce 8000 series or ATI Radeon HD 2000 series or better
DirectX®: DirectX 9.0c
Hard Drive: 8.5 GB

Raccomandati
OS: Windows 7
Processor: AMD Phenom II X4 or Intel Core 2 Quad or better
Memory: 2 GB
Graphics: AMD Radeon HD 5850
DirectX®: DirectX 9.0c
Hard Drive: 8.5 GB
Deus Ex: Human Revolution
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