Diablo III > Hands on
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Diablo III - Hands on

Inviato il 28/09/2011 da Alessandro Sordelli
Possiamo affermare che il cosmo videoludico è costruito sulla serializzazione e sulle saghe, questo perchè quando una formula è vincente, il progresso tecnologico e l'evoluzione del medium permettono di apportare nuove migliorie a un qualcosa che già riesce ad appassionare e divertire. Diablo è un gioco che esemplifica perfettamente il concetto in questione: un gameplay semplice e intuitivo, dall'aspetto accattivante in un setting fantasy che non può non piacere. I primi due capitoli targati Blizzard hanno reinventato un genere, per non dire che hanno addirittura imposto un nuovo standard di giochi pensati per la piattaforma PC. Il terzo capitolo, di recente posticipato ai primi mesi del 2012, promette di rivoluzionare completamente il concetto di gioco cooperativo e di game network, con l'introduzione di servizi pensati per proiettare i giocatori in un ibrido tra single player e multiplayer massivo.
La versione sulla quale abbiamo messo le mani per questo articolo, è la beta partita il 21 Settembre scorso in territorio americano, quindi una versione US con testi e audio in lingua inglese. Comprendente circa tre ore della campagna, giocabile con tutte e cinque le classi che saranno disponibili al lancio.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Ritorno a Tristram
Diablo 3 - hands on - PC Il gioco parte ai margini della città di Tristram, posto ben noto ai veterani di Diablo per essere l'epicentro dei precedenti capitoli della serie. Si tratta di una cittadina situata in una lugubre e nera foresta, luogo maledetto da una presenza diabolica che sembra assolutamente impossibile da fermare, anche dopo ripetuti interventi da parte di eroi provenienti da ogni angolo di terre lontane. Giungiamo in paese su un sentiero già costellato da cadaveri mutilati e carri rovesciati su sé stessi. Dopo qualche decina di metri iniziano a fare capolino delle ributtanti creature intente a divorare resti umani: si tratta dei risvegliati, creature non morte che operano nei profondi meandri delle catacombe sotto la cattedrale. La città è barricata e le guardie vigilano per tenere fuori dalle mura ogni genere di minaccia. Varcato il portone di Tristram la mente torna indietro a quelle prime partite di ormai quindici anni fa, che ci avevano tenuto con gli occhi incollati a quella grafica isometrica che ha reso celebre un intero genere. L'elemento storia parrebbe molto più curato rispetto al passato, con frequenti dialoghi e oggetti recuperabili durante la lunga marcia verso l'inferno, che ci racconteranno di eventi passati o personaggi ormai scomparsi.
Dopo aver esplorato il paese e svolto qualche piccola missione, si parte alla volta della cattedrale, che cela nelle sue fondamenta il male del mondo. Gli spostamenti avvengono sin da subito con i portali magici che ormai ben conosciamo, questo per ovvi problemi logistici legati alle ampie dimensioni delle mappe e al sistema costruito su multi-livelli. Come se non fosse abbastanza è altrimenti possibile utilizzare la pietra del richiamo che teletrasporta direttamente in città da un qualsiasi punto degli intricati dungeon. Per quanto riguarda i normali spostamenti tra aree invece ed essendo l'esplorazione un aspetto fondamentale di Diablo III, la mappa risulta uno strumento indispensabile, da controllare in ogni momento per assicurarsi di non aver trascurato corridoi o luoghi che potrebbero nascondere preziosi tesori. Fortunatamente la mini mappa è molto ben fatta e quindi sempre ben leggibile, oltre che poco invasiva. L'interfaccia è quindi molto pulita, riccamente decorata in puro stile Blizzard ma comunque semplice, rinterpretazione fedele di quella classica.
La giocabilità non aggiunge nulla a quanto già conosciamo: i tasti del mouse si usano per il movimento e per gli attacchi primari, mentre per tutto il resto ci sono i cinque slot rapidi che possiamo personalizzare a seconda dello stile di gioco. Esattamente come in passato, non è possibile muoversi e attaccare contemporaneamente, una scelta fedele al brand ma che per certi versi può risultare vetusta.
L'ambiente è fortemente interattivo, molto di più rispetto a quanto si sia visto finora in qualsiasi altro gioco di questa categoria. L'ausilio del motore per la gestione della fisica Havok ha certamente reso il compito più facile al team di Blizzard che, grazie a questo potente strumento, è stato in grado di creare elementi distruttibili disseminati per tutta l'area di gioco. I numerosi oggetti in legno presenti nei dungeon possono essere tutti distrutti, così come il vasellame, i candelabri e alcuni cancelli possono esplodere o crollare. L'interazione con l'ambiente non è un puro abbellimento estetico, ma uno strumento efficace per uscire velocemente da spiacevoli situazioni. Un muro può crollare spappolando i nemici sotto le macerie, mentre un candelabro che cade dal soffitto può trafiggere i nemici che vi si trovano sotto: chiaramente lo scenario può essere un potente alleato. Negli esterni la situazione è legermente diversa ma la resa altrettanto ottimale: sui prati che ci accompagnano al cimitero, una morbida erbetta si muove lieve al nosto passaggio, mentre il tetto di una catapecchia crolla rumorosamente al suolo. Le atmosfere che permeano le location sono fortemente suggestive e le luci colorate degli ambienti rafforzano l'effetto evocativo delle scene.
La beta ha termine sconfiggendo il boss King Leoric. Il primo run ci ha permesso di arrivare in fondo in esattamente tre ore e dieci minuti e in nove livelli, spendendo tutto il tempo necessario ad ascoltare i PNG, e ponendo attenzione all'aspetto narrativo. Il level cap per il gioco è impostato su 60, anche se questa versione dimostrativa limita al tredicesimo. Nonostante questo abbiamo comunque avuto modo di renderci conto che le abilità vengono sbloccate tutte durante i primi 30 livelli, mentre per i successivi 30 rimarrà solo l'incremento delle caratteristiche chiave quali attacco, precisione, difesa e vitalità.
Come annunciato anche nel precedente articolo relativo al nostro hands-on di Colonia, sono stati eliminati gli skill tree per le varie classi, sostituiti da un più comodo e uniforme sistema di sblocco delle abilità ad ogni level up. In termini pratici, con l'impegno e l'incremento di livello, sarà possibile sbloccare tutte le abilità designate per la classe, con il solo limite di non poterle utilizzare tutte contemporanemente. Per spiegare in parole povere l'intento di Blizzard con questa recente modifica, l'idea è quella di avere una build, quindi una particolare configurazione di abilità o skill, che permettano di entrare in campo per poter svolgere al meglio un ben preciso e studiato ruolo, in modo da poter risolvere una situazione particolamente ostica oppure per sopperire a eventuali mancanze dei compagni di squadra. Per chi avesse dimestichezza con i MMORPG, l'idea di base ricorda molto quella attuata per Guild Wars, che con una manciata di abilità da selezionare tra le molte disponibili, impone di creare potenti combinazioni e tattiche invincibili. In questo caso è possibile scegliere fino a sei abilità da inserire nei quick slot o accessibili tramite pulsanti del mouse, in modo da avere a portata di mano ciò che è più utile nella momentanea situazione. Chiaramente è possibile modificare la selezione delle abilità in ogni istante, ma come potete immaginare la cosa risulta molto difficile nel bel mezzo di un violento combattimento. A livello dieci si sblocca la prima abilità passiva su tre in tutto, ottenute ai livelli 10, 20 e 30. Assenti tuttavia sono purtroppo le pietre runiche, a quanto pare disponibili solo a partire dal secondo atto.
Cinque eroi, un solo obiettivo
Diablo 3 - hands on - PC Uno degli aspetti più interessanti della beta è stato il poter provare, mouse alla mano, tutte e cinque le classi di gioco, anche se già presentate al pubblico da diverso tempo grazie a numerosi trailer. Ma andiamo con ordine e analizziamo ogni singolo personaggio che avremo la possibilità di interpretare nel nuovo capitolo di Diablo.
Il barbaro è un felice e atteso ritorno dal secondo episodio, fiero e possente combattente delle terre selvagge che sbaraglia il nemico sventolando la sua ascia con voce tonante. Nel primo Diablo avevamo solo una classe combattente su tre, il classico guerriero, poi diversificato nel secondo capitolo con due distinte categorie, ovvero il paladino e il barbaro appunto. Nello sviluppo del qui presente episodio, il team di sviluppo ha voluto diversificare maggiormente le cose e proporre ancora una volta una sola classe puramente da mischia. Dopo qualche ora di utilizzo ci è parso evidente che il ruolo del barbaro è quello classico del tank, con abilità ed equipaggiamento volti ad incassare quanti più danni possibile. Per utilizzare le sue abilità fa uso della furia, che si ricarica ad ogni colpo che infligge con l'arma da lui impugnata.
L'incantatore è un altro di quei personaggi che non può mancare nella schiera degli eroi contro le forze del male. Armato di bacchetta magica, incanala le forze arcane per scagliarle con potenza contro il nemico in agguato. Può utilizzare lo scudo per incrementare le sue difese, anche se i suoi devastanti attacchi hanno dimostrato che i nemici fanno molta fatica ad avvicinarsi per colpire.
Il mago si dimostra potentissimo sugli attacchi ad area sin dai primissimi livelli, facendo afflosciare su sé stessi i risvegliati nemmeno fossero carta straccia. Lo sviluppo del personaggio punta quasi esclusivamente su skill che danneggiano molteplici obiettivi, e di conseguenza diviene la classe più indicata a ruolo di DPS.
Il witch doctor -alias lo sciamano- è a prima vista un personaggio bizzarro, specialmente in un contesto medievaleggiante come quello di Diablo: infatti di primo acchito pare di trovarsi di fronte ad uno stregone voodoo dei cartoni animati, con tanto di maschera tribale e piume svolazzanti. Lo sciamano inizia il gioco con una sorta di pugnale cerimoniale, che può essere utilizzato sia come arma in mischia, che a distanza come cerbottana che sputa dardi avvelenati. La magia rituale padroneggiata da questo misterioso individuo sfrutta le forze della natura e quelle degli spiriti: al primo livello è possibile evocare dei cani zombi che si lanciano famelici sul nemico, mentre al secondo sblocchiamo una skill che, se utilizzata, materializza dei rospi velenosi che andranno a schiantarsi esplodendo contro i nemici. L'aspetto interessante di questa nuova classe è la versatilità, dovuta alla possibilità di concentrare i danni su un singolo, oppure danneggiare un gruppo più numeroso, in mischia o a distanza. Lo sciamano può anche creare interessanti diversivi con abilità che permettono di paralizzare o far fuggire i nemici e per questo nel comparto multigiocatore è un ottimo elemento di supporto.
Il cacciatore di demoni è invece un esperto nella battaglòia contro i signori dell'inferno e scende in battaglia armato di balestra, con una serie di ingegnosi espedienti. A guardarlo ha l'aspetto di un losco individuo con un passato da nascondere, reduce di lunghi viaggi che l'hanno addestrato a cacciare mostri di ogni genere e tipo. E' un personaggio fortemente tattico, che infligge un po' meno danni rispetto alle altre classi, ma che risulta un valido - e in alcuni casi indispensabile - elemento nella modalità multiplayer, specialmente quando si gioca a livelli di difficoltà elevati. Con i suoi strumenti è in grado di incatenare i nemici tra di loro oppure rallentare gli avversari piazzando trappole magiche sul percorso. E' anche l'unica tra le cinque professioni ad avere tre indicatori sulla barra dell'interfaccia anziché due: infatti oltre all'indicatore della vita posto a sinistra, sulla destra abbiamo una sfera suddivisa a metà con Disciplina e Odio. Una buona tattica deve considerare l'utilizzo di entrambi i flussi d'energia e quindi la ricarica di entrambi. Tra i vari accessori del suo inventario ci sono bolas, pugnali da lancio, bombe e persino torrette automatiche in grado di colpire i nemici nei dintorni. Purtroppo non ci è stato possibile testare con mano tutte queste abilità e orpelli, ma le potenzialità di questa classe sono davvero molte, e siamo sicuri che tanti giocatori ne saranno entusiasti.
L'ultimo della lista ed ennesimo nuovo arrivato è il monaco, un combattente armato solo dei suoi pugni e con il desiderio di ripulire il mondo dalle tenebre per riportare l'armonia a Tristram. Le sue abilità curative sono eccellenti, ed è anche in grado di fornire bonus agli alleati grazie a skill specifiche chiamate "mantra". Mi sembra inutile specificare che il monaco è l'healer della situazione ed ennesima classe perfetta per supportare un gruppo di giocatori.
A caldo l'impressione è quella di avere una maggiore scelta rispetto a quanto visto in passato, perché pur guardando al secondo episodio, che con l'espansione aveva ben sette classi, la diversificazione dei ruoli si avverte maggiormente rispetto a quanto avveniva prima. Inoltre dobbiamo tessere nuovamente le lodi a Blizzard per l'ottimo bilanciamento degli scontri per le modalità di gioco fino ad ora testate. Pur essendo lontani dalla versione definitiva, e consci del fatto che numerose patch modificheranno abilità e caratteristiche, possiamo ritenerci molto soddisfatti di quanto visto e provato fino ad ora.

Diablo 3

Disponibile per: PC
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Blizzard
Distributore: Activision
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Data di Pubblicazione:
PC: 15/05/2012   
Minimi:
OS: Windows® XP/Vista/7 (latest service packs) with DX 9.0c
CPU: Intel Pentium® D 2.8 GHz or AMD Athlon™ 64 X2 4400+
GPU: NVIDIA® GeForce® 7800 GT or ATI Radeon™ X1950 Pro or better
RAM: 1 GB RAM (XP), 1.5 GB (Vista/7)
HDD: 12 GB available HD space
NET: Internet connection

Consigliati
OS: Windows® Vista/7 (latest service packs)
CPU: Intel® Core 2 Duo 2.4 GHz or AMD Athlon™ 64 X2 5600+ 2.8 GHz
GPU: NVIDIA® GeForce® 260 or ATI Radeon™ HD 4870 or better
RAM: 2 GB
HDD: 12 GB available HD space
NET: Broadband Internet connection
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